Grottammare, fiera di San Martino, boom di domande

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Fiera di San Martino - S. Martino

GROTTAMMARE – La speranza di partecipare alla Fiera di San Martino è sempre accesa, nonostante siano scaduti i termini di presentazione delle domande di ammissione e quelle arrivate coprono tutti gli spazi disponibili.

Lo riferiscono dall’ufficio Sviluppo economico, dove in questi giorni si lavora alla formazione delle graduatorie per l’ammissione alla storica manifestazione mercatale grottammarese, in programma nei giorni 10 e 11 novembre, con l’anteprima dell’Annuncio domenica 9 novembre.

Nel corso del mese di settembre, infatti, sono scaduti i termini di partecipazione: 431 le domande pervenute. “Alla scadenza del 12 settembre riservata agli ambulanti sono arrivate 380 domande di partecipazione, a quella del 30 settembre, per artigiani ed espositori, sono arrivate 42 domande. Le adesioni però  continuano a pervenire anche telefonicamente nella speranza di subentrare a qualche rinunciatario”.

 

Intanto, i preparativi proseguono sia sul fronte logistico, sia su quello ricreativo. Confermati i luoghi della Fiera, corrispondenti a una superficie di oltre 8500 mq in pieno centro cittadino ed è in via di stesura un nuovo piano sicurezza che risponde ai dettami di recenti circolari ministeriali sul tema; confermato anche l’evento di apertura, affidato alla tradizione storica della Fiera: domenica 9 novembre, l’annuncio del Capitano del Popolo bandirà l’apertura della manifestazione nel giardino comunale, alla conclusione di un corteo in abiti d’epoca, per riscoprire anche il valore storico della Fiera.

La Fiera di San Martino, era in origine una fiera popolare, legata all’economia della seconda metà del XVIII secolo e basata principalmente sullo scambio di materie prime e prodotti agricoli con manufatti semilavorati o prodotti finiti.

La sua particolarità consisteva nell’essere una fiera “franca”, a cui potevano partecipare tutti, senza particolari controlli sulla provenienza delle merci.

Oggi, la fiera ha perso il suo carattere prettamente rurale ed è soprattutto un momento di festa a cui partecipano un numero ragguardevole di espositori e migliaia di visitatori.

Nelle bancarelle si può trovare di tutto, comprese invitanti specialità alimentari provenienti da tante regioni italiane, innumerevoli tipi di dolci, ma a San Martino si festeggia soprattutto l’arrivo del vino nuovo, negli appositi spazi riservati ai produttori vitivinicoli piceni.

Un curiosa leggenda collegata alla Fiera di San Martino è la cosiddetta “corsa dei cornuti”, della cui nascita non si hanno precise notizie: qualcuno ritiene che derivi dall’usanza dei Longobardi di festeggiare il santo con grandi parate militari in cui venivano indossati elmi ornati di vistose corna; altri sostengono che derivi dal fatto che i contadini che partecipavano alla fiera “facevano cornuti” i padroni, portando anche i prodotti che erano destinati a loro.

Quale sia l’interpretazione giusta non è dato sapere, ma certo è che la tradizione è rimasta e, per evitare ogni equivoco, durante il banchetto di San Martino il piatto più atteso è un’insalata di sedano (“lu sonnere alla cazzimberie”) che, essendo condito con molto pepe, viene ritenuto afrodisiaco e perciò offerto, in particolare, agli uomini, in modo che alle loro mogli non venga la vaghezza di tradirli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *