Messico, uccisi 43 studenti

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Alla notizia dell’assassinio dei 43 studenti della Scuola normale di Ayotzinapa, scomparsi a Iguala il 26 settembre scorso, la Conferenza episcopale messicana (Cem) ha espresso la sua solidarietà alle famiglie e ai compagni delle giovani vittime. La Chiesa messicana chiede energicamente alle autorità di portare avanti l’inchiesta fino alle ultime conseguenze affinché si possa sapere con certezza quel che è successo agli studenti e possano essere condannati i mandanti e gli autori materiali del delitto. I vescovi chiedono anche di far valere lo stato di diritto per porre fine a violenza, corruzione, impunità, complicità di eventuali autorità con le organizzazioni criminali. L’arcivescovo della diocesi di Acapulco, monsignor Carlos Garfias, ha avvertito sulla possibile reazione di gruppi armati che hanno già espresso la loro condanna per il massacro e per le risposte istituzionali avute finora. Secondo i media locali, il presule si riferirebbe a gruppi ribelli, sostenuti dall’Assemblea nazionale popolare, molto attivi nello stato messicano di Guerrero negli anni ‘60 e ‘70 e che sarebbero riemersi nella zona dopo il caso a Iguala. A Città di Messico si sono svolte questo fine settimana diverse manifestazioni in segno del lutto.

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