Lettera aperta della comunità di Ripatransone a Don Gian Luca Rosati

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Don Gianluca Rosati

Tratto dal nostro settimanale diocesano L’Ancora, articolo dei genitori e dei ragazzi del catechismo di Ripatransone

“Caro Don Gian Luca,
era la fine dell’estate 2012 quando a Ripatransone si vociferava che in aiuto al parroco Don Domenico sarebbe arrivato un giovane sacerdote. La notizia ci ha dato gioia ma altrettanta preoccupazione, perché, come era successo in precedenza con altri sacerdoti, anche questo sarebbe rimasto per breve tempo. Così una bella domenica sei arrivato tu.

In Duomo ti abbiamo preparato una calorosa accoglienza, alla presenza del Vescovo Gervasio Gestori, di Don Antonio Capriotti e di Don Domenico Vitelli. Ricordiamo ancora alcune frasi della tua omelia, durante la quale ci chiedevi di “tirarti la veste“ nel momento in cui non avessi fatto il tuo dovere di prete. Con queste semplici parole e con il tuo atteggiamento sorridente e composto ci hai conquistato, ma ancora di più quando hai detto a tutta l’assemblea che volevi fare il prete, ma il prete d’oratorio: meraviglioso, che beneficio per i nostri ragazzi e per l’intera comunità!

All’improvviso, dopo l’incidente che ha coinvolto e reso inattivo il nostro parroco Don Domenico, ti sei ritrovato praticamente solo a gestire una comunità ampia e con tante difficoltà, forse troppe per la tua  ancora limitata esperienza e per la tua giovane età. La nostra è una comunità antica, con tradizioni radicate e forti resistenze al cambiamento. Eppure ci hai stupito, perché nonostante ciò hai mantenuto, sebbene con enorme difficoltà, l’impegno a celebrare messe nelle tante chiese del nostro paese e ti sei barcamenato come un circense tra riti religiosi, processioni, matrimoni, battesimi, comunioni, cresime e purtroppo funerali.

Sentiamo una ventata fresca intorno alla nostra Chiesa e lo capiamo dalle tante innovazioni che tu hai apportato e che non dovrebbero stupirci ma invece a noi sembrano enormi, a partire dai ragazzi, che anche motivati dalle brave catechiste vengono volentieri in parrocchia. Pensiamo ai tanti chierichetti che ogni domenica ti fanno da corona intorno all’altare, al nuovo piccolo coro, al nuovo ministrante.

Hai inoltre affiancato ad alcune classi del catechismo i volenterosi del dopo Cresima, promosso l’esposizione dei lavori eseguiti in parrocchia (corone dell’avvento, rosai e suppliche in Duomo), hai favorito incontri, gite e feste di apertura e chiusura dell’anno catechistico, tra cui l’ultima, ad esempio, in collaborazione con l’A.C.R., ha permesso a tutti i nostri giovani di condividere un momento di sano gioco con i ragazzi delle altre comunità.

La cosa che forse abbiamo apprezzato più di tutte è che la parrocchia si sia riappropriata grazie alla tua tenacia e alla tua caparbietà dei locali di Sant’Angelo, regalando ai ragazzi giusti spazi per il catechismo, che tu hai poi riadattato e arricchito con i biliardini per le attività ricreative. Che dire poi di tutti quei cristiani suggerimenti che ogni domenica al termine della S. Messa dispensi con affetto, affinché grandi e piccini possano riflettere per meglio servire Cristo?

Allora grazie, caro Don Gian Luca, per tutto questo e anche per ciò che ci hai dato senza che ce ne accorgessimo: strattona tu la veste a noi perché spesso inermi di fronte alle nostre inadempienze, aiutaci ad uscire dal nostro individualismo, ad essere a nostra volta bravi educatori e a capire meglio il grande mistero della fede e perdona la nostra mediocrità  e la disattenzione dei nostri giovani. Certi di avere sempre la tua benevolenza, ti auguriamo dal profondo un buon cammino qui, ringraziando sempre il Signore per averti mandato tra noi”.

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