A tu per tu con Alice Galasso, rappresentante d’istituto dell’ ITC Capriotti di San Benedetto

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AliceSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continuano le nostre interviste ai giovani rappresentanti d’istituto delle scuole superiori della nostra diocesi.
Oggi abbiamo incontrato Alice Galasso, rappresentante dell’ ITC Capriotti di San Benedetto.
Leggi le precedenti interviste

Alice perché hai scelto questa scuola?
Fondamentalmente ho scelto questa scuola perché ho avuto da sempre una predisposizione per le lingue straniere e specialmente l’Inglese. Dopodiché me ne avevano parlato piuttosto bene per quanto riguarda gli scambi culturali e i suoi vari contatti con altri Paesi europei, iniziative che mi affascinavano non poco.

Che lavoro vorresti fare in futuro?
Lavoro? Per ora non ho grandi prospettive per il futuro. Spero che la situazione migliori o sarò costretta a unirmi all’esodo dei tanti giovani italiani che migrano all’estero. Non saprei comunque.. Da un po’ sto coltivando la mia passione per la scrittura e forse intravedo una possibilità lavorativa nel giornalismo. Ma è sempre in “forse”.

Cosa ti piace di più della tua scuola?
In generale la scuola è ben organizzata a livello di struttura e possiede sicuramente molte potenzialità che potrebbero essere sfruttate ancora meglio. E’, questo, sicuramente uno degli obiettivi cardine del nostro programma.

Cosa, invece, non ti piace?
Innanzitutto abbiamo nella nostra scuola laboratori ben attrezzati – come quello di fisica e chimica – ed altre aule purtroppo inagibili – come l’aula lingue dove non funziona il sistema audio e l’aula magna. I primi vengono utilizzati pochissimo, quando avrebbero potenzialità didattiche davvero stimolanti soprattutto per noi studenti e studentesse del Linguistico che non siamo molto predisposti alle materie scientifiche. Non dimentichiamoci, poi, della nostra biblioteca, scarsamente sfruttata sebbene possa costituire un importante servizio per gli studenti.

Cosa vorrai cambiare e migliorare? Qual è il tuo programma per questo anno in carica? Come pensi di metterlo in pratica?
Mi piacerebbe rendere la mia scuola più accessibile agli studenti. Con ciò intendo un ampliamento dei servizi – quali trasporti, apertura delle strutture nel pomeriggio, maggiori spazi di discussione e di scambi d’opinione – inserito in un dialogo costante con i rappresentanti d’istituto delle altre scuole.
Uno dei punti su cui insisteremo maggiormente sarà la messa a disposizione di più spazi interni alla scuola per noi ragazzi. So, purtroppo, che le ristrettezze a cui questo periodo ci costringe non permettono ingenti investimenti, ma nel nostro ridotto campo d’azione possiamo pur sempre cercare di migliorare ciò che abbiamo con i mezzi che abbiamo.

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