Giovani cattolici nelle liste per le elezioni amministrative

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votazioniDi Paolo Bustaffa

Anche per le ormai imminenti elezioni amministrative in circa 5.000 Comuni, tra i quali diversi della nostra diocesi, c’è nelle liste dei candidati una forte e variegata presenza di cattolici. E come nelle precedenti prove elettorali molti di questi sono giovani.
Il territorio, pur in un contesto globalizzato, è il “luogo”, non solo geografico, in cui la passione per la città si declina tra ideali e concretezza al punto di dare vita a laboratori del politicamente pensare e agire.
In questo “luogo” i cattolici sono presenti con il loro contributo fondato sulla dottrina sociale della Chiesa che ispira scelte importanti per il bene comune. In questo stesso “luogo” la dottrina sociale viene messa alla prova dalla concretezza delle attese e a volte dall’asprezza delle angosce di persone e famiglie.
I grandi principi e i grandi valori così vengono posti come semi nel terreno della società locale.
Il laicato cattolico non manca sulla frontiera dell’impegno politico sul territorio e bisognerebbe chiedersi se questa non sia in qualche misura una frontiera “missionaria” che nulla toglie al significato ultimo della missione della Chiesa ma lo apre a più ampie riflessioni e prospettive.
In soccorso di questa lettura, che potrebbe apparire forzata, vengono il Concilio e, oggi, il magistero di Papa Francesco quando ricordano che l’impegno politico è la più alta ed esigente forma di carità.
E il cuore della missione non è forse la carità?
Non è di oggi questa consapevolezza perché nel nostro Paese l’esperienza del movimento cattolico a partire dalle comunità locali ha costruito e reso credibile un’iniziativa sociale e politica per il suo essere un servizio competente e disinteressato.
Un capitolo di storia non si deve e non si può però fotocopiare, rimane una fonte a cui attingere motivazioni e visioni per gli impegni di oggi che in gran parte hanno riflessi sul domani.
E, allora, il pensiero non può non andare anche ai giovani candidati nelle liste per le elezioni amministrative.
Può darsi che una parte di questi si sia resa disponibile “quasi per gioco” ma certamente una gran parte si è resa disponibile perché sente – come sentiva nelle precedenti elezioni – una forte responsabilità nei confronti del proprio Paese e della propria città.
Questo “sentire” era ed è una grande ricchezza che non è stata sempre compiutamente valorizzata neppure dalla comunità cristiana e dalle aggregazioni cattoliche. Non ci si è resi sufficientemente conto che a questi giovani si dovevano dedicare persone competenti e si dovevano offrire luoghi e strumenti perché coltivassero quel desiderio d’impegnarsi per il bene comune.
Forse senza rendersene conto si sono perse occasioni e si sono commessi errori.
Sarà così anche dopo queste elezioni amministrative?
Prima di rispondere è bene andare al quarto capitolo della “Evangelii gaudium” dedicato al tema della dimensione sociale dell’evangelizzazione.
“Prego il Signore – scrive il Papa – che ci regali più politici che abbiano davvero a cuore la società, il popolo, la vita dei poveri!”.
Il pensiero non esclude i politici impegnati oggi ma si spinge ai politici futuri, cioè ai giovani che a partire dal territorio si mettono in gioco per il bene comune.
Lasciarli soli, abbandonarli a se stessi sarebbe un’occasione perduta per la società e ancor più per la comunità cristiana che nell’esortazione apostolica di Papa Francesco ha ora una bussola per orientare la missione anche nei tortuosi percorsi della politica.

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