Aborto: intolleranza in Svezia

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Francia abortoDi Elisabetta Pittino

Il 15 ottobre scorso, all’Università di Uppsala avrebbe dovuto tenersi un’importante Conferenza Internazionale sul Traffico di esseri umani e diritti umani, co-organizzata dalla ONG scandinava degli Avvocati per i diritti umani (Scandinavian Human Rights Lawyers), dall’Università di Uppsala e dall’Ufficio delle Nazioni Unite di Uppsala.

L’avvocato Ruth Nordström, presidente degli Scandinavian Human Rights Lawyers e coordinatrice svedese di Uno di Noi, ci ha spiegato, in questa intervista, perché l’evento è stato cancellato.

La Svezia libera e tollerante… cos’è successo il 15 ottobre?

L’Università di Uppsala è la più antica in Svezia, fondata nel 1477, ed è una delle migliori università del nord Europa. Il suo motto è Gratiae, veritas, naturae, cioè verità attraverso grazia e natura.

Il 15 ottobre alla conferenza il Relatore del Consiglio d’Europa sulla prostituzione, il traffico e la schiavitù moderna, Mendes Bota, avrebbe dovuto presentare la sua relazione.

Sarebbero intervenuti come relatori e partecipanti ricercatori dell’Università di Uppsala, membri della Piattaforma Civile contro il Traffico di Esseri Umani in Svezia, le autorità di polizia interessate, i delegati internazionali del parlamento norvegese.

Durante la conferenza avrebbe dovuto essere consegnato alla regina Silvia di Svezia e alla World Childhood Foundation, il premio scandinavo per la dignità umana, per il loro lavoro per proteggere i bambini dagli abusi e dallo sfruttamento. La regina e la Corte Reale avevano ringraziato calorosamente e avevano programmato da mesi la presenza alla cerimonia.

Tre giorni prima della conferenza è stato tutto cancellato a causa di una campagna mediatica. Dietro questa “caccia” mediatica c’erano primariamente la Swedish Association for Sexuality Education–RFSU (Associazione Svedese per l’Educazione Sessuale) e la International Planned Parenthood-IPPF, conosciuti per le loro campagne in favore della sessualizzazione dei bambini fin dalla scuola dell’infanzia.

Gli articoli si sono diffusi in tutti i media svedesi con attacchi personali nei miei confronti, che dicevano che “facevo leva sulla Regina” come una “strategia” per un “colpo di mano” nella battaglia contro l’aborto.

La conseguenza è stata che l’Università ha deciso di cancellare la conferenza internazionale antitraffico e la Corte Reale di Svezia ha rilasciato un breve comunicato stampa secondo il quale a causa della cancellazione della conferenza, la Regina non desiderava più accettare il premio. Il portavoce della Corte Reale ha detto che la decisione è stata presa per il dibattito politico sollevato dai media.

Quali sono state le reazioni?

“In una democrazia liberale bisogna dare spazio alle persone che pensano diversamente dalla maggioranza, specialmente in materie di vita e di morte. Per noi, quello che è successo di recente in Svezia, è incredibile”, hanno dichiarato due delegati del parlamento norvegese, che sono arrivati a Uppsala per partecipare alla conferenza cancellata.

Thomas Idergard, gesuita e studente di teologia, e Stefan Gustavsson, Segreterio Generale della Swedish Evangelical Alliance (Alleanza Evangelica Svedese), stanno ponendo interrogativi sull’azione dell’Università sul quotidiano svedese Svenska Dagbladet, nella pagina dedicata ai dibattiti, chiedendo per esempio se Madre Teresa sarebbe stata accolta come relatrice all’Università, visto che, oltre a lavorare per i poveri, era anche fortemente contraria all’aborto. Nel suo discorso quando ricevette il Nobel per la Pace nel 1979, descrisse l’aborto come il più grande distruttore di pace. Forse la RFSU e il Aftonbladet pensano che il Comitato norvegese per il Nobel, dovrebbe oggi ritirare il Nobel per la Pace a Madre Teresa? Scrivono Idergard e Gustavsson: “Non è una coincidenza che molte persone attive nella lotta contro il traffico di esseri umani siano anche critiche nei confronti dell’aborto e che molte persone critiche verso l’aborto siano molto impegnate anche contro il traffico sessuale. In fondo è una questione di dignità umana”.

Elisabeth Sandlund, giornalista del Dagen, quotidiano cattolico, lo stesso giorno del convegno ha scritto: “Sarebbe stato già abbastanza brutto se la regina avesse rifiutato il premio e l’Università avesse rifiutato di co-organizzare l’evento solo per la ragione che gli ideatori avevano l’opinione “sbagliata” su una questione completamente differente”. Ha sottolineato inoltre come sia necessario discutere su traffico sessuale e aborto “senza innescare quella sorta di raccapriccio che hanno mostrato l’Università di Uppsala e la corte reale”.

Lukas Berggren, nell’editoriale del quotidiano cristiano Världen Idag scrive: “Commentatori, scrittori, opinionisti che frequentemente usano i concetti di diversità e tolleranza, avevano un’eccellente opportunità per mostrarli nella pratica. Il fatto di non richiedere soltanto tolleranza per gli altri, ma specialmente di mostrare agli altri – dissidenti – tolleranza, questo è reale tolleranza.

Cosa pensa di questa vicenda?

Sfortunatamente la caccia mediatica contro gli Scandinavian Human Rights Lawyers è proseguita con articoli diffamatori di basso livello. La nostra conferenza all’Università di Uppsala era sui diritti umani e sul traffico di esseri umani, nient’altro. È assurdo che il fatto che gli Scandinavian Human Rights Lawyers stiano difendendo la libertà di coscienza in Svezia, abbia condotto alla cancellazione di una conferenza internazionale su una materia così importante come quella del traffico di esseri mani. Come spiega il rapporto di José Mendes, il traffico di esseri umani è un’odiosa violazione dei diritti umani e una delle attività più lucrative per le organizzazioni criminali di tutto il mondo. In Europa il traffico per sfruttamento sessuale è diffusissimo: si stima che l’84% delle vittime del traffico siano utilizzate per questo fine.

Il tema del traffico di esseri umani è stato completamente eclissato dai media svedesi che demonizzano chiunque abbia una visione differente dalla maggioranza sull’aborto e sul diritto alla libertà di coscienza. È una vergogna che la Svezia non rispetti la libertà di coscienza come diritto umano. Ci dispiace che l’Università di Uppsala abbia deciso di cancellare la conferenza. Comunque noi continueremo il lavoro per unire tutte le forze per combattere il traffico di esseri umani e per promuovere i diritti umani e la dignità umana.

Siamo determinati a lasciare che l’accaduto sia una sfida e ci incoraggi a continuare la battaglia per l’accoglienza, la tolleranza e la democrazia, che possono fare molto di più dell’opinione di un momento, specialmente quando arrivano le domande cruciali della vita, della morte e della dignità umana.

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