VIDEO Ascoli Piceno, Vescovo Giovanni “Non sono un cavallo di razza, ma l’asinello che porta Gesù”

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Nel fotogramma, Il passaggio del Pastorale tra Mons. Conti e Mons. Giovanni D’Ercole

ASCOLI PICENO – “L’entusiasmo e il calore della gente, che si unisce al calore naturale di questa bellissima giornata”. Questa è la testimonianza che abbiamo raccolto ai nostri microfoni, nell’imminenza della sua prima celebrazione da Vescovo, di Mons. Giovanni D’Ercole, che sabato 10 maggio 2014 si è ufficialmente insediato nella Diocesi ascolana.

Una giornata storica e indimenticabile per tutti, iniziata alle ore 14 la Maria Santissima Madre della Chiesa di Stella di Monsampolo, punto più orientale della chiesa ascolana.

Monsignor D’Ercole, marsicano classe 1947, da un lustro ordinato Vescovo e già ausiliarie dell’ascolano Mons. Giuseppe Petrocchi nell’Arcidiocesi Aquilana, è molto attivo nel giornalismo cattolico e nella televisione, grazie alle trasmissioni di RAI 2 Prossimo Tuo e Sulla Via di Damasco.

Fin dall’arrivo a Stella di Monsampolo, si è visto un Vescovo molto legato a quelli che sono i suoi fedeli. Nelle sue parole sono sempre usciti messaggi di speranza, un invito e una sicurezza per ripartire e ricostruire un territorio gravato da momenti di difficoltà.

Rivolgendosi alla giovane Mara, Mons. D’Ercole ha sintetizzato la sua missione pastorale con la seguente frase, ispirata dal recente dialogo tra l’assistente spirituale di Azione Cattolica Italiana Mansueto Bianchi e Papa Francesco : “Non sono un cavallo di razza, ma l’asinello che porta Gesù, questo è Don Giovanni che viene da voi”. 

A Stella di Monsampolo, il nuovo Vescovo è stato accolto dal Sindaco Nazzareno Tacconi e dai rappresentanti delle comunità civili e religiose del posto e del vicino comune di Spinetoli.

Il momento più toccante è stata la tappa presso la Casa Circondariale di Marino del Tronto, in cui la delegazione e i colleghi della stampa sono stati accolti dal Direttore Lucia di Felicantonio.

E’ stato un dialogo fraterno quello tra i detenuti e il nuovo Pastore, il quale ha raccontato la sua esperienza da cappellano presso le carceri romane, testimonando la reale sofferenza di chi soffre dietro le sbarre, in un messaggio davvero toccante, di cui abbiamo riportato un estratto: “Qual è il messaggio che io vi lancio? Io sono venuto ad Ascoli Piceno, in questa prima tappa che ho voluto io iniziare da voi perché voi state sempre al primo posto nel cuore. Ho voluto che mi accompagnasse, il Cappellano del carcere dell’Aquila, una persona fantastica; e lui può dirvi che con i detenuti ho un rapporto di grande amicizia, ma l’amicizia e l’affetto per i detenuti, significa aiutarli a rompere le sbarre non per evadere, ma per essere liberi dentro. Occorre imparare ad essere liberi dentro”. La visita del Vescovo nel supercarcere di Marino si è conclusa con un ricordo all’agente penitenziario Giovanni, scomparso pochi giorni fa.

Dopo le visite all’ospedale Mazzoni e al centro anziani Santa Marta,  mons. D’Ercole è arrivato in Piazza Arringo, cuore politico e religioso del capoluogo Piceno, dove ha incontrato le autorità civili dell’intera Diocesi e i giovani.

Raccogliendo le testimonianze dei giovani, questi sono felicissimi del nuovo Vescovo, con un pensiero e un ricordo a Mons. Silvano Montevecchi, che per sedici anni ha diretto la chiesa ascolana prima di lasciarci a causa di un male incurabile.

Le bandiere della quintana e l’originale suono delle chiarine, hanno sancito l’ingresso in Cattedrale, del 97esimo successore di Sant’Emidio, con una celebrazione caratterizzata dalla consegna del Pastorale dall’arcivescovo di Fermo Mons. Luigi Conti e da un’omelia con parole venute dal grande cuore del vescovo marsicano, felice della grande accoglienza da parte di una Diocesi “salda nella fede e operosa nelle opere di carità“, così come voleva il suo predecessore Silvano Montevecchi.

Alla celebrazione hanno preso parte il Vescovo di Lanciano Emidio Cipollone, il Vescovo dell’Aquila, l’ascolano Giuseppe Petrocchi, e il Reverendo Thomas Lohr,  Vescovo ausiliarie di Limburg (Germania),

In conclusione è doveroso ringraziare Mons. D’Ercole per la semplicità e la stima nei confronti degli operatori dell’informazione, compresi noi dell’Ancora On Line.

Onorati di ciò, i migliori auguri a Mons. D’Ercole da parte di tutta la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

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