Acquaviva processione del Cristo Morto, preghiere e riflessioni lungo il cammino

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ACQUAVIVA PICENA –  Venerdì sera, ad accompagnare i fedeli della parrocchia di San Niccolò per le strade del piccolo centro di Acquaviva, durante la processione del Cristo Morto, il parroco don Alfredo con il Vescovo Gestori e don Claudio Marchetti che ha accompagnato i passi dei fedeli con le sue riflessioni.

Al termine della processione il Vescovo Emerito ha rivolto ai fedeli queste parole:”Siamo arrivati alla fine di questa bellissima processione del Cristo Morto, durante la quale il tempo ci ha assistiti. Siamo qui in tantissimi, io ho pregato e mi sono commosso per questa commemorazione di Cristo morto per noi; questa commozione, è un sentimento che ci fa ripensare, condividere un po’ di nostalgia e un po’ di sentimento, perché abbiamo un cuore caldo, guai ad avere un cuore freddo come la pietra. Siamo qui in tanti, perché? Per tradizione? Per il ricordo di quello che ci hanno insegnato i nostri genitori, i nostri nonni? Siamo qui per il Cristo morto, il figlio di Maria, nato a Betlemme, grande predicatore: il figlio di Dio. Come è morto? Se ci ripensiamo, quante sofferenze! Nel corpo e nello spirito. La flagellazione, le spine sulla testa, la corcifissione, l’ingiustizia…e chi oggi sta soffrendo può capire quella sofferenza, di Lui e della Madre. Gesù poteva sfuggire quella cattura, eppure, per noi, liberamente andò incontro alla sua passione con amore. Cosa mi rimarrà di questa sera, dopo aver vissuto insieme a voi questo momento commovente, ricco di nostalgia, di storia, di fede e cultura? Rimarrà quello che ho di più caro: Gesù. Cosa abbiamo di più caro nella nostra vita? Il marito? La moglie? I figli? Il lavoro, la salute? Tutto questo può essere importante ma Gesù ha detto: chi non ama me più di sua madre, di suo padre, dei figli, non è degno di me. Avendo Lui di più caro, potrete amare veramente vostro marito, vostra moglie e i figli“.

Dopo il vescovo ha preso parola anche il parroco, don Alfredo, che riflettendo sul silenzio che ha pervaso la processione, ha detto:”Soltanto nel silenzio del cuore nascono delle domande, e credo che don Claudio Marchetti abbia avuto la capacità di farci camminare riflettendo; non camminiamo mai in questo modo. Abbiamo camminato ascoltando più che pregando, e i passi vengono anche più belli quando Gesù ci dona una parola suscitando delle riflessioni. Ringraziamo don Claudio e gli auguriamo, come educatore dei seminaristi, di poter toccare sempre il cuore dei giovani che bussano alla porta del seminario perché hanno risposto ad una chiamata o almeno vogliono scoprire se stanno rispondendo ad una chiamata. Quindi gli auguriamo di fare bene questo servizio di formazione dei giovani preti per la chiesa diocesana. Grazie al Vescovo Gervasio per tutto quello che sta facendo da quando è arrivato ad Acquaviva, offrendo la sua umile collaborazione nella celebrazione eucaristica, in qualche incontro dei gruppi e stando con noi anche in questa serata. In ultimo grazie a tutti i Confratelli del Cristo Morto, perché questa sera durante il lungo percorso della processione, hanno fatto un bel sacrificio per portare la bara che pesa un bel po’, e ci hanno aiutato a pregare perché guardando la loro fatica tutti quanti noi ci siamo uniti a loro spiritualmente“.

Infine don Claudio ha ringraziato don Alfredo e tutti i fedeli per questa partecipazione cosi forte:”Durante la preghiera si sentivano i passi e quando si sentono i passi, vuol dire che non si parla, che si è presenti, si partecipa e questo è bello, ci edifica e fa bene come testimonianza anche ad un prete. Pregate per me!“.

E’ seguita la benedizione finale con il rientro della bara nella chiesa parrocchiale dove i fedeli hanno potuto salutare il Cristo morto.

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