SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Comuni soci di Picenambiente hanno oggi ricevuto una sgraditissima comunicazione da Ascoli Servizi Comunali con la quale la società che gestisce la discarica di Relluce comunica che il costo di conferimento dei rifiuti aumenta del 13% con effetto retroattivo dal 1° settembre, passando da 86,40 a 97,26 euro a tonnellata.

Alcune considerazioni:
1 – nei giorni scorsi sia il Sindaco di Ascoli sia il Presidente della Provincia uscente hanno pubblicamente giustificato la necessità di avere il via libera alla realizzazione della sesta vasca di Relluce con la considerazione che andare a portare i rifiuti altrove sarebbe costato molto di più. Addirittura il primo settembre scorso il Presidente della provincia sosteneva testualmente che, con la nuova capienza reperita a Relluce, “non cambierà nulla in termini di costi fino ad anno nuovo”. Infatti si è visto….

2 – Quando si presenta il progetto di una nuova discarica o di un suo ampliamento per ottenere l’autorizzazione, esso viene accompagnato da un “piano economico e finanziario” nel quale vengono conteggiati tutti gli oneri di gestione dell’impianto in modo tale che, al raggiungimento del quantitativo di rifiuti che si è autorizzati a conferire, la gestione economica risulti in equilibrio. Siccome il richiesto aumento delle tariffe si applicherebbe all’ulteriore quantitativo di 18.500 tonnellate che la Provincia ritiene possano ancora entrare nella quarta vasca di Relluce rispetto alla capacità originariamente autorizzata, i Comuni che conferiscono si aspetterebbero non un aumento ma una diminuzione dei costi perché appunto la gestione dell’impianto ha già raggiunto il suo equilibrio economico finanziario. Dinanzi ad un comportamento opposto a quello che logicamente ci si attenderebbe, sorge l’inquietante dubbio che in realtà questi fondi aggiuntivi servano a coprire costi obbligatori ma mai sostenuti.

3 – Quando la stragrande parte dei Comuni dell’Assemblea Territoriale d’Ambito, minacciando l’autoconvocazione, impose al presidente della Provincia di riunire l’ATA l’11 agosto scorso, quest’ultimo si oppose all’approvazione del regolamento per il funzionamento dell’assemblea. Alla luce di quanto accade oggi, quella posizione assume una luce nuova: il regolamento avrebbe dovuto sancire quanto dice già la legge, e cioè che la fissazione delle tariffe avviene a seguito di un confronto dentro l’ATA, non certo per decisione unilaterale del gestore privato della discarica.

Poiché abbiamo già avuto esperienza di comunicazioni perentorie di Ascoli Servizi Comunali dopo pochi giorni smentite dalla Provincia (vedi la chiusura di Relluce entro il 31 agosto salvo poi trovare miracolosamente il posto per altre 18.500 tonnellate), mi auguro che anche questa estemporanea iniziativa del gestore di Relluce sia smentita da chi di dovere. Da parte mia, e sento di interpretare la posizione dei tanti Sindaci che conducono con me questa battaglia di trasparenza, contesto e respingo al mittente la richiesta di aumento dei costi di smaltimento. Ci attendiamo invece una proposta che tenga conto del ragionamento sopra esposto: l’aumento di capacità di Relluce è “grasso che cola” che non può andare ad esclusivo beneficio di un Comune a scapito degli equilibri di bilancio di tutti gli altri.

 

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