Il bonus alle neo mamme

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page
MammaLa vita delle mamme non è facile. Se poi lavorano, hanno più di due figli e non hanno gli aiuti delle nonne, è praticamente eroica. Ha scelto il salotto patinato e domenicale di Barbara D’Urso, il premier Matteo Renzi per annunciare all’Italia che dal 1° gennaio 2015 le neo-mamme riceveranno un bonus di 80 euro per i primi tre anni di vita del bambino. Padre di tre figli, Renzi commenta così la sua decisione: “So cosa vuol dire comprare pannolini, biberon e spendere l’asilo. È una misura che non risolve un problema, ma è un segnale”.
Le mamme italiane si chiedono se davvero il premier Renzi sappia realmente cosa vuol dire l’arrivo di un bimbo nella casa di una famiglia che in busta paga riesce a racimolare appena 1.500 euro al mese. E di queste case in Italia ce ne sono davvero tante. E molte, purtroppo, dispongono di cifre ancor più basse. Sicuramente per quelle famiglie, gli 80 euro promessi possono rappresentare un gesto concreto. Insomma in tempi di magra, non si butta via niente e le parole di Renzi sono almeno il segnale che il governo è consapevole della realtà.
Ma per le mamme italiane, non basta. È davvero poco. È il sistema-Paese che non è a misura di bambino. Aumentano le donne, soprattutto quelle laureate, che sono costrette a lasciare il lavoro perché non riescono a conciliare i due tempi di vita. Gli asili nido stentano ad aprire le porte ai nuovi arrivati. La baby sitter è un lusso che non ci si può permettere. E sulla famiglia incombono, come uno spettro oscuro e minaccioso, i tagli continui delle imprese all’occupazione. Tutti fattori che spiegano perché nel 2013, sono nati solo 514mila bimbi. Un dato che ha fatto toccare all’Italia il record negativo delle nascite sul suolo nazionale.
All’indomani del talk show domenicale, le mamme italiane vorrebbero consigliare due cose al premier Renzi: la prima raccomandazione sale dal cuore. Chiede che quegli 80 “euri” non siano solo una briciola di consolazione ma l’inizio di un lungo percorso di amicizia tra l’Italia e la maternità. Un percorso serio e duraturo costellato di misure concrete a favore delle famiglie e del lavoro che non c’è. L’altra raccomandazione è più pragmatica: se davvero le neo-mamme vedranno un giorno quegli 80 euro, che almeno li vedano nella maniera più veloce e semplice possibile e non siano obbligate a seguire un inter-burocratico lungo e complicato, appunto tra un biberon e un pannolino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *