I giovani della notte e il rapporto con la fede ne parliamo con Alessandra Piccioni

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Alessandra

RIVIERA – Pubblichiamo la ventesima intervista ai giovani che frequentano la notte in Riviera.
Ricordiamo che le interviste servono per raccontare uno spaccato del mondo giovanile della nostra Riviera e qualora non dovessero essere in linea con quanto insegnato dalla Chiesa riteniamo di doverle pubblicare per poter conoscere al meglio la “vigna” in cui sono chiamati a lavorare i nostri sacerdoti.
Leggi le precedenti, clicca qui

Questa settimana abbiamo intervistato Alessandra Piccioni.

Alessandra Quali sono i tuoi sogni?
Il mio sogno è quello di lavorare all’estero perché in Italia purtroppo non ci sono prospettive.
Vorrei diventare una make up artist, che riguarda l’ambito della bellezza.
Vorrei lavorare nel mondo della moda e diventare una truccatrice di modelle.
Per entrare nell’accademia più prestigiosa che si trova in America ci vogliono 8.000€ e al momento non me lo posso permettere.
Ad oggi sono iscritta a Scienze Religiose in Ascoli Piceno e spero di riuscire a prendere la laurea.
Mi sono iscritta perché credo in Dio che mi ha aiutato in diversi momenti e vorrei capire di più della mia fede. 

Come vivi il fine settimana?
Lo vivo insieme ai miei amici, usciamo e mangiamo la pizza, ci facciamo un giretto in Ascoli e a volte andiamo a giocare al bowling o al cinema.

Cosa pensi del matrimonio?
Un giorno spero di potermi sposare.
Al momento sono single e vorrei trovare una persona leale, che ci tenga davvero a me e che voglia costruire una famiglia.
Penso però che prima andrei a convivere.
Prima del “per sempre” vorrei “sperimentare” come potrebbe essere la vita matrimoniale.
Perché un conto è vedersi ogni tanto con il proprio ragazzo e un conto è vivere insieme.

Con la fede come va?
Io credo nel Dio Trinitario, però a volte le situazioni mi portano a dubitare.
Nella mia famiglia ci sono state diverse situazioni di malattia che mi hanno portato a vacillare nella fede.
Un fatto bello invece che vi voglio raccontare, anche se era un momento triste, è quando è morto mio zio.
Qualche settimana dopo che è venuto a mancare è venuto a trovarmi in sogno più volte e mi diceva che lui mi sarebbe rimasto sempre vicino e che mi sarei dovuta accostare di più alla fede.

Partecipi alla Messa?
Non sempre però cerco di andarci ogni domenica.

Cosa ne pensi del rapporto fede e giovani?
I giovani non credono perché prendono la fede come una cosa futile.
A volte anche noi che ci diciamo cristiani non siamo buoni testimoni.
Dovremmo fargli vedere la gioia nella nostra fede.
Quando entrano in Chiesa dovremmo accoglierli gioiosamente, fargli sentire il calore fraterno.
Perché si è vero che Gesù è morto ma è anche risorto, quindi non dovremmo tenere quelle facce da funerale ma far vedere la nostra gioia.

Per te è cosa vuol dire essere felici?
Essere felici è avere una vita piena e questa forse verrà quando avrò un rapporto migliore con Dio, perché trovare gioia nelle cose materiale è ingenuo, in quanto tutto passa e solo l’Amore di Dio resta per sempre.

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