Vescovo Carlo Bresciani: “Si può incontrare Dio curando i malati” in quanto “ognuno di noi è Tempio di Dio”

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DIOCESI – Domenica 9 novembre il nostro Vescovo Carlo Bresciani ha celebrato la Santa Messa presso la cappellina dell’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto.

Vescovo Carlo Bresciani: “In questa giornata ricordiamo la dedicazione Basilica Lateranese, nel 324, la prima Basilica Cristiana consacrata.
Le letture di oggi insistono sul tema del tempio, giocando però un pò sui termini, si parte dal tempi la basilica, il tempio come senso delle mura che sono il luogo nel quale è custodito la presenza del Signore Sacramento, ma è luogo anche della preghiera e dell’incontro con Dio e l’altro tempio che è innanzitutto Gesù.
Se la prima lettura ci parla dell’Acqua che scaturisce del Santuario e che irriga la terra e la rende feconda, nel Vangelo Gesù ci dice che il tempio è lui.

“Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”, le persone non capiscono questo gioco di parole che Gesù fa, ma lui parlava del tempio del suo corpo.

Il passaggio è dal tempio esterno, fatto di mura, a comprendere in maniera più precisa che Gesù è il tempio di Dio e che rende Sacro il tempio delle mura perché c’è Gesù che è tempio di Dio.

Questo passaggio è importante perché vuol dire che noi quando andiamo in Chiesa se non incontriamo Gesù, noi non abbiamo fatto nulla di fatto.
Lo stesso San Paolo nella seconda lettura tornava su questo tema quando diceva che nessuno può porre un fondamento diverso da quello che si trova che è Gesù Cristo.

Passare dalla realtà materiale nella quale noi viviamo, a cogliere la presenza di Dio dentro questa realtà e a vivere il rapporto personale con questo tempio di Dio che è Gesù. Questa è la nostra fede.
Però San Paolo fa un altro passo e passa dal tempio di Dio che è Gesù ad un altro tempio, infatti dice “Non sapete – e si rivolge ai Cristiani – che siete tempo di Dio, e che lo Spirito Dio Abita in voi?”

Da Gesù scaturisce l’acqua, quando è trafitto sulla Croce, l’acqua che risana.
Quando ci mettiamo in comunione con Gesù e riceviamo lo spirito di Dio, ognuno di noi diventa tempio di Dio.

Ricollegandomi alla festa che celebriamo qui oggi: Perché ci prendiamo cura dei malati?
Una cura che si ispira all’amore di Dio, proprio perché ogni persona che noi incontriamo malata sappiamo che è tempio di Dio.
San Paolo fa questo passaggio perché proprio Gesù lo ha indotto in questo passaggio.

Ricordate quando nel Vangelo secondo Matteo 25 quando Gesù afferma: “perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, ero nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”, Gesù si identifica con ogni persona.

In ogni persona quindi c’è la presenza particolare di Dio.

Il primo, noi dobbiamo entrare in questo  tempio di Dio che è la sacralità della nostra eternità.
È li che incontriamo Dio quando entriamo in questa dimensione Sacra della nostra vita, che è li dove noi parliamo e ci incontriamo con Gesù.
Se non ci incontriamo in questa dimensione nostra interiore spirituale, certo noi possiamo pure recitare delle preghiere ma quelle preghiere restano esterne non ci mettono in comunione.
Quando preghiamo manteniamo il contatto con questo tempio di Dio che custodiamo dentro di noi.

Quando incontriamo gli altri sappiamo vedere al di la degli aspetti materiali, degli aspetti esteriori.
Il Concilio Vaticano II afferma che Gesù incarnatosi in un certo qual modo si è unito ad ogni uomo.
Ecco allora che è vero, si può incontrare Dio curando i malati, si può venerare Dio curando i malati.

Dentro il curare quel corpo che è tempio di qualcosa più grande, in quel corpo c’è un uomo Sacro in cui abita Dio.

Allora capite perché da sempre i cristiani si sono presi cura anche degli ultimi, imitando evidentemente Gesù.

Anche noi celebrando la Patrona di questo ospedale impariamo da Maria, da Lei che appena ha ricevuto l’annuncio che era la Madre del Signore, Lei che era il tempio di Dio parte e va a prendersi cura di Elisabetta.

Questo esempio di Maria ci deve essere da stimolo che guidi il nostro agire, mantenendoci in stretto rapporto con il Signore che amiamo sopra ogni cosa.

Che la Madonna ci aiuti a vivere così quello che noi facciamo, che la Madonna  ispiri coloro che in questo ospedale operano e  che in questo ospedale transitano per farsi curare, li ispiri a vivere con questo spirito della grandezza di ogni essere rumano, perché se ogni  essere umano è tempio di Dio, ogni essere umano è sacro a Dio”.

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