Microcredito per i giovani

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giovaniUn seme che porta buoni frutti. E anche una concreta speranza per il lavoro dei giovani. Ce n’è bisogno in Calabria, fanalino di coda in materia di occupazione (22% il tasso dei disoccupati). Così, da qualche anno, grazie ad una convenzione tra la diocesi di Cosenza e la Banca di Credito cooperativo Mediocrati, è sorto un piccolo segno. Si chiama “Il Seminatore”, ed è un fondo di rotazione etico sociale, che in più di tre anni ha favorito l’avvio di 54 microimprese sul territorio. Il bilancio dell’iniziativa è stato presentato nei giorni scorsi nei saloni del Palazzo arcivescovile cosentino.

Il progetto. “Il Seminatore” è uno strumento concreto per sostenere la promozione di microimprese favorendo l’accesso al credito. Il suo obiettivo è quello di incoraggiare l’avvio di attività imprenditoriali e sostenere investimenti per altre imprese già esistenti, coprendo l’acquisto di materiali, strumenti e attrezzature. “Il Seminatore” garantisce un prestito fino a 15mila euro, da restituire nei tempi e nelle modalità definite, concesso proprio grazie alla convenzione che la Bcc ha stipulato con l’arcidiocesi di Cosenza. Destinatari del servizio sono i giovani in età compresa tra i 18 e i 35 anni residenti nel territorio della Chiesa cosentina (che conta oltre 358mila abitanti secondo l’Archivio dell’istituto centrale del sostentamento clero), che intendano intraprendere un’iniziativa imprenditoriale secondo le forme riconosciute dalla legge.

Incontro alla persona. I giovani interessati al “Seminatore”, iniziativa nata in sinergia e in continuità con il Progetto Policoro (iniziative della Chiesa italiana per favorire misure di occupazione tra i giovani), vengono incontrati e supportati dall’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Cosenza, favorendo una conoscenza e un più proficuo possibile contatto umano e relazionale. “La persona è la vera protagonista dell’impresa” – fanno sapere dall’Ufficio. Dall’incontro si passa alla discussione degli aspetti tecnici dell’idea d’impresa, verificando la mission, il contesto di riferimento e i risultati attesi dalla richiesta di accesso al credito. Alla modulistica, tra le altre cose, va aggiunta anche la cosiddetta “Dichiarazione del garante morale”, una dichiarazione che il parroco fa al giovane che accede al servizio. Si crea così una sinergia tra parrocchie, Chiesa diocesana e territorio.

54 attività finanziate. Con 555mila euro investiti “Il Seminatore” è divenuto una delle realtà consolidate di microcredito presente nel nostro territorio. Ai 91mila euro investiti dalla diocesi nel periodo che intercorre tra il 2010 e il 2013, che per l’effetto moltiplicatore applicato dalla Banca di Credito Cooperativo Mediocrati sono diventati 455mila, si sono poi aggiunti nel 2013 alcuni fondi messi a disposizione dal Comune di Cosenza. Si è così raggiunta la cifra di 705mila euro che a partire dal 2010 ha favorito la nascita o l’ampliamento di ben 54 attività nelle diverse porzioni del territorio. 4 sono quelle nate nel 2010 con 51 mila euro investiti; 15 nel 2012 con 145 mila euro investiti; 5 nel 2012 con 60 mila euro 30 nel 2013 con 298 mila euro investiti. Cinque i settori di attività interessati: servizi con 18 attività finanziate per un totale di 179mila euro; ristorazione, con 5 fra ristoranti e pizzerie per un totale di investimento pari e 60mila euro; commercio, che insieme al settore dei servizi risulta essere quello con più attività, nel quale sono stati investiti 166mila euro per un totale di 18 attività; artigianato, con 7 attività nate e 74 mila euro investiti e, infine, l’agricoltura, con 6 imprese agricole e 76 mila euro investiti. In più di tre anni dagli sportelli dell’Ufficio del lavoro sono passati oltre 600 giovani, mentre grazie all’attività di sensibilizzazione continua nelle scuole e associazioni sono stati raggiunti oltre un migliaio di giovani. “Il Seminatore non è la soluzione a tutti i problemi”, ha detto monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza – Bisignano, “ma solo un piccolo segno con il quale noi vogliamo dire ci siamo, per proseguire in quel cammino che ci vuole costruttori di speranza”.

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