Cupra Marittima, incontro il regista Daniele Caglione

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CUPRA MARITTIMA – Al Cinema Margherita di Cupra Marittima proseguono gli appuntamenti con i Giovedì e Martedì d’Essai..
Per l’ottavo appuntamento, martedì 13 maggio, è programmata una serata speciale dove sarà proiettato La mia classe di Daniele Gaglianone Per l’occasione il regista Daniele Gaglianone sarà in sala per presentarlo.

La mia classe di Daniele Gaglianone, con Valerio Mastandrea, Bassirou Ballde, Mamon Bhuiyan, Gregorio Cabral, Jessica Canahuire Laura. Il film ha partecipato alle Giornate degli autori del Festival di Venezia 2013.

Daniele Gaglianone è Nato nel 1966 ad Ancona e vive a Torino dall’età di sei anni. Tra il 1989 e il 2000 gira vari cortometraggi di fiction e documentari. Nel 1998 lavora alla sceneggiatura di Così ridevano diretto da Gianni Amelio. Svolge attività di regista teatrale: nel 1999 con il gruppo “Il BuioFuori” produce lo spettacolo Aggrappati ad una terra rivoltata sull’abisso.
Nel 2000 realizza il primo lungometraggio I nostri anni, presentato al Festival di Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs (2001). Il suo secondo film Nemmeno il destino viene presentato durante la 61ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, alle “Giornate degli autori”, nel 2004. Il film riceve diversi premi. Nel 2008 dirige il documentario Rata nece biti, (La guerra non ci sarà), presentato al 61º Festival del Film di Locarno e vincitore del Premio Speciale della Giuria al 26° Torino Film Festival. Nel 2009 il film vince anche il David di Donatello per il miglior documentario di lungometraggio. Il 20 agosto 2010 esce il suo terzo lungometraggio di fiction, Pietropresentato in concorso al Festival del film Locarno. Nel mese di luglio 2011 riceve il Cigno d’Oro agli Incontri cinematografici di Stresa. Nello stesso anno esce il suo nuovo lungometraggio, Ruggine tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Massaron in cui recitano, tra gli altri, Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino.
Daniele Gaglianone ha svolto e svolge attivita’ di docenza universitaria presso il corso di laurea Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione del Politecnico di Torino:
Dal 2010, Daniele Gaglianone insegna stabilmente nel centro di formazione cinematografica Officine Mattòli, a Tolentino (MC). (da http://it.wikipedia.org)

La mia classe: Ambientata nel quartiere multietnico del Pigneto a Roma, è la storia collettiva di una classe di emigranti e stranieri che imparano l’italiano. È una storia che si compone delle vicende individuali degli studenti e dell’insegnante: un racconto vero che nasce tra mura scolastiche non convenzionali. Un racconto vero? Certamente per le voci e i ricordi dei ragazzi che siedono sui banchi; diversamente vero per l’attore Mastandrea che si cala nel ruolo del loro insegnante; altrimenti vero per il regista e la troupe che entrano ed escono di scena in un incrocio di esperienze reali e di ricerca della verità nella finzione che si rivela essere l’autentico nucleo narrativo di questa storia. Più vera del vero. (da www.trovacinema.it)

“È un film che può spiazzare più di uno spettatore quello che Daniele Gaglianone ha deciso di dedicare al sempre più complesso tema dell’integrazione dei cosiddetti extra-comunitari. Perché sin dall’inizio, quando vediamo ‘microfonare’ (come si dice in gergo) gli studenti del corso veniamo volutamente disorientati. Pronti come siamo a vedere un film di finzione siamo costretti ad accorgerci che la finzione c’è ma è tutta concentrata nel sempre più bravo Valerio Mastandrea che ‘fa’ il docente. Tutti gli altri sono veri immigrati ognuno con i propri problemi e le proprie aspettative. Gaglianone ha deciso di puntare tutto su questo doppio registro quasi ci volesse ricordare da un lato l’impotenza del cinema nell’affrontare e risolvere problematiche che lo superano e dall’altro la necessità, per chi il cinema lo fa, di non sottrarsi mai alla realtà per rifugiarsi in un mondo in cui l’autoreferenzialità rischia di fagocitare tutto.
Qui non si recita Shakespeare come nel carcere dei Taviani ma si mette in scena il proprio vissuto che talvolta entra in gioco al di là delle battute concordate e che vede a un certo punto Mastandrea diventare davvero qualcosa di diverso rispetto all’attore che interpreta un personaggio. Ha ragione Gaglianone quando afferma che solo lui, tra gli attori, poteva entrare in un ruolo così particolare offrendogli, potremmo aggiungere, non solo la sua professionalità ma anche la sua umanità senza però farsi travolgere dalla complessità dell’operazione.
Con lui non sai mai quanto stia seguendo un copione o quanto stia invece offrendo al film la propria partecipazione di uomo (e ora anche di padre) consapevole della necessità di offrire alle giovani generazioni, non importa di quale razza o religione, un futuro meno cupo di quello che sembra attenderle.” (Giancarlo Zappoli – mymovies.it)

Programma della rassegna

  • martedì 13 maggio La mia classe il regista Daniele Gaglianone presente in sala
  • giovedì 22 maggio Lunchbox di Ritesh Batra
  • giovedì  29 maggio Oh boy, un caffè a Berlino di Jan Ole Gerster  

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