Tutti invitati al corso di formazione per animatori liturgici

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L'Ancora (050) - 10 - Tommaso Galieni - Don Luis benedice le tarcisiane per i nuovi ministranti

DIOCESI – Pubblichiamo la lettera del direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, Padre Luis Sandoval, per l’inizio del nuovo corso per gli animatori liturgici, lettori, responsabili del coro, ministranti.

Padre Luis: “Carissimi, iniziano i corsi di formazione per laici che svolgono o svolgeranno ministeri nelle nostre comunità.
Il primo corso di formazione che viene attivato è rivolto agli animatori liturgici cioè lettori, responsabili del coro, dei ministranti…
Il corso si terrà al Biancazzurro a partire da lunedì 20 ottobre alle ore 21.00 con il seguente programma:

1) 20 – 10 – 2014 – Introduzione generale sui Ministeri Laicali – Mons. Carlo Bresciani (a questo primo incontro è gradita anche la presenza dei presbiteri )
2) 27 – 10 – 2014 Fondamento Biblico: “Il ministero della Parola, servizio ed amore per Questa” – d. Patrizio Spina
3) 03 – 11 – 2014 Dimensione Liturgico-pastorale: “L’animazione liturgica, Servizio all’Assemblea e compiti” – d. Luis Sandoval
4) 10 – 11 – 2014 Aspetto Catechetico-Mistagogico: “Dalla liturgia alla vita” – d. Dino Pirri
5) 17 – 11 – 2014 Aspetti di preparazione tecnico-liturgici: “le cose da preparare, le tecniche di proclamazione,…” – d. Pierluigi Bartolomei

Ogni parroco è invitato a presentare i nominativi possibilmente entro domani, il 15 ottobre alla seguente email: ufficioliturgicosbt@gmail.com

Il senso di questa iniziativa e i criteri da utilizzare nella scelta delle persone sono stati ricordati dal Vescovo all’inizio dell’anno della pastorale: “Quest’anno pastorale riattiveremo la preparazione, con corsi specifici, di alcuni ministeri laicali, in modo specifico per i catechisti, per la distribuzione dell’eucaristia, per la proclamazione della Parola di Dio e per il volontariato nelle caritas diocesana e parrocchiali. Tutto ciò è da leggere nella esigenza di potenziare la corresponsabilità nella comunità cristiana e per valorizzare i carismi, in linea con quanto dice san Paolo nella lettera ai Corinti. La preparazione di nuovi laici per i diversi ministeri non significa far salire i laici sull’altare perché i preti ne scendano, o perché si formino in parrocchia ‘ruoli sacri’ di cui questo o quello se ne impossessino e … guai a chi li tocca, fosse pure il parroco o il vescovo. Se fosse così, meglio non pensare ai ministeri laicali. Si tratta di servizi alla comunità, non di ruoli per l’affermazione di sé, quindi spetta al parroco individuare, invitare e inviare alla preparazione al ministero. Un servizio non lo si impone, lo si offre; è da pensare alla luce di una comunità che vuol raggiungere quelli che stanno alla periferia di essa, non per la gratificazione di chi lo esercita. Un servizio in comunità ovviamente impegna anche a un cammino personale di fede, perché non si tratta solo di fare, ma di vivere con motivazione profonda di fede. La questione dei ministeri laicali non è da considerare però solo alla luce esclusiva dei ministeri liturgici (distribuzione dell’eucaristia, lettura della parola di Dio, catechesi …), questo è solo un aspetto, e per me sotto tanti punti di vista non il più importante, non tanto perché non si tratti di ministeri di poco rilievo, quanto perché la corresponsabilità del laico non sta solo nel rendere decorosa la celebrazione liturgica o nel fare catechismo, quanto nel rendersi corresponsabile perché il vero senso della Parola e del sacramento sia compreso sia dai frequentanti che da coloro che sono lontani, e questo perché vive il Vangelo dentro i suoi ambiti di vita. Se poi il laico sia sull’altare, con il camice o meno, è di poco conto. La Evangelii Nuntiandi è molto chiara nell’evitare di confinare la vocazione e la missione dei laici nell’ambito strettamente pastorale e parrocchiale (catechisti, lettori, accoliti, ecc.). Il loro compito immediato e primario non è l’istituzione e lo sviluppo della comunità ecclesiale (cfr. EN, n. 70), non certo perché sono chiamati a disinteressarsi di essa. Ma il laico prima di essere lettore o catechista, sia marito o moglie, padre o madre, imprenditore o operaio che cerca di vivere con coerenza il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa. I laici, quindi, protagonisti dell’evangelizzazione della vita e degli ambiti di vita (quelli di cui si è trattato nel Convegno di Verona del 2006): così si raggiungono le periferie, che a volte sono la famiglia in cui si vive. A poco serve fare la carità fuori casa se non cvi si preoccupa di viverla anche in casa con i propri familiari: questi devono venire prima! (Centobuchi 20.09.2014).

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