FOTO Vescovo Carlo Bresciani: “La fedeltà alla verità, che è Dio, trova sempre contrasti e opposizione del Maligno”

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DIOCESI – Pubblichiamo le parole del nostro Vescovo Carlo Bresciani in occasione della solennità dei Santi: “Ecco una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua” . Così il libro dell’Apocalisse. Veneriamo oggi questa moltitudine immensa che l’apostolo in visione ha contemplato nella gloria del Paradiso. Sono i santi di ogni tempo e di ogni nazione, coloro che hanno seguito l’insegnamento del Figlio di Dio e ora nella gioia del Paradiso godono il premio della loro fedeltà all’Agnello (che sappiamo essere Gesù).

Coloro che hanno seguito Gesù non sono quindi abbandonati nella morte, ma sono chiamati a condividere la gloria di Colui che ha vinto la morte e, salito al Padre, mantiene la promessa fatta ai suoi apostoli: “dove sarò io sarete anche voi” (cfr. Gv 14,3).

Un giorno un tale chiese a Gesù: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?” (Lc 13, 23). Gesù non rispose direttamente, disse soltanto che bisognava sforzarsi di entrare per la porta stretta. La visione di Giovanni descritta nell’Apocalisse sembra essere una risposta: molti hanno accettato di entrare per la porta stretta: molti hanno creduto alla predicazione degli apostoli e sono entrati, attraverso la fede vissuta ogni giorno, nella schiera degli eletti del Padre. L’annuncio del Vangelo si è diffuso in tutto il mondo e in visione Giovanni vede che gente di tutto il mondo è entrata nella salvezza.

Questa schiera innumerevole si trova davanti all’Agnello, in vesti candide, e grida a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono e all’Agnello” cioè a Gesù, l’Agnello immolato sulla croce per la salvezza di tutti i peccatori. La schiera innumerevole confessa che solo in Gesù c’è possibilità di salvezza per l’umanità e riconosce di essere salvata solo per mezzo suo. Infatti, i santi in coro rendono per questo lode a Lui con le parole che l’Apocalisse presenta così: “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”. Ė il canto dei salvati, l’espressione della gioia e della lode che descrive la mirabile liturgia del cielo nell’adorazione dell’opera che Gesù ha compiuto e dei cui frutti essi godono.

Ci uniamo anche noi oggi, in questa solennità, a questo canto di lode nella liturgia della santa messa che celebra il trionfo di Gesù sulla morte e ci dona di stare davanti al suo altare per ricevere il pane della salvezza. Noi, che siamo ancora in cammino, ci uniamo ai nostri fratelli nella fede che hanno raggiunto la meta e ne godiamo con loro, rendendo lode a Colui che ci salva dalla morte. Ogni volta che partecipiamo degnamente alla santa messa, noi anticipiamo nel tempo quello che saremo e viviamo una comunione con la moltitudine dei santi nella lode all’unico nostro Signore Gesù Cristo. Sentiamo tutti i santi del Paradiso uniti a noi in questa liturgia di lode e di ringraziamento a Dio per il dono di Gesù. Con loro anche noi diciamo: “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.

Nella visione di Giovanni, un anziano pone una domanda importante, che ci aiuta a comprendere quale debba essere la strada che anche noi dobbiamo percorrere per giungere a quella meta che i santi hanno già raggiunto. “Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?”. Cioè, chi sono i santi che godono la gioia del Paradiso? Come hanno fatto a raggiungere quella meta che li rende degni di lode insieme al Signore Gesù?

Illuminante la risposta: “Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello”. I santi non sono coloro che hanno avuto la vita facile e senza contrasti. Si parla di ‘grande tribolazione’, spesso si è trattato di persecuzione e di martirio vero e proprio. La fedeltà alla verità, che è Dio, trova sempre contrasti e opposizione del Maligno che introduce divisione e il seme del sospetto. C’è sempre chi non sa tollerare il bene e per invidia o per gelosia pone ostacoli, rendendo più difficile ciò che sarebbe per il bene di tutti. Ė stato così per Gesù, non può essere diverso per tutti noi. I santi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione di una fede vissuta con costanza e fedeltà a Dio, fedeli all’amore anche nei confronti di chi ha fatto loro del male.

Gli idoli del potere, del denaro e del sesso non tollerano la giustizia e ricorrono spesso alla violenza e al sopruso. Contro questi idoli i santi hanno dovuto lottare.

Mi piace ricordare, in modo speciale quest’anno in cui abbiamo celebrato il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, i tanti coniugi santi che hanno santificato il loro amore e il loro matrimonio lasciandolo purificare dalla Parola di Dio e vivendo il loro amore imitando l’amore di Gesù per la sua sposa la Chiesa. Anche essi sono una moltitudine immensa, che nessuno può contare. Sono stati una benedizione per i loro figli e sono per tutti noi un’autentica ricchezza, vanto in modo particolare della Chiesa tutta. Essi ci ricordano che l’amore e la fedeltà ad esso, nonostante le eventuali tribolazioni che attraversano tutte le relazione umane, è possibile se ci si lascia guidare dall’amore di Dio e si fonda il proprio rapporto sugli insegnamenti di Gesù.

Le tribolazioni della vita sono di tutti: i santi hanno saputo trarre conforto rifugiandosi nel Signore Gesù, hanno lavato le loro pene contemplando il sangue versato per amore da Gesù in croce e hanno tratto sempre nuova forza ed energia dal suo amore, portando la croce delle fatiche quotidiane insieme con lui, confidando nella sua misericordia e nel suo perdono.

Carissimi, questa stessa strada che hanno percorso i santi è quella che anche noi siamo chiamati a percorrere: in Gesù è stata possibile per loro, in Gesù è possibile anche per noi. Viviamo questa compagnia dei santi, imitiamoli nella loro fedeltà all’amore di Dio e dei fratelli, purifichiamo le nostre vesti da ogni macchia di peccato lavandole nel sacramento della penitenza, lodiamo il Signore per ciò che ha operato in loro e per ciò che di bello e di santo opera tutti i giorni in noi.

Insieme a loro e con le loro stesse parole eleviamo a Dio il nostro canto di lode: “Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”.

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