Sacro Cuore di Gesù, iniziato il nuovo anno pastorale!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Di Rossella di Donato

MARTINSICURO – Il 5 ottobre è iniziato il nuovo anno pastorale nella parrocchia sacro Cuore di Gesù di Martinsicuro.
La S.Messa è celebrata da don Lucasz.
Nonostante non sia la prima volta che lo faccia,la cosa ci emoziona,e,forse, anche lui lo è un pochino.
Animano le letture, le preghiere, i canti e l’offertorio l’Azione Cattolica,gli Scouts,i catechisti e i giovani del coro,ma chi rende veramente viva la celebrazione è l’entusiasmo di bambini e  ragazzi che sono tornati ad occupare i primi banche della nostra chiesa. Facciamo nostra l’esortazione del Canto al Vangelo di oggi: “io ho scelto voi, dice il Signore, perchè andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” con il quale ancora una volta il Signore ci stupisce parlando a ciascuno.

Ed ecco l’omelia. E’ la prima per don Lucasz.
Depone sull’altare un cestino con dell’uva e una bottiglia di vino e, con l’accento che lo caratterizza e l’italiano ancora un po’ incerto che fa tenerezza, inizia dicendo “Ho portato le uve con cui facciamo il vino cotto, perché Gesù nel Vangelo oggi parla del vigna.

Per fare del buon vino, abbiamo bisogno di: uva, un buon terreno – vigna e buon personale.

Oggi iniziamo un anno pastorale nella nostra parrocchia ed è una grande opportunità per dire che noi apparteniamo alla vigna di Gesù.

Il posto dove c’è questa vigna è naturalmente la chiesa. Tuttavia, non solo la chiesa, ma anche in ogni casa nella nostra parrocchia, ogni bar, pasticceria… Ognuno appartiene alla vigna di Dio, quando è battezzato. Quando siete stati battezzati, siete stati tutti invitati ad entrare nella casa di Dio, cioè questa vigna.

Gli operai di questa vigna sono tutti coloro che appartengono alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Martinsicuro. E, naturalmente, diversi di loro sono qui: bambini, adolescenti, adulti e anziani. Essi inoltre svolgono diversi compiti nella vigna: appartengono alla Azione Cattolica, Scout, Coro, Catechisti, Gruppo di Preghiera di Padre Pio, Rinnovamento nello Spirito, Corale. Ognuno ha un compito unico. Tuttavia, la vigna che produce il vino migliore e’ quella dove tutti gli operai lavorano insieme.

Poi, infine, abbiamo bisogno dell’uva. Ora vorrei dire che: perché un vino sia delizioso occorrono tre tipi di uva:

La prima varietà di uva è la Parola di Dio. Siamo invitati a questo anno pastorale a scoprire Gesù, leggendo le Sacre Scritture.

La seconda varietà di uva sono i sacramenti. Noi siamo invitati a scoprire ciò che è, per esempio. Battesimo, a vivere il sacramento della confessione e nutrirci del Corpo di Gesù nell’Eucaristia.

Alla fine la terza uva è la comunità. Siamo invitati da Dio, a vivere insieme, a trascorrere del tempo insieme, giocando e imparando a condividere le gioie e i dolori gli uni degli altri.

Quindi non cerco il vino spagnolo, francese o polacco, perché vino cotto lo produciamo qui. Ciò significa che la vigna non è lontano, ma qui a Martinsicuro. E noi siamo gli operai invitati alla produzione di questo vino eccellente per Gesù, attraverso l’uso della Scrittura, i Sacramenti e la Comunità. Così facendo, non uccidiamo il figlio del padrone della vigna, che è Gesù, quello che hanno fatto i suoi contemporanei oltre 2000 anni fa, che ci ricorda la croce. Anche oggi, degli operai possono uccidere il figlio del padrone della vigna, se non lavorano nella vigna, perché il peccato non è soltanto fare il male, ma anche non fare il bene, quando puoi farlo.

In conclusione noi siamo disposti a lavorare nella vigna ma sappiamo che e Dio il primo farlo ed è Lui che fa di noi un vino eccellente. Perché tu sei quell’uva che Dio impasta e fa diventare buon vino. “

Non poteva scegliere parole migliori per la domenica in cui,benedicendoci, ci affida il mandato educativo.
Subito dopo ci consegna la lettera pastorale del nostro Vescovo e una matita ed insieme recitiamo la preghiera di Madre Teresa di Calcutta “Io non penso di avere qualità speciali,non pretendo niente per il lavoro che svolgo. E’ opera Sua. Io sono come una piccola matita nelle Sue mani,nient’altro. E’ Lui che pensa. E’ Lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo. La matita deve essere solo usata.” Poi, al termine della celebrazione, tutti al salone parrocchiale! Lì fra giochi a squadre, bans, canti e inni, tutti insieme facciamo colazione.

Tutti insieme, come tanti acini dello stesso raspo. Ed è bellissimo!

Grazie Gesu’, ancora fra noi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *