FOTOGALLERY San Benedetto Martire, Vescovo Carlo: La fede è un dono da proteggere

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DIOCESI – Durante la celebrazione Eucaristica per la festa del patrono San Benedetto Martire, il Vescovo Carlo Bresciani ha consegnato le chiavi della città al sindaco Giovanni Gaspari perché le depositasse ai piedi del santo Patrono.

Un gesto significativo sottolineato dal vescovo Carlo come segno che solo insieme, le istituzioni civili e religiose possono impegnarsi per il Bene Comune. Presenti alla celebrazione molti sacerdoti concelebranti, le autorità civili e tanti fedeli che hanno pregato San Benedetto.

Quindi un impegno reciproco sotto la protezione del santo patrono che ha ancora molto da insegnare anche oggi ai cittadini di San Benedetto.

Il vescovo Carlo ha infatti spiegato nella sua omelia che i santi sono modelli e ispirano la vita per l’esempio dato con la loro vita in un aspetto particolare, come ad esempio Santa Lucia per la sua storia di vita è diventata protettrice dei non vedenti, allora anche San Benedetto Martire è un modello oggi.
Lo è perché richiama al primato della vita interiore, da martire ha dato tutta la vita al Signore vivendo il primo comandamento fino in fondo. Oggi in Italia forse non si realizza il martirio, anche se altrove accade, ma il patrono della città interpella i cristiani oggi su quale posto abbia il tempo per la vita spirituale, nella frenesia del contesto attuale indifferente all’ascolto di Dio, che non da più spazio al giorno del Signore in una società presa dalle cose materiali, che marginalizza sia nel pubblico che nel privato delle vite lo spirituale.

Quindi attuale oggi e quanto mai necessario il richiamo alla cura della vita interiore che fa il santo Patrono perché la fede è un dono da proteggere, sebbene “inattuale” poiché questo richiamo non gode di seguito. Il vescovo Carlo ha perciò affidato i fedeli a San Benedetto Martire perché sia compagno di viaggio fedeli a Gesù Cristo nella via verso il Padre, i santi come fratelli maggiori perchè  come dice la Lumen Gentium che “La nostra debolezza è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine.”

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