Non diventare cristiani tiepidi, quelli che vanno a Messa la domenica e poi vivono da pagani

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Papa BenedizioneDa Zenit di Salvatore Cernuzio

Ogni cristiano ha un ‘marchio di fabbrica’. E non è la lettera “N”, il Nun con cui il Corano indica i cristiani a cui l’Isis ha dato un’accezione drammatica. È invece lo Spirito Santo che il Signore ha posto come sigillo su ogni uomo e donna che ha ascoltato e accolto la Buona Notizia.

Papa Francesco prende spunto dalla Lettura di San Paolo ai cristiani di Efeso per la sua omelia nella Messa a Santa Marta e spiega che è grazie allo Spirito Santo che i cristiani già da adesso hanno “il Cielo in mano”. Lo Spirito Santo è infatti una sorta di “caparra” dell’eternità che aspetta ognuno. Un dono totalmente gratuito che Dio concede, con cui “non solo ci ha scelti” ma ci ha dato anche “un modo di vivere”.

Sì, perché il sigillo cristiano “non è soltanto un elenco di abitudini”. È qualcosa di più, spiega il Papa: “è proprio un’identità”: “La nostra identità è proprio questo sigillo, questa forza dello Spirito Santo, che tutti noi abbiamo ricevuto nel Battesimo. E lo Spirito Santo ha sigillato il nostro cuore e, di più, cammina con noi”.

Questo Spirito, che Gesù stesso aveva promesso, – prosegue il Santo Padre – “non solo ci dà l’identità, ma, anche, è caparra della nostra eredità. Con Lui il Cielo incomincia. Noi stiamo proprio vivendo questo Cielo, questa eternità, perché siamo stati sigillati dallo Spirito Santo, che proprio è l’inizio del Cielo: era la caparra; l’abbiamo in mano. Noi abbiamo il Cielo in mano con questo sigillo”.

Come un faro questo Spirito illumina quindi la vita dei cristiani. I quali tuttavia a volte sfuggono da tale fascio di luce e preferiscono sostare all’ombra, per alimentare, al buio, peccati e tentazioni. Succede quando “vogliamo, non dico cancellare l’identità, ma renderla opaca”, osserva Francesco. Cioè quando attiviamo la modalità “cristiano tiepido”, quello che sì è cristiano ma “vive come un pagano”, “va a Messa la domenica, ma nella sua vita l’identità non si vede”.

Una cristianità, questa, che è tutta una farsa. Da tale atteggiamento Gesù metteva in guardia i discepoli dicendo: “Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia”. “Fare finta di… io faccio finta di essere cristiano, ma non lo sono. Non sono trasparente, dico una cosa – ‘sì, sì sono cristiano’ – ma ne faccio un’altra che non è cristiana”, aggiunge Bergoglio.

Cita ancora una volta San Paolo e ricorda che la vita cristiana vissuta secondo l’identità suggellata dallo Spirito Santo è caratterizzata da innumerevoli doni: “Amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. Tutto questo segna “la nostra strada verso il Cielo”, che incomincia da qua, rimarca il Pontefice. E conclude invitando a chiedere al Signore “la grazia di essere attenti a questo sigillo, a questa nostra identità cristiana, che non solo è promessa, no, già l’abbiamo in mano come caparra”.

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