Vescovo Carlo Bresciani: “Don Gian Luca, il tuo ministero sarà quello di chiamare tutti”

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Don Gian Luca Pelliccioni (67)

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Trascrizione audio Alessandra Mastri

DIOCESI – Pubblichiamo le parole pronunciate dal nostro Vescovo Mons. Carlo Bresciani in occasione dell’ingresso del nuovo parroco di Monteprandone Don Gian Luca Pelliccioni.

Vescovo Carlo Bresciani: “Quello che abbiamo appena letto nel brano del Vangelo, può ben rappresentare il ministero a cui Gesù chiama il sacerdote, infatti Gesù parla del Regno dei Cieli, e parla di un Re che ha preparato un banchetto di nozze perché si sposa suo figlio, e manda i servi ad invitare alle nozze.

Carissimi, è Dio che ci prepara tutto, ed è Dio che ci chiama ad essere Chiesa, tutto viene da Lui, noi siamo chiamati, ed è l’amore di Dio che ci chiama, ma il Re manda i suoi servi, perché si chiamino alle nozze coloro che lui ha invitato. Il tuo ministero Don Gian Luca è quello di chiamare alle nozze, è quello di chiamare al banchetto, perché il ministero del sacerdote è quello di chiamare e di convocare, attorno alla mensa del Signore, tutto il resto è in funzione di questo, che tutti noi andiamo ad incontrare il Signore, e incontrarlo nella festa, nel banchetto, che è il banchetto eucaristico, che è il banchetto di comunione, non soltanto di comunione perché mangiamo e beviamo, ma di comunione che diventa comunione spirituale e di vita.

Dovrà capitare, caro Don Gian Luca, che pur essendo mandato a chiamare, qualcuno ti dica che è troppo occupato dei suoi interessi, a volte sono quelli più vicini. Ma quello che mi pare molto bello, è che il Signore non si stanca di chiamare; da un parte dobbiamo tutti essere attenti ad accogliere il suo invito, ad essere anche pronti a lasciare qualche interesse immediato, perché l’invito del Signore non vada a vuoto.
Ed è interessante che in quella parabola, Gesù sta parlando ai suoi ascoltatori, a quegli scribi e farisei che lo criticavano, perché si ritenevano di essere coloro che avevano più diritto degli altri e quindi non ascoltavano quello che Gesù stava dicendo, non ascoltavano la predicazione di Gesù.
Carissimi, è molto pericoloso anche l’orgoglio dei cristiani che si pensano di essere già apposto, che loro sanno tutto, e che tendono ad escludere gli altri, Gesù si rivolge proprio a questi, a quelli che pensano di non aver bisogno di nient’altro, noi siamo già apposto, e magari sono quelli che rifiutano l’invito; però Gesù non si stanca, Dio non si stanca, dice ai suoi servi “va bene, chiama gli altri”, chiama i peccatori, i pagani, chiama quelli che sembrano per tutti gli ultimi, esce ai crocicchi delle strade e va a chiamare tutti.

Carissimo Don Gian Luca, il tuo ministero sarà proprio quello di chiamare tutti, anche quelli che in Chiesa non si incontrano, di chiamare quelli che sembrano lontani, perché l’amore di Dio possa giungere anche a loro. È un ministero non facile, è un ministero nel quale, carissimi fedeli di Monteprandone, non dovete lasciare solo Don Gianluca, il sacerdote è qui in mezzo a voi per aiutarvi, ma non illudetevi che il sacerdote da solo possa fare tutto, ha bisogno della collaborazione, ha bisogno che la comunità cristiana si riunisca ed insieme diventi colei che invita al banchetto, e tutte le collaborazione.
Mi è piaciuto poc’anzi il sindaco che richiamava alla collaborazione con la società civile, questo per un motivo solo, per il bene delle persone, per nient’altro, ma questa collaborazione insieme con il parroco, perché l’invito possa giungere a tutti, fa parte del nostro essere Chiesa, di una Chiesa che non si chiude in se stessa, che non diventa piccolo gruppo dei più o meno eletti, ma di una Chiesa che si preoccupa di includere, di chiamare, alla conversione certamente, di chiamare alla partecipazione al banchetto, e guardate che il banchetto è innanzitutto la comunità che si riunisce per celebrare l’Eucarestia secondo il cuore di Cristo, non possiamo essere comunità se non celebriamo insieme l’Eucarestia, non possiamo essere la comunità del Signore Gesù se non rispondiamo a quell’invito al banchetto per incontrare lo sposo, per stare con lo sposo, per imparare dallo sposo, per lasciarci istruire dallo sposo, altrimenti non siamo la Chiesa del Signore Gesù.

Dobbiamo esserlo anche, diceva il brano del Vangelo, con la veste adatta, non pensiamo che la veste di cui parla il Vangelo siano i vestiti di tela o altro, non è questo che è importante per la Chiesa, si può essere qui anche con il vestito stracciato o sporco, non è questo che interessa al Signore Gesù, a lui interessa il vestito del nostro cuore, perché si può essere presenti, ma con il cuore lontani, presenti ma con il cuore che non è disposto ad ascoltare la Parola di Dio, che non è disposto a lasciarsi formare, che non è disposto ad amare Dio e i fratelli, perché sappiamo molto bene, una comunità non è fatta dalla presenza fisica, la presenza fisica diventa un momento importante dell’essere comunità, ma è lo spirito che corre dentro la comunità che forma la vera comunità; quello spirito di amore, comprensione e aiuto reciproco, di sapersi sostenere gli uni con gli altri, questo fa una comunità,e questo fa la comunità del Signore Gesù, il resto è utile certo, ma è utile se ci porta qui, perché Gesù lo dice, e questa è la missione di Gesù, il sacerdote continua questa missione del Signore Gesù.

Per cui, caro Don Gian Luca, mentre ti consegno questa porzione del gregge di Dio, che è la comunità di Monteprandone, ti affido questo compito, come il compito di ogni sacerdote evidentemente, quello di essere “colui che chiama”, l’inviato del Signore a chiamare tutti, per fare comunità, una comunità aperta a tutti, che sa accogliere anche i peccatori, perché si convertino, questa è la comunità del Signore Gesù, ed è questo che ci fa la grandezza dell’essere Chiesa, è questo che fa si che noi andiamo a collaborare gli uni con gli altri, con i sacerdoti della vicaria, e con tutti quelli che possono essere d’aiuto perché il banchetto sia un vero banchetto di festa. Caro Don Gianluca ti accompagno con la mia preghiera perché questa tua missione, con l’aiuto del Signore, possa essere portata a compimento felicemente.

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