FOTOGALLERY Vescovo Carlo: Alle famiglie “il Signore dia la grazia di vivere il Vangelo dell’amore”

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Foto Simone Incicco, trascrizione audio Alessandra Mastri

DIOCESI – Pubblichiamo le parole del nostro Vescovo Carlo Bresciani in occasione della celebrazione di preghiera per il Sondo della Famiglia.
Il momento di preghiera si è tenuto presso la Cattedrale Maddona della Marina martedì 7 ottobre.
Vescovo Carlo: “L’immagine della vita ci dice che  l’amore dell’uomo e della donna, se non è innestato in qualcosa di più grande, non riesce a vivere, così come il tralcio, sia pure con i grappoli buoni, non riesce a vivere se non è innestato nella vite.

Quindi siamo qui a riaffermare il grande dono della famiglia e del matrimonio. Questa sera vuole essere, momento di preghiera e di comunione con tutta la Chiesa che sta vivendo il Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Innanzitutto preghiera allo Spirito Santo, perché lo Spirito illumini i padri sinodali così che possano discernere, alla luce del Vangelo, la volontà del Signore Gesù, e comprendere quali strade dobbiamo insieme percorrere  per restare fedeli al Vangelo, e nello stesso tempo rispondere alle difficoltà che la famiglia incontra, soprattutto nel nostro mondo occidentale.

Poi preghiera per le famiglie, per tutte le famiglie, il Signore dia loro la grazia di vivere il Vangelo dell’amore, della fedeltà, della vita, dell’unità, per il bene di tutti i membri che compongono la famiglia, per il bene della Chiesa e per il bene della società, perché il bene stesso della Chiesa e della società dipendono dall’unità, dalla fedeltà, dall’amore di cui la famiglia è testimone e che la famiglia vive.
La nostra preghiera questa sera, vuole essere in modo particolare, anche per le famiglie che affrontano difficoltà di salute e di fedeltà, difficoltà economiche, in questo contesto preghiamo per tutti coloro che si trovano a vivere le ferite dei legami interrotti, in modo particolare vorrei pregare per i figli delle famiglie in crisi, essi sono coloro che soffrono di più, e che sono però, più frequentemente dimenticati, nei loro diritti di avere un padre ed una madre, uniti, che con l’amore li accompagnino nella vita, verso la maturità. Vogliamo pregare anche per noi, che il Signore ci aiuti ad accogliere con spirito di fede, quanto lo Spirito suggerirà ai padri sinodali e al Santo Padre Francesco, certi che la via che verrà indicata alla Chiesa, è la strada che insieme percorreremo in obbedienza a ciò che Dio chiede alla sua Chiesa.

Che la famiglia stia soffrendo, nel nostro contesto, è sotto gli occhi di tutti, i motivi sono molteplici, sono motivi personali, sociali, economici, legislativi, quindi non si tratta soltanto di famiglie spezzate, si tratta soprattutto della famiglia dimenticata, nel suo fondamentale ruolo sociale, generativo, educativo, nel suo valore di famiglia, che dobbiamo recuperare, perché questa dimenticanza della famiglia in tutti questi aspetti che ho indicato, rende fragili i legami, tutti i legami sociali, non solo quelli della famiglia, perché li affida, o tenta di affidarli, esclusivamente all’affettività, alla volubilità dei sentimenti, e questi sono sempre troppo facili per delle relazioni solide per quanto possano essere importanti.
Quindi comprendiamo bene che non si tratta solo di comunione o meno e divorziati e risposati, non sono in questione coloro che sono soltanto separati, in quanto la separazione non esclude dalla Eucarestia di per sé.
La questione della comunione, è quello che, con estrema semplificazione, e con falsificazione, rispecchia la stampa, perché riduce tutto questo, ed è troppo poco per comprendere la famiglia, si tratta invece, del senso della vita cristiana, del significato del sacramento del matrimonio come segno dell’amore di Dio per la sua sposa, la Chiesa, si tratta del senso del sacramento dell’Eucarestia per i cristiani; noi lo sappiamo che il sacramento senza la vita di fede nella Chiesa e con la Chiesa, non ha alcun senso.
Che cos’è il sacramento senza la vita di fede?
Che cos’è il sacramento senza la vita nella Chiesa?
È vero che i cristiani che vivono relazioni spezzate e che hanno iniziato civilmente un nuovo rapporto restano nostri fratelli, restano parte della Chiesa,a meno che se ne vogliano staccare, e quindi è vero che dobbiamo accoglierli come fratelli che vivono situazioni di particolare sofferenza; le relazioni spezzate fanno male, come cristiani, questi nostri fratelli, non solo possono, ma devono partecipare alla vita della Chiesa, alla catechesi, alla Messa domenicale, alla preghiera comunitaria, all’educazione cristiana dei figli, se manca questa partecipazione alla vita della Chiesa, è chiaro che dobbiamo chiederci, ciò che la stampa non fa, che cosa significa ricevere il sacramento dell’Eucarestia; ciò che intendo dire è questo, che le situazioni e le crisi che il matrimonio presenta sono molteplici, e non tutte assimilabili ad una singola fattispecie, e neanche semplificabili, se non partendo dalla realtà del matrimonio, le situazioni di sofferenza, talora di abbandono del coniuge, o di abbandono dei figli, non sono tutte uguali, per questo il discernimento è molto importante, e il compito che i padri sinodali si trovano ad affrontare non è facile, ed è per questo che siamo qui a pregare, perché lo Spirito Santo li illumini, e siamo qui a pregare con vera fede.

Come comunità cristiana, di fronte alla crisi del matrimonio, siamo anche chiamati a riflettere, e questo è molto importante, su come ci si prepara cristianamente a ricevere questo sacramento, sul come accompagniamo i fidanzati verso questa meta. Se è vero che una buona preparazione non previene tutte le ferite, è vero che senza di essa è quasi inevitabile che ferite profonde poi dopo si incontrino.

Un buon matrimonio non è frutto della fortuna, ma è frutto della preparazione, della preghiera, della vita secondo il Vangelo, portando i pesi gli uni degli altri, come dice S. Paolo, però in questo contesto, non dimentichiamo di rendere lode a Dio per le molte famiglie che fondate saldamente sul sacramento del matrimonio, danno una testimonianza luminosa dell’amore di Dio. Anche oggi, di questo se ne parla poco, ma sono tante le famiglie che vivono, magari anche con fatica, ma che vivono profondamente i valori del Vangelo, non riempiono la stampa.

Molti esempi di questi matrimoni, e di queste famiglie, sono tra noi, esse sono un vero dono alla Chiesa, oltre che a coloro che la compongono, ai membri di queste famiglie, e se è vero che il matrimonio e la famiglia stanno attraversando anche difficoltà, è altrettanto vero che queste famiglie sane, magari semplici, ma forti nei valori, sono la maggioranza; dicono ai giovani, che il progetto di Dio sull’uomo e sulla donna, e sulla loro unione, è via sicura per realizzare i loro desideri più profondi di una relazione di amore stabile e duratura nella fedeltà e nella generatività, non dimentichiamo di ringraziare il Signore per questi doni preziosi, a noi, alla nostra società e alla Chiesa, e di pregare, perché queste famiglie, con le loro difficoltà, che sono le difficoltà della vita, possano continuare ad essere luce per le generazioni successive.
Accompagniamo il sinodo con la preghiera costante, Maria , Madre della Misericordia e Madre della Chiesa interceda per tutti noi”.

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