Vescovo Carlo: “Chi è per me Gesù veramente?”

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SS. Crocifisso Ripatransone (20)

Trascrizione audio di Alessandra Mastri

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Nella giornata di Domenica 24 agosto a Ripatransone si è tenuta la tradizionale festa parrocchiale in onore del SS.mo Crocifisso presso la chiesa di San Michele Arcangelo.

Pubblichiamo le parole del Vescovo Carlo Bresciani: “Nel brano del Vangelo appena proclamato dice tra le altre cose, una cosa molto importante, la questione centrale è “chi è Gesù?”.

La domanda che Gesù fa agli apostoli e alla quale Pietro risponde è: ma tu chi dici che sia il Cristo? E Pietro risponde: tu sei Cristo il figlio di Dio, è la parola della Chiesa che attraverso Pietro si esprime perché dice che questo è il centro della nostra fede, che Gesù è il Cristo, cioè è il figlio di Dio, è colui che è mandato da Dio, è la Parola stessa di Dio. Ma la sorpresa che noi oggi troviamo, visto che stiamo celebrando la festa del Crocifisso, è che questo figlio di Dio è crocifisso, è Dio in croce, allora nasce la domanda: ma com’è questa storia? Se è il figlio di Dio, e noi veneriamo uno che è stato crocifisso, quindi un sconfitto.
E allora la domanda è: ma perché questa croce?
È importante questa domanda, non sarebbe stato più semplice un Cristo trionfante, un Cristo con tutta la sua potenza, certamente non finisce in croce in tale maniera, e poi perché mettiamo la croce al centro?

Perché lì c’è uno scritto un aspetto importante di che cosa vuol dire il Cristo è il figlio del Dio vivente e ci porta diretti dentro il mistero dell’amore di Dio, perché quella croce ci parla di Dio che è amore, oppure perché la mettiamo al centro?

Si tratta di capire il perché Gesù è finito in croce, perché in quel finire in croce Gesù ci sta insegnando la strada verso Dio, e ci sta dicendo qualcosa della grandezza di questo figlio di Dio,che anche Pietro ha fatto molta fatica a comprendere.

Gesù che cosa ha fatto di male?
Se andiamo a leggere il Vangelo troviamo che non ha fatto nulla di male, anzi, ha guarito i malati, ha resuscitato i morti, ha guarito i lebbrosi, ha dato la vista ai ciechi, tutto cose buone. Gesù ha parlato dell’amore di Dio e a qualcuno da fastidio, infatti Gesù ha dato fastidio, perché diceva che Dio è amore, perché diceva che Dio vuol bene a tutti, certo ha parlato anche del peccato, ma questo non sta bene a tutti. Il male reagisce nei confronti del bene ed è uno dei misteri che noi abbiamo di fronte perché uno che fa il bene incontra il male?

Perchè uno che fa il bene trova subito qualcuno che fa partire le chiacchiere, le critiche, le calunnie, eppure sta facendo il bene; però il male insinua sempre questo dubbio, cominciano le chiacchiere, quello che è capitato a Gesù, ma se faceva del bene vuol dire che è il demonio,ma com’è possibile che il demonio faccia il bene?
Per Gesù tutto sommato ci voleva poco per evitare la croce, bastava che si accodasse alla mentlità comune, così quelli gli avrebbero anche battuto le mani e appunto l’avrebbero fatto re, invece no, il che vuol dire che, se vogliamo entrare nel mistero di Dio che è amore, dobbiamo capire che c’è anche il male che si oppone a Dio e magari lo fa in nome di Dio, lo stiamo seguendo anche in questi giorni, con la orribile bestemmia che si invoca Dio per scannare gli uomini, per scannare i cristiani e non solo, la peggiore che ci sia, e tutto sommato è qualcosa di simile a quello che è capitato a Gesù, perché Dio è stato fedele all’amore, guardate, che cosa ci vorrebbe per quei cristiani che stanno ammazzando a dire “va bene diventiamo musulmani”, ci vorrebbe poco, e perché no?

Perché qui c’è un quesito molto simile che ci interroga sul nostro cristianesimo,che ci interroga sulle nostre tradizioni, alle quali siamo legati, ma se queste tradizioni possono portare a soffocare il cristianesimo, a soffocare la fede, se no non si capisce quello che c’è dietro e che le anima, rischiano di diventare scatole vuote, Gesù ha cercato di far capire che dentro c’è l’amore di Dio che è importante, e che l’amore di Dio non si ferma all’esterno, e questo non è stato accettato, ed è stato rifiutato, allora l’insegnamento che ci viene di dare è questo, di fronte al crocifisso, ma voi , perché la domanda che Gesù fa agli apostoli dobbiamo sentirla rivolta a noi, ma voi, io vescovo, che cosa dico di Cristo, che cos’è per me Gesù? é la parola di Dio, e quindi la devo prendere sul serio o è qualcos’altro?
E capite che allora, di fronte a questo, siamo tutti invitati alla conversione che Gesù è presente in tutti i suoi apostoli, quella conversione che implica anche il cambiare mentalità, che implica il mettersi in cammino, perché non possiamo fermarci al passato, carissimi fedeli, altrimenti siamo come i sacerdoti che fermandosi al passato hanno messo in croce Gesù. Ma ricchi di ciò che in passato c’era di bello, appunto il vangelo, la parola di Dio,la fede, dobbiamo renderla viva per il giorno di oggi, perché siamo vivi per il mio oggi, non per quello che ho vissuto ieri, allora rischiamo che tutto diventa qualcosa di vuoto, qualcosa di troppo lontano,  e allora Gesù ci fa questa domanda, chi è per me Gesù veramente?

Concretamente, non come pensiero, perché come pensiero possiamo rispondere tutti “è il figlio di Dio, il Cristo, l’abbiamo studiato a catechismo” no, nella mia vita, altrimenti quel dramma che stiamo contemplando nella croce del Signore, è il dramma che continua, perché il male è presente oggi, e se siamo sinceri, il male passa un po’ anche attraverso di noi, con quella forma del sottile dubbio magari, ci porta poi a staccarci a non saperci donare come Gesù ci chiede. Noi siamo qui questa mattina per confermare la nostra fede, il Signore Gesù ci aiuta a confermarla attraverso questa celebrazione, a metterci in cammino per entrare fino in fondo nella sua Parola, chiediamolo con umiltà in questa santa Messa  che il Signore ci conceda la grazia di essere davvero, fino in fondo, in ascolto della sua Parola che passa attraverso la Chiesa”.

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