“Domani mi presenterai il quadro della situazione” ordinò il Re al suo consigliere…

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L'Ancora (61) - 18 - Roberto Mori - Le nostre preghiere che volano verso il Cielo
Di Don Gian Luca Rosati
DIOCESI – «Domani mi presenterai il quadro della situazione.», ordinò il Re al suo consigliere.
L’uomo tornò a casa, entrò nel suo studio e preparò il cavalletto e una grande tela bianca.
Poi prese dal cassetto una tavolozza, un paio di pennelli e la scatola dei colori. Versò dell’acqua in un bicchiere e diede uno sguardo ai colori. Si accorse che erano tutti colori scuri.
«Come farò ora a dipingere il quadro per il Re?», si chiese con un po’ di preoccupazione. Avrebbe potuto ordinare i colori mancanti, ma non sarebbero arrivati prima di una settimana e il Re aveva chiesto il quadro per il giorno dopo.
Il consigliere sapeva che era molto rischioso farlo aspettare.
Prese a camminare pensieroso su e giù per la stanza. Avrebbe potuto dipingere il quadro usando quei pochi colori scuri, ma il Re si sarebbe fatto un’idea cupa della situazione e si sarebbe immaginato una realtà totalmente negativa. Avrebbe potuto diluire i colori usando l’acqua, ma il risultato sarebbe stato un quadro dai toni sbiaditi e sarebbe stato difficile per il Re farsi un’idea definita della situazione.
Immerso in questi pensieri, il consigliere si sedette in mezzo alla stanza e si mise a fissare la tela bianca.
Trascorse una parte della notte cercando una soluzione.
Finalmente si addormentò.
La mattina dopo, entrò nello studio e, guardando un’ultima volta la tela rimasta bianca, decise che avrebbe presentato al Re la tela così com’era, chiedendogli di avere pazienza e spiegandogli che aveva ritenuto più giusto aspettare di avere tutti i colori, piuttosto che dipingere un quadro non rispettoso della verità.
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