Pregare per l’Ucraina scommessa di futuro

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

L’Italia in preghiera per l’Ucraina. Domenica 9 marzo, su iniziativa della Conferenza episcopale italiana, in tutte le chiese e le parrocchie verrà dedicata, durante la celebrazione eucaristica della I domenica di Quaresima, un’intenzione di preghiera per la pace in Ucraina. Una scelta, quella della preghiera, che non significa disimpegno o rinuncia alla promozione di azioni efficaci per la risoluzione della crisi, anzi intende rafforzare il servizio verso tutte quelle persone che stanno pagando un prezzo troppo alto per il dramma che si sta consumando in queste ore tra Kiev e Crimea. Lo chiarisce la presidenza della Cei, nel comunicato con cui si annuncia l’iniziativa.
“A fronte di una situazione fattasi estremamente delicata – vi si legge – i vescovi italiani fanno proprio l’auspicio espresso all’Angelus domenica scorsa da Papa Francesco, affinché le diverse componenti di quel Paese sappiano adoperarsi per il superamento delle incomprensioni e per costruire insieme il futuro della Nazione. Nel contempo, chiedono alla comunità internazionale di sostenere ogni iniziativa che sia in favore del dialogo e della concordia”. La Cei, inoltre, spiega che la “preghiera a cui invita vuol essere anche un segno tangibile di vicinanza alla numerosa comunità di ucraini residenti in Italia, comprensibilmente preoccupata per la sorte di familiari che vivono in Ucraina”.
Un gesto semplice, ma con un grande significato, racchiuso anche in alcune indicazioni per la liturgia. Dal richiamo nella monizione iniziale: “Non possiamo vivere questa celebrazione senza presentare a Dio, insieme alle nostre preoccupazioni, la situazione drammatica che stanno vivendo le popolazioni dell’Ucraina”; all’intenzione nella preghiera universale: “Perché una pace autentica restituisca al popolo ucraino la gioia di un rinnovato vivere fraterno”. Domani, quindi, tutti uniti da un’unica grande preghiera per l’Ucraina. Perché, come ha recentemente ricordato il cardinale Bagnasco, è questa “la più grande arma della giustizia e della pace”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *