VIDEO Sessanta volte Quintana, Porchia, Patrignone e Montemonaco presenti

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Nella foto, il Cavaliere di Porta Solestà Luca Innocenzi nel corso del corteo storico

ASCOLI PICENO – A.D. 1377. Questa è la data di nascita di una delle manifestazioni storiche più importanti al mondo, la Giostra della Quintana di Ascoli Piceno, la cui versione contemporanea si svolge ininterrottamente dal 1955.

Seguire la Quintana di Agosto, svoltasi nel pomeriggio di domenica 3 e dedicata a Sant’Emidio, patrono del Capoluogo Piceno, è un fascino che porta ad Ascoli turisti da tutto il mondo e fa tornare tutti gli ascolani che nel mondo hanno fatto fortuna.

Il corteo storico è un lungo serpentone d’emozioni di 1400 figuranti, che da Piazza Ventidio Basso si dirige verso il Campo Squarcia, teatro del Palio. Un corteo affascinante guidato dalle autorità comunali, dalla banda cittadina e dai sei sestieri della città: Porta Romana, Porta Solestà, Piazzarola, Sant’Emidio, Porta Tufilla e Porta Maggiore. Vedere Piazza del Popolo abbracciata dal suono delle chiarine, dall’abilità degli sbandieratori, dall’eleganza dei consoli e dalla bellezza delle dame, è uno spettacolo unico al mondo.

Prima dei sei sestieri, il corteo storico è preceduto dai castelli facenti parte nel lontano 1377 del contado di Ascoli: Arquata, Castorano, Folignano, Acquasanta Terme e Ripaberarda. Nel 1377 la Diocesi di Montalto ancora non esisteva e altri tre castelli: le frazioni Porchia e Patrignone in seno al comune di Montalto delle Marche e Montemonaco, facenti attualmente parte della nostra Chiesa Truentina, partecipano al corteo con dame, nobili e i loro pittoreschi stemmi. Un dato testimoniante una solida presenza di una porzione del nostro territorio diocesano.

Al grido di “Grande Ascoli”, la Quintana è giunta all’epilogo. Appuntamento nel 2015, ma la Quintana non è solo estate, ma è un appuntamento storico che la città, con il suo calore e la sua storia porta con grandezza 365 giorni l’anno nell’intera nazione e nell’intero pianeta.

Il campo Squarcia nel sestiere di Porta Maggiore è il termine del corteo e lo scenario del Palio. Le dame lanciano i loro fazzoletti ai cavalieri, la Quintana ha quindi inizio e i sei eroi dei sestieri ascolani, nel minor tempo possibile devono per tre volte colpire il moro e fare centro. Al termine di tre manches, il cavaliere che senza penalità colpisce con maggior precisione il moro nel minor tempo di percorrenza possibile, è il vincitore della Quintana.

(passaggio porta solestà) Per la venticinquesima volta, a vincere l’edizione 2014 della Quintana è stato il sestiere di Porta Solestà, lì dove è presente uno dei ponti romani più belli al mondo. Luca Innocenzi da Foligno (città dell’altra giostra della Quintana presente in Italia, ndr.) in sella alla sua Dorillas, ha conquistato un Palio senza storia e molto selettivo, caratterizzato dai ritiri di Sant’Emidio (a causa di un infortunio al polso del cavaliere Jacopo Rossi ) e Porta Romana (per infortunio alla cavalla Amaldra, dominatrice della Quintana 2013). Innocenzi e Dorillas con 1932 punti, hanno battuto Porta Tufilla con Massimo Gubbini e Piazzarola con Denny Coppari. Quarto posto per Porta Maggiore.

Il magnifico messere, rappresentato come tradizione dal Primo Cittadino Guido Castelli, ha consegnato il Palio 2014 ad opera di Gaetano Carboni al console di Solestà Emilio Nardinocchi; un personaggio storico di Ascoli e della Giostra, che ha seguito da vicino tutte le sessanta edizioni e tutte le venticinque affermazioni del suo sestiere.

In conclusione, un plauso va alle sarte e al direttore artistico Gigi Morganti per la perfetta riuscita della manifestazione, condita dalla diretta internazionale su RAI 3 con telecronaca di Giuseppe Buscemi e Patrizia Ginobili e con l’illustre partecipazione del critico d’arte Stefano Papetti e dello storico Bernardo Nardi. 

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