I giovani della notte e il rapporto con la fede, ne parliamo con Mario

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Giovani

Di Luisa Urbani

RIVIERA – Pubblichiamo la ventunesima intervista ai giovani che frequentano la notte in Riviera.
Ricordiamo che le interviste servono per raccontare uno spaccato del mondo giovanile della nostra Riviera e qualora non dovessero essere in linea con quanto insegnato dalla Chiesa riteniamo di doverle pubblicare per poter conoscere al meglio la “vigna” in cui sono chiamati a lavorare i nostri sacerdoti.
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Questa settimana ne parliamo con Mario.

Quali sono i tuoi sogni?
A mio avviso il problema dei sogni è che molti di noi non sono più abituati a sognare. Spesso confondiamo i sogni con ciò che possiamo avere e ci limitiamo.
Personalmente, io sogno di non avere mai problemi nella vita, di raggiungere la tranquillità e di vivere in un mondo più onesto.
Attualmente studio all’università di Macerata. Oggi,secondo me, il problema del lavoro è molto sentito, soprattutto tra noi giovani. Una volta laureato,vorrei fare un lavoro che mi soddisfi, che mi dia la possibilità di crescere professionalmente e personalmente. La voglia di vivere equivale alla voglia di lavorare se non c’è un lavoro che soddisfi le aspettative non c’è voglia di vivere secondo me.

Come vivi il fine settimana?
Il fine settimana lo passo o con la mia ragazza o con amici. Di solito si fanno delle passeggiate in centro chiacchierando di cose più o meno serie.

Cosa pensi del matrimonio?
Il matrimonio, a mio avviso, è una delle tappe più importanti nella vita di ognuno noi. Credo sia un passo che debba essere ponderato. Sacramento o contratto che sia, va affrontato con serietà e responsabilità

Con la fede come va?
Credo in un Dio ma non gli attribuisco un nome. Secondo me, Dio non è selettivo, non può avere un nome diverso per ogni religione esistente.

Partecipi alla Messa?
Non vado molto spesso a Messa. Per molti anni non ci sono proprio mai andato neanche per le ricorrenze più importanti. Ora la sto un po riscoprendo ma più per un approfondimento personale che per la religione in se.

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