Suor Angela Fusco ci racconta i suoi 50 Anni di vita consacrata

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Suor Angela

DIOCESI – Pubblichiamo il racconto di 50 anni di vita consacrata di Suor Angela Fusco: “Appartengo alla Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 in Angri (SA) dal sacerdote Alfonso M. Fusco, già Beato e presto santo; da un sessennio vivo in essa e da decenni nella comunità di San Benedetto del Tronto, presente in diocesi dal 1934.

Il carisma della mia Congregazione è quello di partecipare alla missione di Gesù Nazareno, adoperandosi per la promozione umana, formazione spirituale e sociale, particolarmente, dei giovani e della famiglia, cellula necessaria della società povera e in stato di abbandono.

Spesso dialogo con me stessa e richiamo volentieri alla memoria episodi

della mia vita vivaci o meno, piacevoli o dolorosi, ma raccontarli ad altri è cosa ben diversa; ci provo.

Nelle mia famiglia di tipo patriarcale e benestante dominava la figura paterna, determinata e altera, sempre positiva verso noi figli (5 maschi e 2 femmine); quella della mamma, invece, evidenziava sottomissione a papà e uno stile dolce di donna evangelica, buona e ricca di fede, attenta al prossimo e prodiga verso l’intero nucleo familiare; la preoccupazione  di ambedue era, in primo luogo, di darci una sana educazione ed esigere un comportamento corretto e sincero, a tutti veniva elargito il necessario e mai il superfluo; hanno trasmesso valori vitali e forti, senza mai forzare l’età o farci pesare situazioni a volte complesse e dolorose della famiglia.

Ci hanno trasmesso la fede genuina, l’amore tra noi, la sicurezza, la rettitudine; da loro ho imparato a vivere e ad aiutare gli altri; ora dal Paradiso festeggiano con me i 50 anni di vita donata al Signore con gioia.

Sono infinitamente riconoscente ad ambedue i genitori, perché mi hanno amata sempre, rendendo l’infanzia serena e gioiosa, capace di superare con facilità l’età adolescenziale e di pensare in modo autonomo e responsabile

Tra noi, ammiravo volentieri anche la presenza silenziosa e riservata della mia amatissima nonna Teresa; mi ha lasciato, in modo indelebile, il senso autentico della vita cristiana e l’amore alla preghiera mariana.

Sono stata molto bene nella mia famiglia.

Novembre 1954. Durante l’adolescenza sentivo abbastanza forte il desiderio di diventare una  Suora e, spesso lo comunicavo alla nonna, che in un certo modo mi consigliava a fare buone scelte personali. Un giorno ebbi tra le mani alcuni depliants, forniti occasionalmente da un frate di passaggio nel mio paese,  non l’ho più rivisto e non ho mai conosciuto il suo nome; fui attratta da un depliant in particolare, su cui dominava una figura di sacerdote il cui nome era Alfonso  M. Fusco.  Ecco l’evento della mia chiamata:

Quellacircostanza e il cognome Fusco hanno dato la risposta alle mie domande e mi hanno orientata sulla strada da seguire.

Il 28 dicembre dello stesso anno, con miopadre, orgoglioso di me,partimmo per Roma  e accedere alla casa delle Suore Battistine, fondate da quel sacerdote Alfonso M. Fusco da oltre mezzo secolo; mia, salutandomi tra le lacrime,  mi sussurrava all’orecchio:” figlia mia sei felice ed io lo sono con te! Da oggi, per la nostra  famiglia lavorerò per te e per me; Gesù mi aiuterà, prenderà il tuo posto e ti sostituirà veramente, hai scelto una buona strada. Sii felice sempre”

Ad accogliermi c’era un gruppo di giovani e l’assistente, l’impatto fu pieno di stupore e di simpatia reciproca; ricordo con gratitudine la Superiora generale M. Benedetta Saulo, che mi investì subito di responsabilità per aver scelto un Istituto fondato da un sacerdote con il mio stesso cognome.
Fu veramente così!

Così inizia un nuovo percorso della mia giovane vita; la mia identità è chiara, posso decidere in modo quasi cosciente quello volevo nella vita.

Sempre a Roma nella casa di formazione e nell’Istituto scolastico adiacente inizio il mio nuovo cammino guidato da Suore esperte di Dio e ben preparate nella formazione.

Ho conseguito titoli accademici, culturali e teologici, poi, dopo la formazione specifica del noviziato, ho accolto con trepidazione la prima tappa della vera consacrazione a Dio con l’emissione dei 3 voti, castità, povertà, obbedienza.

Era l’8 settembre 1963, giornata storica per me; durante la solenne Concelebrazione presieduta da Vescovo Poletti , oggi cardinale, solo per pochi minuti ho indossato l’abito bianco da sposa, molto bello ed elegante, poi quello da Suora; il Vescovo, prima della benedizione finale pronunciava il nome nuovo su ogni candidata; veniva cambiato il nome

a tutte; era obbligatorio cambiare il nome per motivi giuridici e ogni candidata assumeva il nome scelto dalla Superiora maggiore in una terna di nomi presentata dalle interessate; è ancora viva la commozione di quel momento in cui il Vescovo pronunciava il mio nome :” Angela, da ora in poi, ti chiamerai Suor M. Alfonsa Fusco”.

Con il noviziato iniziava un capitolo importante e significativo nella mia vita che io avrei dovuto scrivere giorno per giorno con l’aiuto di Dio.

Dal 9 settembre  1964 sono effettivamente Suora della Congregazione San Giovanni Battista. Nella mia vita si sono avvicendate Superiore Maggiori di grandi personalità e grande umanità; ho condiviso con le consorelle gioie e preoccupazioni di vita quotidiana; ho svolto pastorale giovanile, canto e animazione liturgica nella vita pastorale parrocchiale e diocesana, con tanta gratificazione ; ho sempre amato gli alunni e le famiglie; ho svolto con passione e dedizione l’insegnamento di varie discipline per pochi anni nella scuola primaria; poi per decenni nella secondaria. Ho accettato con disponibilità dalle mie Superiore l’incarico di dirigente scolastico della Scuola Secondaria paritaria “S. Giovanni Battista” 1° e 2° grado a S.B.Tr.; mi sento ancora arricchita da tante esperienze di vita vissuta e donata al prossimo: due anni presso i terremotati dell’Irpinia, l’ insegnamento della religione cattolica nel Magistrale statale di BN.. Per decenni ho collaborato per le  Scuole Cattoliche come consigliere della FIDAE provinciale e regionale. Nell’ambito ecclesiale sono stata Delegata  e  segretaria dell’USMI in più diocesi e Regione; dal 2000 responsabile del gruppo laicale del nostro Istituto.

Qualche anno, all’inizio, ho insegnato nella comunità di Roma, poi a Benevento e da oltre 30 anni a S. Benedetto. Tante persone e consorelle mi hanno edificato con il loro esempio di vita donata al Signore e vissuta con rettitudine e generosità.

Mi sento fortunata per la vita vissuta in pienezza e dedizione sia nell’ambito territoriale che ecclesiale.

L’incontro con quel sacerdote A. M. Fusco, in modo occasionale attraverso il cognome ed ora anche con il suo nome, la mia vita ha indicazioni ben precise per vivere e vivere bene. La strada è tracciata: tendere ogni giorno solo alla santità.

Approfondisco  gli scritti del P. Fondatore;  scopro il senso vero “dell’abitare” di Cristo nella mia vita ed essere sua degna sposa ogni giorno.

Prediligo la spiritualità dell’adorazione Eucaristica, coltivo la devozione a Maria Madre della Provvidenza; mi accompagnano nel lavoro apostolico ed ecclesiale due criteri precisi: valorizzare il territorio e servire ed amare la chiesa locale.

Mi accompagna in ogni cosa la fede, “non è fare le cose per amore, ma viverle nell’amore

Appartenere al Signore vuol dire essere bruciati dal suo amore, essere trasformati dallo splendore della sua bellezza; riconoscere la piccolezza ed offrirla a Lui, testimoniare la sua grandezza e benevolenza nella semplicità  e verità, sentirsi sempre bisognosi della sua misericordia.

Appartenere al Signore ed essere totalmente di Cristo è un cammino incessante che si rinnova giorno dopo giorno da diventare una permanente testimonianza di fede.

Appartenere al Signore significa mantenere sempre accesa nel cuore la fiamma dell’’amore, non soltanto quando porta con sé la gioia interiore, ma soprattutto quando si affrontano difficoltà, si avverte l’aridità spirituale, il peso della sofferenza inattesa, l’immancabile disagio della vita fraterna e comunionale.

Con la preghiera, la consacrata vive un intimo colloquio con lo Sposo divino e si nutre spiritualmente da sentire la sua  presenza viva e di sollievo in ogni momento.

L’orizzonte si  rasserena e il sole torna a splendere più forte e luminoso

Signore, Ti dico grazie dal profondo del cuore!

Mi hai chiamato da tempo, mi  hai scelta come tua sposa ed oggi festeggio i 50 anni di vita consacrata a Te.

Tienimi  stretta a te perché io diventi una cosa sola con te e possa raggiungere la santità che tu hai pensato per me; sostienimi ancora nel cammino spirituale, comunitario ed apostolico perché, con la tua grazia,  possa essere testimone credibile in questo nostro tempo complesso e senza Dio. Ottienimi la grazia di poter operare nel quotidiano solo per Te. Accogli le mie preghiere e rendimi santa”.

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