Appalti di pulizia nelle scuole e servizi ausiliari, la grave situazione mette a rischio 300 lavoratori nelle Marche e 24 mila in Italia

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

MARCHE – “Vi chiedo di sollecitare il Governo perché possa individuare interventi normativi e finanziari a sostegno del comparto duramente colpito dai tagli lineari degli ultimi anni.” E’ questo l’appello contenuto nella lettera inviata oggi ai parlamentari marchigiani dall’assessore regionale al Lavoro – Istruzione, Marco Luchetti per sensibilizzarli sull’urgente questione degli appalti di pulizia e servizi ausiliari nelle scuole.

Una situazione preoccupante che coinvolge 300 lavoratori marchigiani in 100 scuole della regione e 24 mila lavoratori a livello nazionale, ora a rischio del posto di lavoro e nella migliore ipotesi di fortissime decurtazioni di reddito.

Come si ricorderà l’assessore si era impegnato nell’incontro del 25 febbraio scorso con i Sindacati Fisascat Cisl – Uil Trasporti – Filcams,  a sollecitare i parlamentari perché si facessero interpreti delle istanze di questi lavoratori (ex LSU o dipendenti di cooperative con appalti storici e per la massima parte donne) che – dice l’assessore nella lettera -“ svolgono da anni un compito fondamentale per il decoro degli ambienti scolastici frequentati da milioni di bambini e ragazzi”.

L’assessore Luchetti ha anche ricordato che con il decreto legge del 28 febbraio scorso il Governo ha prorogato di un mese i servizi nelle scuole, ma al 31 marzo, in assenza di un ulteriore finanziamento la situazione si ripresenterà  in tutta la sua gravità e urgenza sia per i lavoratori, sia per le scuole penalizzate in termini di igiene e salubrità e di assistenza agli studenti.

Per questo Luchetti ha chiesto agli onorevoli marchigiani la collaborazione e un rapido interessamento perché si “garantiscano risposte certe per tutelare lavoratrici e lavoratori e salvaguardare i livelli occupazionali”.

L’assessore aveva subito preso contatti con i colleghi di altre regioni per portare la questione al prossimo tavolo del coordinamento degli assessori regionali al Lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *