CSI “Faremo il tifo per il Papa nostro capitano”

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achiniDi Giovanna Pasqualin Traversa
Il Centro sportivo italiano (Csi) compie 70 anni e il prossimo 7 giugno festeggerà la ricorrenza in piazza San Pietro con Papa Francesco. Una grande mobilitazione popolare dello sport di base alla quale sono invitate le società sportive di tutta Italia e che il presidente nazionale del Csi, Massimo Achini, “sarà una festa con il Papa e per il Papa, di cui è nota l’attenzione per il mondo dello sport e la passione sportiva, in una piazza colorata dalle magliette e dalle divise delle società, invasa dalla gioia e dall’entusiasmo dei ragazzi, degli allenatori, dei dirigenti, degli arbitri, delle famiglie… Insomma di tutto il popolo che ha a cuore lo sport come strumento educativo dei giovani”.
Un incontro aperto a tutti. Per l’evento, promosso in collaborazione con il Coni, l’afflusso in piazza è previsto a partire dalle 14. Sul sagrato prenderà posto un bambino per ogni società presente. Alle 15.30 inizierà uno spettacolo di intrattenimento. In programma esibizioni di gruppi sportivi, testimonianze, coreografie. Il Papa arriverà alle 16.30 e, dopo il consueto giro in Papamobile, alle 17 rivolgerà un discorso ai presenti con i quali rimarrà fino alle 18.30. Da venerdì 6 a domenica 8 giugno, nell’area antistante Castel Sant’Angelo (all’inizio di Via della Conciliazione), sarà attivo un Villaggio dello sport, con impianti e stand dove i ragazzi potranno giocare, provare diverse discipline e incontrare alcuni campioni venuti lì per loro. “Non vorremmo che nessuno restasse a casa”, prosegue Achini sottolineando che l’iniziativa è aperta a tutti: non solo i gruppi degli oratori e delle parrocchie, ma a tutte le società sportive, di ispirazione cattolica e non, che abbiano a cuore l’educazione dei ragazzi attraverso l’attività sportiva. “Il Papa – aggiunge – ci ha fatto un regalo troppo grande per non condividerlo con tutto il mondo dello sport”.
Capitano nello sport e nella vita. Le società sportive di base sono in Italia circa 100mila, di cui oltre 13mila affiliate al Csi che conta più di un milione di atleti impegnati in 73 discipline, e 100mila fra allenatori, animatori, arbitri, giudici e dirigenti. Ad oggi le iscrizioni all’incontro del 7 giugno sono oltre 5.500 ma gli organizzatori puntano al traguardo di 50mila. Tre, secondo il presidente del Csi, i motivi per esserci. “Ascoltare quanto Papa Francesco vuole dire al mondo dello sport di base; confermare davanti a lui la nostra responsabilità e il nostro impegno di educatori assicurandogli che può contare su di noi; ‘fare il tifo’ per il Pontefice e fargli sapere che lo sosteniamo in questo momento di grandi cambiamenti e che, come recita lo slogan delle magliette della Clericus Cup, lo sentiamo nostro capitano; non solo nello sport ma anche nella vita”. Un Pontefice in piena sintonia con lo sport di base anche grazie a tre caratteristiche personali, scandisce Achini: la tenerezza, “che è anche la carezza dell’allenatore al ragazzo che esce dal campo dopo avere sbagliato un gol o sta attraversando un momento difficile”; la sobrietà, “obbligatoria nelle società sportive di base che vanno avanti fra mille problemi”; il calore umano, “che crea relazioni e nello sport viene con immediatezza giocando insieme”. Valori “che vorrei diventassero patrimonio di tutto lo sport italiano”.
A caccia del cuore dell’uomo. Per il presidente del Csi, “in questo momento di crisi antropologica la sfida educativa deve rimanere ai primi posti nell’agenda paese. Se ben interpretato, lo sport è un mezzo dalle straordinarie potenzialità per la crescita integrale della persona perché spinge al superamento di sé, allena allo spirito di sacrificio, insegna la lealtà, l’amicizia, il rispetto delle regole. Aiuta insomma ogni ragazzo a dare il meglio, ed è formidabile strumento di evangelizzazione anche in ambiti ‘periferici’ che magari avrebbero meno possibilità di incontri positivi”. Il programma del 7 giugno non è ancora definito in tutti i particolari, ma Achini anticipa l’intenzione di testimoniare al Papa il volto umano di uno sport “che non va a caccia di successi, bensì del cuore dell’uomo. Vorremmo portare in piazza alcuni binomi quali sport-carcere, sport-integrazione, sport-disabili: il volto di uno sport che ha il coraggio di essere ‘scomodo’ e va a cercare attraverso i suoi educatori tutti e dappertutto, specialmente nelle periferie e tra le pieghe del disagio”. Perché la pratica sportiva “abbatte in tempo reale le barriere, crea dialogo e costruisce relazioni. Lo vediamo tutti i giorni: in ogni squadretta di oratorio ci sono bambini di etnia, culture e religioni diverse, e la vera integrazione comincia qui, nei 22 metri di uno spogliatoio”. Anche per questo le società sportive di base costituiscono un valore per il Paese, una rete di straordinario sostegno diffusa sul territorio con l’obiettivo non tanto di sfornare fuoriclasse per lo sport, ma piuttosto campioni nella vita. Per iscriversi all’incontro occorre utilizzare il modulo on line sul sito www.societasportivedalpapa.org/, dove si possono trovare anche informazioni, anticipazioni e aggiornamenti.

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