La mano sulla culla governa il mondo

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Una volta al massimo poteva accadere che li scambiassero in culla. Poi, forse, per caso, dopo anni ci si accorgeva dell’errore e allora d’improvviso cambiava lo sguardo su quel figlio prima così amato e poi improvvisamente estraneo. Oggi, grazie alle magnifiche sorti e progressive della scienza, i bambini si possono addirittura scambiare nella pancia della futura mamma.
Dalle mie parti si dice che sbagliare un bivio è un attimo, figuriamoci scambiare una provetta. Nei grandi ospedali oberati di lavoro e dai turni massacranti, con un personale sempre più esiguo, stanco e demotivato, accade che si scambi di tutto, a volte con esiti infausti quando si scambia una sacca di sangue o un farmaco salvavita. Nel caso dello confusione degli embrioni all’ospedale Pertini di Roma però si è scambiato il destino di due famiglie e di almeno tre bambini: i gemelli in attesa dell’una e il figlio perso per aborto spontaneo dell’altra. Quest’ultima nota somma sofferenza a sofferenza: come non chiedersi se le cose sarebbero andate diversamente con il materiale genetico giusto?
Eppure, il giorno in cui è stata resa nota la notizia c’è chi si è affrettato a dire che se la donna incinta di figli non suoi avesse voluto liberarsi dei “clandestini”, sarebbe stato suo pieno diritto farlo. Come se, paradosso infame, per cercare di fuggire il dolore si cercasse rifugio nella disperazione. In che modo si può formulare una sentenza tanto ingrata, meschina e irrispettosa verso lo strazio di una mamma e l’innocenza di chi ha la sola colpa di trovarsi in un posto sicuro, ma sbagliato? È possibile smettere di amare un figlio voluto, desiderato, cercato così tanto e a costo di tali e tante difficoltà? È possibile decidere di non amare più il bimbo, in questo caso due, senza che nulla sia stato fatto da parte loro per meritarsi il disamore?
In questo terribile Tetris genetico vi sono più domande che risposte. In verità, di risposta ne bastava una sola, ed è arrivata. La mamma in attesa terrà i bimbi che ha in grembo: “Questi bambini vivono dentro di me, li ho sentiti battere sul mio cuore, crescono e sono sani. Come posso decidere del destino di due creature così attese?”. Cambiare il destino: la mano sulla culla è la mano che governa il mondo.

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