Ancora persecuzioni contro i cristiani e i musulmani laici

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Di Daniele Rocchi
“Persecuzione! In molte parti del mondo occidentale, questa parola è sulle labbra della gente. Si dice che i cristiani oggi, in Medio Oriente, siano perseguitati! È ciò che sta realmente accadendo?”: così esordisce la nota degli Ordinari cattolici di Terra Santa (Aocts) per i quali “i recenti sconvolgimenti in Medio Oriente, inizialmente definiti come ‘Primavera araba’, hanno aperto la strada a gruppi estremisti e a forze che, in nome di una interpretazione politica dell’Islam, stanno scatenando il caos in molti Paesi, in particolare in Iraq, Egitto e Siria”. Non c’è dubbio, per l’Aocts, che “molti di questi estremisti considerano i cristiani come infedeli, come nemici, come agenti di potenze straniere ostili o semplicemente come un facile bersaglio per estorsione”. Tuttavia, la nota precisa che “i cristiani non sono le uniche vittime di questa violenza e barbarie. Musulmani laici, tutti quelli definiti ‘eretici’, ‘scismatici’, o semplicemente ‘anticonformisti’ sono stati attaccati e uccisi nel caos imperante. Nelle zone in cui gli estremisti sunniti dominano, gli sciiti vengono massacrati. Nelle zone in cui gli estremisti sciiti dominano, i sunniti vengono uccisi”. Con loro anche i cristiani sono, “a volte presi di mira proprio perché di un credo diverso e non protetti, vittime anch’essi come altri che soffrono e muoiono, cacciati via dalle loro case diventando profughi, nella miseria più totale”.
Sogno infranto. Le rivolte della Primavera araba, si legge nella nota, “hanno rappresentato il sogno dei popoli del Medio Oriente di una nuova epoca di dignità, democrazia, libertà e giustizia sociale. I regimi dittatoriali, che avevano garantito ‘legge e ordine, al prezzo terribile di repressione militare e poliziesca, sono caduti. Sotto questi regimi dittatoriali i cristiani avevano vissuto in relativa sicurezza. Il timore, infatti, era che se questa forte autorità fosse scomparsa, gruppi estremisti avrebbero preso il potere, portando violenza e persecuzione”. Pertanto, riconoscono gli Ordinari cattolici, “alcuni cristiani tendevano a difendere questi regimi, quando invece – e qui la nota lo denuncia chiaramente – la fedeltà alla loro fede e la preoccupazione per il bene del loro Paese avrebbe forse dovuto spingerli a parlare molto prima, a dire la verità e chiedere riforme necessarie, in vista di una maggiore giustizia e rispetto dei diritti umani, come avevano fatto molti cristiani e musulmani coraggiosi”. “Comprendiamo pienamente le paure e le sofferenze dei nostri fratelli e sorelle in Cristo, quando a causa della violenza hanno perduto dei loro familiari e sono stati cacciati dalle loro case – ribadiscono i vescovi – essi hanno il diritto di contare sulla nostra solidarietà e preghiere. In alcune circostanze la loro unica consolazione e speranza si trova nelle parole di Gesù, ‘beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, di essi è il regno dei cieli’”.
Uniti contro l’estremismo. Tuttavia, si legge nella nota, “la ripetizione della parola ‘persecuzione in alcuni ambienti – di solito in riferimento solo a ciò che i cristiani soffrono per mano di criminali che affermano di essere musulmani – gioca a favore degli estremisti, in patria e all’estero, il cui scopo è quello di seminare pregiudizi e odio, mettendo popoli e religioni uno contro l’altro. Cristiani e musulmani hanno bisogno di stare uniti contro le nuove forze dell’estremismo e della distruzione. Tutti i cristiani e molti musulmani sono minacciati da queste forze che cercano di creare una società priva di cristiani e dove solo pochissimi musulmani potranno sentirsi a casa. Tutti coloro che cercano dignità, democrazia, libertà e prosperità sono sotto attacco”.
Pregare per chi ci uccide. Da qui l’appello degli Ordinari di Terra Santa: “Dobbiamo stare uniti. Tutti, cristiani e musulmani, dobbiamo essere consapevoli che il mondo fuori non farà alcuna mossa reale per proteggerci. Poteri politici internazionali e locali cercano i propri interessi. Noi, da soli, siamo in grado di costruire un futuro comune insieme. Dobbiamo adattarci alle nostre realtà, anche se di morte, e imparare insieme come uscire dalla persecuzione e dalla distruzione verso una nuova vita dignitosa nei nostri paesi. Dobbiamo avvicinare coloro che sognano come noi una società in cui musulmani e cristiani ed ebrei vivano fianco a fianco per costruire una società in cui le nuove generazioni possano vivere e prosperare. Preghiamo per tutti, per quelli che uniscono i loro sforzi ai nostri, e per coloro che ci stanno danneggiando o uccidendo. La nostra unica protezione è in nostro Signore e come Lui offriamo la nostra vita per coloro che ci perseguitano, nonché per coloro che, con noi, sono in difesa dell’amore, della verità e della dignità”.

 

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