Festa Madonna della Marina, Vescovo Carlo Bresciani “Maria, custodiscici nel tuo cuore di madre”

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo le parole del nostro Vescovo Carlo Bresciani, pronunciate in occasione della Santa Messa celebrata sabato 26 luglio per la Festa di Santa Maria della Marina a San Benedetto del Tronto.

Vescovo Carlo: “Maria, la madre, ci ha convocato questa sera qui al porto per questo momento di preghiera che vuol essere di lode e di ringraziamento al Signore Dio del cielo, della terra e del mare per quanto di bello e di buono ci ha donato.
Abbiamo anche ricordato coloro che nel compimento del loro dovere o nella ricerca del giusto sostentamento per la loro famiglia hanno perso la vita in mare.
Con la preghiera li abbiamo affidati alle braccia della madre celeste: sia lei, la consolatrice, a condurli al Padre per un giusto riposo nella pace.
Lei, stella del mare, sia la luce che brilla per noi sulla loro tomba a ricordo del loro sacrificio.

In Maria veneriamo la donna di fede che seppe fidarsi di Dio e accettò la proposta di diventare la madre del suo unico figlio, proposta che Egli le fece attraverso l’angelo Gabriele.
Una proposta inaspettata che sconvolgeva i santi progetti umani e religiosi che Maria insieme a Giuseppe si erano fatti.

Con questa proposta, Dio chiese a Maria di collaborare con Lui alla salvezza dell’umanità: proposta molto impegnativa, ma con essa Dio riconosce una grande dignità alla donna.
Le chiede di collaborare con Lui non solo nel dare la vita al Figlio suo unigenito, Gesù il Cristo, ma anche, accettando ciò, le propone di collaborare al più grande progetto di amore di Dio dopo quello della creazione: quello di rendere presente suo Figlio nel mondo per far conoscere a tutti che Lui, Dio, ama ciascun essere umano, a partire dal più povero e più bisognoso.

Innanzitutto Dio chiede la collaborazione di una donna, ma poi anche di un uomo giusto come Giuseppe, per dare una famiglia al Figlio suo.
E Maria e Giuseppe, sia pure in modi e con ruoli diversi, dicono sì a Dio. Lasciano i propri progetti e fanno propri i progetti di Dio. Con quel sì Maria permette a Dio di compiere le più grandi opere di amore a favore dell’umanità intera: per questo nei secoli Maria sarà detta ‘beata’.

Maria, umile donna di Galilea, di un piccolissimo paese di una piccola regione della Palestina, accetta di collaborare con Dio alla redenzione dell’umanità. Un piccolo grande gesto di una piccola grande donna che dà una svolta all’intera storia dell’umanità.

Dio chiede la collaborazione dell’essere umano per mostrare al mondo il suo amore di Padre.
In Maria ci mostra quale collaborazione chiede a noi esseri umani. Dio ci vuole suoi collaboratori! Questa è l’identità del cristiano: colui che collabora con Dio per il bene dell’umanità.

Carissimi, questa è la nostra grande dignità, ma è anche un grande compito, perché colui che collabora non è chiamato a realizzare progetti propri, ma quelli di colui con il quale collabora. E il progetto di Dio è il più grande e il più entusiasmante che si possa pensare: quello di costruire una fraternità universale, nella quale tutti possiamo riconoscerci appunto figli di un unico padre e vivere da fratelli, superando rivalità, invidie e avidità che creano divisioni e generano violenza.

Cosa significa per noi oggi essere collaboratori di Dio, figli che imitano la Madre amata, nelle cui braccia amano rifugiarsi nelle difficoltà in ricerca di consolazione e di speranza? Significa ascoltare quello che Maria dice ai servi che alle nozze di Cana sono rimasti senza vino: “Fate quello che vi dirà”. Esattamente come ha fatto lei che ha accolto quanto il Signore attraverso l’angelo le aveva chiesto.

Anche noi, come gli sposi di Cana di Galilea, abbiamo spesso l’impressione di essere rimasti senza vino, di non avere più risorse da condividere con gli invitati alla mensa del mondo. Abbiamo l’impressione che non ci basti più quanto abbiamo per saziare la sete e la fame di coloro che desiderano partecipare alla festa della vita. Per questo non abbiamo più il coraggio di dire sì alla vita come invece ha fatto Maria.

Davanti a Dio dobbiamo riconoscere che più che di risorse materiali manchiamo di risorse morali che ci spronino a condividere l’acqua che abbiamo. Maria ha poco da dare, ma, accettando di condividere la sua maternità, dà quello che ha e il risultato è il dono di Gesù al mondo. I servi delle nozze di Cana accettano di mettere a disposizione l’acqua (l’unica bevanda rimasta) e il risultato è l’abbondanza del vino, molto più buono di quello che avevano preparato in modo insufficiente.

Il senso di tutto ciò è questo: quando collaboriamo con Dio, mettendo a disposizione il nostro poco con generosità, il risultato sono le grandi opere di Dio per il bene di tutti. Questo è quello che ha fatto Maria.

Carissimi, Maria questa sera ripete a noi quello che ha detto ai servi delle nozze di Cana: “Fate anche voi come ho fatto io e sperimenterete la grandezza di Dio. Non preoccupatevi se sia poco o tanto, preoccupatevi solo di fare quello che Lui vi dice. Non preoccupatevi se siete tanti o pochi, Dio si serve anche del poco come si è servito di me umile donna di un paesino disperso di cui praticamente nessuno conosceva l’esistenza.
Abbiate solo fiducia nella Sua parola, seguite i suoi insegnamenti, vogliatevi bene come fratelli e imparate a donare qualcosa di voi per il bene degli altri e per amore di Dio. Io ho donato la mia vita al progetto di Dio: il mio cuore è diventato un cuore di madre che abbraccia l’intera umanità e per questo vi amo come miei figli. Fate anche voi quello che lui, Gesù, vi dice e il vino dell’abbondanza e della consolazione riprenderà a scorrere e a sanare le molte ferite che si accumulano nel mondo”.

Accogliamo l’invito e l’esempio di Maria. Ancora una volta lei, la Donna, si manifesterà come la stella del mare che orienta il cammino del navigatore, come la porta che apre a noi la strada verso Dio e a Dio la strada verso di noi.

Oggi la veneriamo come Madonna della Marina, protettrice dei nostri marinai, madre consolatrice dei familiari che hanno perso i loro cari inghiottiti dalle onde del mare, donna propiziatrice della fecondità dei nostri mari.

Ti chiediamo, o Maria, custodiscici nel tuo cuore di madre.
Intercedi presso Dio per la pescosità dei nostri mari e proteggi i pescatori e tutti gli uomini del mare nei pericoli del loro lavoro. A te affidiamo tutti coloro che in questi giorni trascorrono un periodo di riposo presso di noi, godendo delle bellezze del creato con le quali Dio ha arricchito la nostra terra. Aiuta tutti noi a custodire nel nostro cuore gli insegnamenti del tuo Figlio così da poter godere della sua gioia e la nostra gioia sia piena.

Prega per noi, Maria!

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