A Sidney una giovane italiana al capezzale dell’oceano

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MariasoleDi Rino Farda

Si chiama Mariasole Bianco, ha 29 anni, e fra pochi giorni sarà al World Park Congress di Sydney per discutere di come si può salvare il mare. “Vorrei diventare una speranza, un oceano di speranza”, dice Mariasole in questi giorni di frenetici preparativi ai suoi amici sui social e sul web. “I giovani ricercatori sono portatori naturali di questa speranza. Mancano però le strutture e le condizioni per poter esprimere questo potenziale. Noi siamo le gocce che sono destinate a formare il mare del futuro. Questa speranza può diventare realtà solo se si inizierà ad investire veramente sui giovani. A causa della pesca eccessiva c’è il rischio di arrivare al collasso di tutte le specie pescabili in meno di 50 anni. A causa dell’inquinamento vi sono più di 500 zone nell’oceano dove la vita non può più esistere, e i cambiamenti climatici stanno modificando la chimica base del mare ad una velocità impressionante”, spiega nei tanti collegamenti su Skype da Cairns dove vive, con esperti e giornalisti.

L’Australia, un trampolino. Laureatasi a Genova in Gestione e Conservazione dell’Ambiente Marino, ha poi preso la laurea specialistica in Gestione delle Aree Protette alla James Cook University di Cairns, Australia. In Italia pochi si sono accorti delle sue qualità. Non così all’estero. Dopo il Master Degree in Australia viene chiamata a coordinare la campagna per l’istituzione dell’area marina protetta più grande al mondo nel Mare Dei Coralli e viene cooptata nella Commissione Mondiale delle Aree Protette, Wcpa (http://www.iucn.org/about/work/programmes/gpap_home/) della più grande organizzazione internazionale per la tutela delle risorse naturali Iucn (http://www.iucn.it/pagina.php?id=3). Non solo. E’ anche scelta come leader italiano a coordinare il lavoro di 30 giovani leaders in tutela ambientale provenienti da tutto il mondo nel workshop preparatorio al World Park Congress (http://worldparkscongress.org) che si terrà a metà novembre a Sidney in Australia.

La sorpresa di Google Ocean. Durante il World Park Congress Mariasole parteciperà come relatrice a tre sessioni dove condividerà il palco anche con alcuni protagonisti di storiche battaglie per la conservazione marina, come Sylvia Earle. Ha organizzato inoltre la partecipazione dei vertici di Google Ocean al Congresso. “Si tratta di un incredibile strumento simile a Google map, con la possibilità di utilizzare per l’oceano una funzione simile a Street-view, e andare anche sott’acqua e muoversi con la manina fra i coralli”. A Sydney, anche grazie alla collaborazione di Mariasole, Google Ocean presenterà le due nuove mappe della Great Barrier Reef (la grande barriera corallina australiana) e del Sydney Harbour (la baia più famosa dell’Australia). Nelle altre due sessioni Mariasole parlerà di “Empowerment professionale dei giovani professionisti” e di “Dialogo intergenerazionale”.

L’Italia merita di più. Nel 2013 la giovane ricercatrice ha fondato Worldrise, un’associazione no profit, (http://www.worldrise.org) “che crea e promuove progetti per la tutela dell’ambiente marino, che vengono coordinati e realizzati coinvolgendo giovani studenti e neolaureati italiani affinché possano presentarsi sul mercato del lavoro con un bagaglio di conoscenze pratiche ad integrazione di quelle teoriche acquisite negli studi universitari”. Sul sito di Worldrise, per esempio, fra i tanti c’è anche un progetto per la tutela delle Cinque Terre in Italia che è caratterizzato da un innovativo meccanismo di crownfunding sui social. “Sono fisicamente all’estero, dall’altra parte del mondo, ma ho una voglia incredibile di contribuire alla protezione del mio paese. Guardando l’Italia da quaggiù si capisce meglio quanto sia bella e quante potenzialità non siano ancora sfruttate nel modo giusto”.

Coinvolgere i giovani professionisti. Per l’appuntamento di Sydney, Mariasole sta preparando anche una Dichiarazione dei giovani professionisti “che fra le altre cose – spiega – servirà ad indicare ai vertici delle associazioni ambientaliste di tutto il mondo le linee guida per coinvolgere la nostra generazione nelle attività destinate alla tutela dell’ambiente. Si parla sempre di coinvolgere i giovani ma poi difficilmente si lascia alla nostra generazione lo spazio per esprimere quel valore aggiunto reale che siamo in grado di portare alla causa ambientalista”, spiega Mariasole. “Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Questo mare, questo oceano siamo noi. In questo congresso prendiamo il futuro nelle nostre mani. Non partecipiamo per affrontare un’altra volta la discussione sul coinvolgimento dei giovani ma per raggiungere conclusioni concrete e offrire soluzioni che possano ispirare le iniziative future. Vogliamo partire da quelle piccole gocce che in tutto il mondo stanno già facendo la differenza e che, se valorizzate e facilitate, possono veramente diventare un’oceano di speranza”, dice Mariasole

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