Il Papa chiede all’Onu di intervenire per fermare le violenze in Iraq

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Da Zenit di Federico Cenci

“Nel rinnovare il mio appello urgente alla comunità internazionale ad intervenire per porre fine alla tragedia umanitaria in corso, incoraggio tutti gli organi competenti delle Nazioni Unite, in particolare quelli responsabili per la sicurezza, la pace, il diritto umanitario e l’assistenza ai rifugiati, a continuare i loro sforzi in conformità con il Preambolo e gli Articoli pertinenti della Carta delle Nazioni Unite”. La voce di papa Francesco arriva sino a New York e scuote il Palazzo di Vetro, sede dell’Onu. L’ennesimo appello del Santo Padre per porre fine alla “sofferenza intollerabile” dei cristiani dell’Iraq raggiunge le orecchie di Ban Ki-moon, segretario delle Nazioni Unite.

Nella lettera inviata oggi, il Papa si dice “con il cuore carico e angosciato” di fronte ai “drammatici eventi di questi ultimi giorni nel nord dell’Iraq”. Le immagini dei cristiani e delle altre minoranze religiose piegati dalla violenza e dalla persecuzione dei jihadisti dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante provocano commozione nel Santo Padre. Il quale afferma di essere costernato anche per la “distruzione dei loro luoghi di culto e del patrimonio religioso”.

Di qui la scelta di inviare presso il popolo iracheno il card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, che ha già servito in quel Paese “come Rappresentante dei miei predecessori, Papa San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI”. Un gesto – ribadisce il Vescovo di Roma – atto a “manifestare la mia vicinanza spirituale e di esprimere la mia preoccupazione, e quella di tutta la Chiesa cattolica, per la sofferenza intollerabile di coloro che desiderano solo vivere in pace, armonia e libertà nella terra dei loro antenati”.

Con “lo stesso spirito” con cui ha affidato la missione al card. Filoni, il Papa si rivolge ora a Ban Ki-moon, per mettere davanti a lui “le lacrime, le sofferenze e le grida accorate di disperazione dei Cristiani e di altre minoranze religiose dell’amata terra dell’Iraq”. E per sollecitarlo, così, a continuare gli sforzi dell’Onu per ripristinare pace, sicurezza e diritto umanitario nel Paese mediorientale.

Del resto, “gli attacchi violenti che stanno dilagando lungo il nord dell’Iraq non possono non risvegliare le coscienze di tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad azioni concrete di solidarietà”, che possano “proteggere quanti sono colpiti o minacciati dalla violenza e per assicurare l’assistenza necessaria e urgente alle tante persone sfollate, come anche il loro ritorno sicuro alle loro città e alle loro case”. La storia è maestra di vita, così papa Francesco ricorda “le tragiche esperienze del ventesimo secolo”, le quali costringono “la comunità internazionale, in particolare attraverso le norme ed i meccanismi del diritto internazionale, a fare tutto ciò che le è possibile per fermare e prevenire ulteriori violenze sistematiche contro le minoranze etniche e religiose”.

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