Caritas Diocesana e Coop adriatica insieme per aiutare i più bisognosi

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mamma-portogrande-fb_95058SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 10 e domenica 11 maggio, in occasione della Festa della Mamma, la Caritas Diocesana di San Benedetto del Tronto organizzerà, dalle 9.30 alle 19.30,  una Pesca di Beneficenza presso il Centro Commerciale Porto Grande. In particolare, domenica 11 maggio, le mamme che parteciperanno alla pesca riceveranno un piccolo ma significativo omaggio.

La Caritas Diocesana di San Benedetto del Tronto, su iniziativa del direttore Diac. Umberto Silenzi,  ha istituito una Onlus, “Santa Teresa d’Avila”, che può così ricevere direttamente dai contribuenti il “5xmille” specificando già dalla prossima dichiarazione dei redditi il codice 02098670447 e sapendo sin d’ora che tutti i proventi saranno investiti per l’acquisto di generi alimentari e prodotti per la pulizia personale per i senza tetto e le persone in difficoltà.

In assenza del direttore, impegnato nella ricostruzione della Missione a Boohl, nelle Filippine,  a parlarci dell’attività della Caritas Diocesana di San Benedetto e, più in generale, delle emergenze sociali sul territorio è il presidente di questa Onlus, il signor Olindo Sciamanna.

Nei giorni scorsi – ci dice – abbiamo trasmesso in Prefettura i dati relativi alle persone che utilizzano i servizi della Caritas Diocesana di San Benedetto, per il consueto rilievo statistico nazionale e, di fatto, tra “nuovi poveri” ed immigrati l’incremento è stato del 20% ed a tal proposito è importante fare un appello. Tutti coloro i quali volessero, possono presentarsi da noi per prestare opera di volontariato: ne abbiamo bisogno, perché sono aumentate le persone, i servizi e in certe fasce orarie pomeridiane siamo sottodimensionati.

I servizi che la Caritas Diocesana offre al territorio ne fanno un protagonista “in prima linea” nel fronteggiare i vari tipi di emergenza sociale: se il più noto è sicuramente la mensa (adesso serviamo tra cinquanta e sessanta pasti al giorno, alle donne che accogliamo diamo naturalmente anche la cena) si stanno però anche ampliando i locali adibiti ad ambulatorio, per le visite specialistiche agli aventi diritto, e si sta ultimando l’ultimo piano dell’attuale sede per fare spazio, dopo l’estate, ad un centro di accoglienza maschile con trenta posti: lo facciamo – puntualizza il signor Sciamanna – spinti dalle richieste di un servizio di accoglienza maschile che a San Benedetto e nella diocesi è dato pochissimo e in prospettiva dell’arrivo, come segnalato dalla Prefettura, di un flusso di profughi che dovrà essere accolto un po’ ovunque sul territorio nazionale, dunque anche da noi. Completiamo quest’opera, ci tengo a dirlo, con i fondi dell’otto per mille, sulla cui estrema utilità invito davvero tutti a riflettere.

Alla Caritas, chi ne avesse bisogno può usufruire anche di un servizio doccia e vestiarioin quest’ultimo caso vengono da noi fino a quaranta persone al giorno che magari hanno casa propria, magari non mangiano da noi ma non riescono in alcun modo a risparmiare il necessario per vestirsi. 

La Caritas sambenedettese, con un centro di ascolto molto organizzato che analizza ogni singola situazione, grazie alla collaborazione delle parrocchie diocesane con cui sta lavorando per costruire un sistema più rapido di condivisione delle informazioni in Rete, può arrivare in situazioni di grave indigenza anche ad intervenire per alcuni utenze.

A tal proposito – ci tiene a sottolineare il Presidente Sciamanna – ci sono addirittura delle famiglie che, per puro spirito di carità e volendo rimanere anonime, ci aiutano e  li ringraziamo per il loro contributo.

E’ operativo ogni sabato un servizio legalela distribuzione dei viveri serve ben 1523 famiglie che ogni quindici giorni si recano alla Caritas per il ritiro del pacco viveri, un pacco che a fronte di nuove richieste giornaliere e di un calo della raccolta è limitato all’essenziale, sebbene ad esempio siamo riusciti a fare un accordo con i fornai locali, per la raccolta del pane del giorno prima rimasto invenduto. A tal proposito, il contributo di Coop Adriatica è diventato cruciale, perché con la nostra Onlus abbiamo già iniziato ad usufruire dei generi alimentari del circuito “Brutti ma Buoni”.

In una situazione di crescente emergenza nella Diocesi di San Benedetto del Tronto, dunque, ogni contributo, ogni “tassello” sembra essere necessario.  – conclude Olindo Sciamanna – sarà importantissimo anche quello che daranno i visitatori del PortoGrande. Con quanto raccolto per la Festa della Mamma, compreremo generi alimentari e prodotti per la pulizia personale, che di solito nelle raccolte scarseggiano. 

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