La Caritas a EXPO 2015

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Di Ilaria Nava

“Una bellissima vetrina della creatività umana”. L’ha ripetuto due volte il cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, riferendosi all’Expo 2015. L’arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) oltre ad essere il coordinatore del Consiglio degli 8 cardinali voluto da Papa Francesco per aiutarlo nel governo della Chiesa, è anche presidente di Caritas Internationalis, la federazione che riunisce le 164 Caritas nazionali che lavorano in 200 Paesi del mondo. E un piccolo moto di sano orgoglio ha attraversato la platea quando il porporato ha affermato che tra queste, “quella italiana è una delle migliori, quindi continuate così!”.

Combattere la fame. Durante la conferenza stampa che stamattina si è svolta nella curia arcivescovile di Milano, è stata presentata l’adesione della Caritas Internationalis ad Expo 2015. Un evento reso possibile dal fatto che quella italiana è la prima esposizione universale che consente la partecipazione della società civile. Su un tema come “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, non poteva mancare chi svolge un ruolo di “coscienza critica”, affiancando i Paesi partecipanti nel ricordare loro che la sfida per il diritto al cibo riguarda tutti e può essere vinta solo con uno sforzo congiunto. “Mi sembra che nutrire tutta la famiglia umana – ha detto il cardinale Maradiaga – senza escludere nessuno sia proprio una sfida con la quale dobbiamo confrontarci, anche perché sappiamo che il cibo sul pianeta non manca”. La stessa creatività umana che nel passato ha portato a costruire magnifici edifici in occasione dell’Expo, come la Torre Eiffel, o presentare preziose opere d’arte come “Guernica” di Picasso, presente all’Esposizione del 1937 per provocare una riflessione sulla violazione della dignità umana, deve oggi spingerci a guardare e aiutare gli 842 milioni di persone che oggi soffrono la fame. Ecco la provocatoria e affascinante proposta di Maradiaga: “Non potrebbe questa esposizione universale essere ricordata come un evento che ha unito tutta la creatività umana per combattere la fame nel mondo? Non potrebbe essere la prima a promuovere l’idea che solo vivendo e agendo come una sola famiglia umana solidale, giusta e responsabile, ci sarà energia per la vita e, ancor più, cibo per tutti?”.

Sprechi alimentari. Solo in Italia, mezzo punto del Pil, 8,7 miliardi di euro secondo le stime dell’Osservatorio internazionale contro gli sprechi dell’Università di Bologna, è costituito dagli sprechi alimentari domestici: “Quanto sappiamo del cibo che consumiamo in relazione a chi l’ha prodotto? Ci concediamo tempo per assaporare il cibo che consumiamo facendo attenzione a quanto ne mangiamo rispetto a quanto ne abbiamo in realtà bisogno? Non sarebbe un bell’atto di solidarietà – ha concluso il cardinale Maradiaga – durante il tempo di Quaresima mangiare coscientemente, consumando con parsimonia il cibo a nostra disposizione per condividerlo con altri?”. La partita si gioca a livello personale, ma sul piano sociale e politico: la prima grande iniziativa si svolgerà il 19 maggio 2015, quando saranno presentati i risultati della campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”, incentrata sul diritto all’alimentazione e volta a discutere con i singoli governi proposte di legge che favoriscano l’attuazione di questo diritto.

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