Perché i cristiani esaltano la Croce?

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AngelusDi Antonio Gaspari da Zenit

Perché è stata necessaria la Croce? Perché i cristiani esaltano la croce? Perché seguire ed esaltare un uomo che è stato crocifisso? Se era veramente il Figlio di Dio perché non è sceso dalla Croce? E perché la crocifissione di colui che si diceva figlio di Dio è diventata il simbolo dei cristiani nel mondo? Qual è la logica della salvezza? Come ha fatto il Cristo  a lavarci dai peccati e vincere il male?

A queste ed altre domande ha risposto ieri Papa Francesco prima della preghiera dell’Angelus.

Ieri, nella domenica in cui la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il Pontefice ha spiegato che noi “non esaltiamo una croce qualsiasi, o tutte le croci: esaltiamo la Croce di Gesù, perché in essa si è rivelato al massimo l’amore di Dio per l’umanità”.

Già nel Vangelo è scritto che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito”.

Alla domanda sul perchè c’è voluta la Croce e la morte di Gesù? Il Papa ha risposto che c’è voluto il sacrificio del Figlio di Dio per liberarci dalla gravità del male che ci teneva schiavi.

“La Croce – ha sottolineato il Pontefice – sembra decretare il fallimento di Gesù, ma in realtà segna la sua vittoria”.

Gesù non scende dalla Croce perché è “fedele fino alla fine al disegno d’amore del Padre”. E proprio per questo Dio ha ‘esaltato’ Gesù conferendogli una regalità universale”.

Per questo motivo i cristiani vedono nella croce il segno “dell’amore infinito di Dio (…), la radice della nostra salvezza (…), la misericordia del Padre che abbraccia il mondo intero”, la vittoria sul maligno, la sconfitta della morte.

Questo spiega che cosa intendono i cristiani quando parlano della croce che dona vita eterna.

Secondo il Vescovo di Roma, “per mezzo della Croce di Cristo ci è restituita la speranza. La Croce di Gesù è la nostra unica vera speranza!”

Per questo i cristiani si fanno il segno della croce. Non si tratta di un segno “magico” – ha precisato il Papa – ma l’impegno a collaborare all’opera della salvezza accettando “il sacrificio, la sofferenza, anche la morte per amore di Dio e dei fratelli”.

A questo proposito il Pontefice ha espresso la commozione per i tanti fratelli e sorelle che sono perseguitati e uccisi a causa della loro fedeltà a Cristo.

Papa Francesco ha precisato che la persecuzione avviene nei Paesi dove la libertà religiosa non è ancora garantita o pienamente realizzata, ma anche in Paesi e ambienti dove i credenti, e specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni.

In conclusione il Papa si ha affidato il presente ed il futuro della Chiesa alla Vergine Maria,  “perché tutti sappiamo sempre scoprire ed accogliere il messaggio di amore e di salvezza della Croce di Gesù”.

“Le affido in particolare – ha rilevato il Pontefice – le coppie di sposi che ho avuto la gioia di unire in matrimonio questa mattina, nella Basilica di San Pietro”.

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