Donne-vescovo anglicane e ruolo della donna nella Chiesa cattolica

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E’ di questi giorni la notizia che la chiesa anglicana ha votato a favore delle donne-vescovo. Ma qual è il ruolo della donna nella Chiesa cattolica? ..C’è un ruolo nella nostra Chiesa ritagliato per la donna? Certamente negli ultimi tempi c’è stata un’evoluzione in questo senso, in quanto residui di matrice medievalistica ancora persistevano fino a non moltissimi anni fa e non era proprio facile per una donna, inserirsi in modo positivo nella Chiesa. Ma ultimamente le cose sono cambiate e si prosegue di pari passo come battezzati e “aspiranti Santi” in cammino, tutti assieme, uomini e donne, verso l’Unica Meta : Gesù Cristo, che è l’obiettivo di ogni cristiano. Quante volte le ragazzine si sono sentite in secondo piano rispetto ai ragazzini da parte dei propri parroci, solo perché i maschi potevano diventare potenziali “preti” e loro, invece “solo” suore…Una mentalità difficile da sradicare: sono i secoli delle streghe, dei gatti neri, della superstizione, del diavolo, che ancora albergano in molte mentalità , pur diluite da successive epoche storiche e per fortuna mutuate dall’illuminismo. Oggi i sacerdoti sono più aperti, liberi, moderni, sensibili e guardano le donne così come guardano gli uomini, tutti assieme in uno stesso gregge, un popolo in cammino lungo il percorso aguzzo e irto di difficoltà della vita e loro camminano insieme a noi, condividendone tutte le sofferenze e curando le nostre ferite. Ma qual è il ruolo della donna nella Chiesa Cattolica? Guardiamo a Gesù e al Vangelo, perché non possiamo inventarci niente, allora ci vengono in mente Marta e Maria che accoglievano Gesù come un Re, l’una lo serviva , l’altra pregava e lo ascoltava, ci vengono in mente le Pie Donne che per prime vedono Gesù Risorto, solo a loro Lui per primo si fa vedere, scegliendo la sensibilità femminile a quella maschile. Le vediamo con gli occhi della mente esultare, correre e annunciare, comunicare.. le vediamo a fianco agli Apostoli come sorelle, mogli e mamme, a prendersi cura di loro, a offrire con umiltà il servizio alla Chiesa nascente. Ma poi vediamo lei, l’Altissima, la Vergine Maria e cerchiamo di capire quel’era e qual è il suo ruolo nella Chiesa cattolica oggi. Lei è una mamma, sensibile, dolce, fa notare alcune cose al Figlio solo con la sua sensibilità femminile, lei è Addolorata, lei segue il Figlio ovunque, anche nel dolore, perché le madri seguono sempre i figli anche se soffrono per loro e li vorrebbero sempre per sé. Lei ci segue e conosce, anche quando cadiamo, lei prega per noi. Ci vengono in mente alcune Sante: Caterina da Siena che smuove il Papa con le sue parole scritte, Santa Rita, che sacrifica i suoi stessi figli a Dio perché preferisce per loro il Paradiso, Santa Monica che prega incessantemente per suo figlio Agostino, Santa Chiara d’Assisi che preferisce la miseria alla ricchezza pur di poter essere vicina a Dio…e tante altre, di ieri e di oggi. Pensiamo al silenzioso potere della preghiera, a quante suore nel silenzio pregano incessantemente e rimandano indietro il male e tanta sofferenza nel mondo, perché anche l’invisibile è potente. Pensiamo a quante donne puliscono le chiese gratis, per offrire quello che possono a Dio, pensiamo a quante cantano nei cori parrocchiali, aiutando a vivere le funzioni con fede e a “toccare” nell’intimo tanti fedeli, pensiamo a quante fanno le educatrici nei gruppi parrocchiali e si offrono gratuitamente come baby-sitter e maestre per avvicinare i bambini e i ragazzi al Signore, pensiamo a quante di loro scrivono e tramite la parola scritta, smuovono gli animi, anche di molti preti e alti prelati e comunicano e annunciano, pensiamo a quante di loro collaborano in vario modo, magari pulendo le case parrocchiali, facendo torte e aiutando ad organizzare rinfreschi economici in occasione di feste parrocchiali..Pensiamo ai loro sorrisi e a come sarebbe triste e vuota la Chiesa cattolica senza le donne. Ora, tornando alle donne-vescove anglicane, ci chiediamo se sia proprio necessario invadere un ruolo maschile in una famiglia, anziché promuovere se stessi e il proprio essere. Ci chiediamo se sia corretto che il papà vada sempre a fare la spesa , a cucinare, a portare i bimbi dal pediatra, a raccontare le favole ai figli e la mamma non sia mai a casa, ma pensi principalmente alla carriera, oppure se ognuno si, aiuti l’altro, ma nella differenza dei ruoli, costruendo insieme la famiglia, ognuno in ciò che meglio sa fare. Riflettiamoci su.

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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