Infiltrazioni mafiose: nasce lo Sportello Legalità

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Presentato il 14 luglio, a San Benedetto lo Sportello Legalità attivo presso la Camera di Commercio di Ascoli Piceno: un servizio concreto agli imprenditori vittime o testimoni di illegalità. Lo sportello che è un vero e proprio centro di ascolto, è il primo nelle Marche e nasce dal protocollo stipulato da Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie, con Unioncamere. Un’iniziativa apprezzata dal sindaco di San Benedetto Gaspari nonché dal viceprefetto Anna Gargiulo, presenti alla presentazione dello sportello all’Auditorium Tebaltini: esso è strumento di  diffusione della cultura della legalità oltre che espressione di capacità di vicinanza e ascolto a tutela del territorio. Il vicepreside Sabatini della Camera di Commercio, a nome del presidente Federici, ha sottolineato come in seguito al lungo periodo di crisi, la perdita di posti di lavoro, la chiusura di numerose attività, la nostra sia diventata da isola felice a isola fertile: fertile alle infiltrazioni illegali, come camorra e ‘ndrangheta. Necessaria quindi la rete e la messa in campo di azioni per tutelare le famiglie, gli imprenditori, ciò che fa la Camera di Commercio, non solo attraverso bandi e fondi specifici per promuovere l’imprenditoria, ma anche con una presenza sul territorio dando, grazie in questo caso alla collaborazione di Libera, un punto di ascolto, di dialogo anche a quegli imprenditori che in questa situazione vivono con vergogna il disagio della difficoltà.

Lo sportello, spiega Paola Senesi, referente regionale di Libera, è aperto tre volte alla settimana e accoglie, per appuntamento, nell’assoluta privacy e con competenza, coloro che sentono di trovarsi in difficoltà per interventi di agenti esterni e illegali. L’usura è un reato che troppo spesso non viene denunciato per paura di ritorsioni o per vergogna. Lo sportello ha l’obiettivo di ascolto e di accompagnare in percorsi di legalità, anche per ridare fiducia nelle istituzioni. Le Marche sono terreno di infiltrazioni di stampo mafioso, sono ben 24 i beni confiscati di cui 4 nella provincia di Ascoli Piceno: due a San Benedetto e due a Grottammare. Tale dato è segno dell’interesse verso il nostro territorio di organizzazioni illegali, per le caratteristiche socioeconomiche della regione, ma anche la presenza di collaboratori di giustizia che rappresenta un richiamo. Perciò occorre l’impegno di tutti, dal mondo dell’imprenditoria, alle istituzioni all’associazionismo, perché le infiltrazioni non diventino consolidamento, dato che una comunità attenta, unita, vigile e solidale diventa invece terreno fertile di giustizia. Giustizia, che come ha sottolineato il presidente del tribunale di Ascoli Uccella, è ricerca della verità, chiede equilibrio sociale, e dà dignità, di cui la legalità è serva feconda, perché è la giustizia che produce legalità.

La costruzione di alleanze per una sfida culturale innanzitutto, e di continuità di azioni concrete sul territorio a fianco delle persone le parole chiavi di Libera e del suo impegno. Come ha ribadito anche Edio Costantini, presidente della Fondazione mons. Traini della diocesi di San Benedetto, vicina alle famiglie che hanno difficoltà di accesso al credito e non sanno gestire i propri bilanci familiari,  l’illegalità nasce dove non c’è la cultura dell’incontro, dell’ascolto del fare rete.

Per usufruire del servizio si può fissare un appuntamento:

per mail: sportello.legalita@ap.camcom.it

per telefono: 0736/279233 (linea riservata attiva nei giorni di martedi e mercoledi dalle ore 9.00 alle 13.00, giovedì dalle 15.30 alle 16.30)

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