Gli ultrà contro la vedova Scirea, parla Dino Zoff

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

dinoDi Daniele Rocchi

Cori razzisti, striscioni offensivi, offese nei confronti di persone che non ci sono più: ogni settimana, negli stadi italiani, è sempre più facile assistere ad episodi vergognosi che coinvolgono i settori più caldi delle tifoserie. L’ultimo esempio viene da Torino, sponda Juventus. Mariella Scirea, vedova di Gaetano, calciatore che ha onorato il calcio italiano a 360 gradi con la maglia della Juve e dell’Italia, ha stigmatizzato i cori razzisti che spesso si levano dal settore dello stadio intitolato al marito, minacciando di togliere alla Curva Sud dello Juventus Stadium il nome di Scirea. Dura la risposta del gruppo “Drughi Ultrà Curva Sud” che, in una lettera, hanno invitato la signora a rinunciare al cognome Scirea. Per Dino Zoff, grande amico personale di Scirea, altra icona del calcio italiano, giocatore, allenatore di club e della Nazionale, dirigente sportivo, “ciò che è accaduto non è bello”: “Le osservazioni di Mariella Scirea erano volte a stigmatizzare questi comportamenti e cercare di porvi un limite. Ha solo voluto mandare un invito ad abbassare i toni. La risposta dei tifosi è stata molto pesante. Credo sia meglio chiudere qui la polemica e cercare di migliorare alcuni atteggiamenti dei tifosi che spesse volte vanno oltre”.

Cosa pensa degli striscioni inneggianti alla tragedia di Superga esposti sempre allo Juventus Stadium in occasione dell’ultimo derby col Torino? 
“Il limite è stato abbondantemente superato. Purtroppo questi gravi fatti accadono da molto tempo e ciò testimonia che non si sono fatti grandi passi in avanti. Oggi i media danno molto più risalto a queste vicende che, ripeto, purtroppo si verificavano anche in passato e alle quali non si è posto rimedio”.

Per fronteggiare questo fenomeno è sufficiente chiudere le Curve, penalizzando quindi anche la parte sana delle tifoserie, o serve altro? 

“Credo che si debba insistere sull’educazione. La decisione di chiudere i settori dello stadio a volte ha un senso a volte no. Fatti i dovuti distinguo può capitare che il razzismo territoriale sia espressione più di una forma di campanilismo spinto che non di un effettivo sentimento razzista. Resta chiaro che qualunque atteggiamento e coro razzista debba essere ripreso con decisione. Ciò che sta facendo l’Autorità sportiva è logico”.

È, dunque, un problema di educazione, di cultura sportiva che manca sia in campo che fuori e che spinge il “cretino di turno” ad inneggiare a tragedie immani come Superga, l’Heysel, l’Olocausto. Rispetto al tempo in cui lei giocava o allenava, trova che il mondo del calcio sia cambiato in peggio? 
“Non è cambiato il calcio, o l’ambiente che vi gira intorno, è cambiato proprio il mondo. La maleducazione la troviamo non solo negli stadi ma in strada, in ogni luogo e tutti i giorni. Certamente lo stadio aggrega un numero elevato di gente e dunque certi fatti sono amplificati e trovano ulteriore risalto nei media. Il problema non è nello stadio ma in molti che lo frequentano”.

Si tratta in definitiva di tornare ad educare per formare giovani sportivi, ma come? 
“Le regole sportive, come il rispetto dell’avversario e un comportamento leale, se insegnate da allenatori preparati e formati possono davvero migliorare il giovane. Se non ci sono insegnanti che trasmettono queste regole lo sport perde senso e resta solo uno spettacolo fine a se stesso. Ai giovani va insegnato non solo a saper vincere, ma anche a saper perdere e a rispettare le decisioni dell’arbitro. Solo così si migliora e si aiuta a costruire un uomo, che diventi o meno un bravo calciatore”.

A proposito di bravi calciatori, c’è un giovane che l’ha colpita in modo particolare in questo campionato? 

“Il portiere del Genoa, Mattia Perin, giovane che ha già molte partite sulle spalle. Interessante, anche se ha giocato solo pochissime gare, il giovanissimo estremo difensore dell’Udinese, Simone Scuffet. Bravo anche il giovane della Lazio, Keita. Ha qualità ed è un ottimo attaccante”.

Le chiederei un pronostico sullo scudetto se la Juve non avesse già chiuso la pratica. Per il secondo posto chi vede meglio tra Roma e Napoli? 
“La Roma ha un bel vantaggio ed una partita da recuperare, quindi buone possibilità per tenere il secondo posto sul Napoli, terzo. Dietro, la corsa per l’Europa è ancora tutta aperta”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *