Un patto fra tremila imprese del Piceno per governare la ripresa del territorio

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ASCOLI PICENO – Un patto per il Piceno. Sono cinque le associazioni di rappresentanza delle attività produttive di tutta la provincia che hanno appena siglato un patto nel quale si individua un percorso condiviso e sinergico per sostenere le attività produttive del territorio. Una risposta al campanello d’allarme che puntualmente arriva con la divulgazione delle statistiche relative ad occupazione e produttività della zona meridionale delle Marche

Oltre 3.000 le imprese rappresentate da Cna, Casartigiani, Claai, Artigianato Piceno, Fiap. “Un’azione di sistema – precisano i vertici delle cinque associazioni – che non può più aspettare. Tre licenziamenti per ogni assunzione nel corso del 2013. Continuo e costante saldo negativo fra le imprese che aprono i battenti rispetto a quelle che chiudono. E ancora: tasso di disoccupazione da record e con valori in assoluto peggiori rispetto a tutte le altre province delle Marche e a tutto il resto del Centro Italia”.

“A nostro avviso – proseguono i dirigenti delle Associazioni che hanno deciso di mettere insieme energie e capacità propositive – va potenziata e in parte ripensata la cabina di regia di quest’azione di sostegno alle attività produttive. Cabina di regia che sul territorio è fisiologicamente identificabile con la Camera di Commercio”. Hanno aderito a questo patto la Cna, rappresentata dal presidente provinciale Luigi Passaretti e dal presidente regionale, e vice presidente della Camera di Commercio, Gino Sabatini; Artigianato Piceno, con Sergio Ranalli; Casartigiani, con Bruno Luzi; Claai, con Maurizio Piergallini; Fiap, con Angelo Tassotti.

“Ci incontreremo costantemente – concludono i rappresentanti delle associazioni coinvolte – per identificare strategie utili e, soprattutto, per far sì che le azioni indispensabili per la tenuta della nostra economia non siano solo enunciazioni ma fatti concreti. Il prossimo rinnovo degli organismi camerali sarà un’occasione importante per verificare se questo territorio, e tutti coloro che in esso vi lavorano e producono reddito e occupazione, sono veramente in grado di fare sistema e di dare risposte alle imprese”.

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