FOTOGALLERY Veglia Missionaria Diocesana

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Di Floriana Palestini

DIOCESI – La nostra diocesi ha celebrato la veglia missionaria nella sera di giovedì 16 ottobre, un momento di preghiera organizzato dall’ufficio pastorale di Missio diocesana e Pontificie Opere Missionarie, cui fa riferimento don Nicola Spinozzi.

Nel corso della veglia sono intervenuti don Luigi, sacerdote in missione a Cuba che ha testimoniato in merito al lavoro che svolge insieme alla comunità con cui vive. La diocesi cubana più grande è quella dell’Avana, che conta più di cento sacerdoti, quella più piccola invece ne ha solamente sei.
Le comunità parrocchiali versano quasi tutte in uno stato di grande povertà e i sacerdoti fanno sforzi e sacrifici ogni giorno per mandare avanti la parrocchia. Lo stesso don Luigi, appena arrivato a Cuba, era chiaramente preoccupato per ciò che lo attendeva, ma proprio come succedeva a Madre Teresa di Calcutta o a san Francesco d’Assisi, aveva il cuore pieno di gioia quando aiutava chi ne aveva bisogno, anche se ciò costava molta fatica.
Don Luigi ha concluso la sua testimonianza mostrandosi grato verso Dio e le sue opere: “In questa esperienza forse non ho donato molto, ma ho ricevuto tanto. Mi ha fatto crescere e capire di essere molto fortunato, non mi manca quasi nulla. Mi ha aiutato ad apprezzare quello che sono e quello che ho”.

Sull’ambone poi sono saliti Claudio con sua moglie Ursula, i quali hanno reso l’assemblea partecipe della loro storia: appena laureati hanno trovato entrambi un buon lavoro, che ha garantito loro un discreto stipendio e la possibilità di vivere una vita ricca di ogni comfort, di giocare a bridge, di frequentare gente benestante. Eppure non erano felici: provavano un forte dissidio interiore e si interrogavano per questo, rendendosi conto che la loro felicità era “egocentrata”, quindi egoista. Invece di cercare fama e successo si sono messi a servizio dei più poveri e nel 2000, dopo aver lasciato il loro lavoro e aver fatto un percorso di formazione di 3 anni e mezzo, sono partiti per il Mozambico, dove sono stati accolti in una parrocchia di campagna e dove hanno vissuto per 6 anni, conducendo un’operazione di pastorale tra i giovani, gli adulti e le famiglie.
Al loro rientro in Italia hanno condiviso la ricchezza che gli è stata donata con i loro parrocchiani e hanno fondato un’associazione, “Cose di questo mondo” con il contributo della Caritas.
Il vescovo Carlo che ha presieduto la celebrazione durante l’omelia ha affermato (clicca sopra al titolo e leggi l’omelia): “Se la Chiesa perdesse la sua dimensione missionaria diventerebbe una specie di setta che si chiude su se stessa”

La serata si è conclusa con lo scambio della pace e con la benedizione del Vescovo diocesano.

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