Questa sera il Vescovo Carlo incontrerà la comunità diaconale

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Diaconi portano la luce

Foto mentre i Diaconi portano la luce ai fedeli

DIOCESI – Questa sera alle ore 20.45 il Vescovo Carlo incontrerà la comunità diaconale presso il Biancoazzutto di porto d’Ascoli.

Apprendiamo che “Il servizio dei diaconi nella Chiesa è documentato fin dai tempi apostolici.

Una consolidata tradizione, attestata già da sant’Ireneo e confluita nella liturgia di ordinazione, ha visto l’inizio del diaconato nell’evento dell’istituzione dei «sette », di cui parlano gli Atti degli Apostoli (6, 1-6).
Nel grado iniziale della sacra gerarchia stanno quindi i diaconi, il cui ministero è stato sempre tenuto in grande onore nella Chiesa.(14) San Paolo li saluta assieme ai vescovi nell’esordio della Lettera ai Filippesi (cf Fil 1, 1) e nella Prima Lettera a Timoteo recensisce le qualità e le virtù di cui devono essere ornati per compiere degnamente il loro ministero (cf 1 Tm 3, 8-13).(15)

La letteratura patristica attesta fin dal principio questa struttura gerarchica e ministeriale della Chiesa, comprensiva del diaconato.
Per sant’Ignazio di Antiochia(16) una Chiesa particolare senza vescovo, presbitero e diacono sembra impensabile.
Egli sottolinea come il ministero del diacono non è altro che « il ministero di Gesù Cristo, il quale prima dei secoli era presso il Padre ed è apparso alla fine dei tempi ». « Non sono, infatti, diaconi per cibi o bevande, ma ministri della Chiesa di Dio ». LaDidascalia Apostolorum(17) e i Padri dei secoli successivi, come pure i diversi Concili(18) e la prassi ecclesiastica(19) testimoniano della continuità e dello sviluppo di tale dato rivelato.

L’istituzione diaconale fu fiorente, nella Chiesa d’Occidente, fino al V secolo; poi, per varie ragioni, essa conobbe un lento declino, finendo con il rimanere solo come tappa intermedia per i candidati all’ordinazione sacerdotale.

Il Concilio di Trento dispose che il diaconato permanente venisse ripristinato, come era anticamente, secondo la sua propria natura, quale originaria funzione nella Chiesa.(20) Ma tale prescrizione non trovò concreta attuazione.
Fu il Concilio Vaticano II a stabilire che il diaconato potesse « in futuro essere restaurato come grado proprio e permanente della gerarchia…, (ed) essere conferito a uomini di età matura, anche sposati, così pure a giovani idonei, per i quali però deve rimanere in vigore la legge del celibato», secondo la costante tradizione.(21)
Le ragioni che hanno determinato questa scelta furono sostanzialmente tre:
a) il desiderio di arricchire la Chiesa con le funzioni del ministero diaconale che altrimenti, in molte regioni, avrebbero potuto difficilmente essere esercitate;
b) l’intenzione di rafforzare con la grazia dell’ordinazione diaconale coloro che già esercitavano di fatto funzioni diaconali;
c) la preoccupazione di provvedere di ministri sacri quelle regioni che soffrivano di scarsità di clero.
Queste ragioni mettono in evidenza come la restaurazione del diaconato permanente non intendesse minimamente pregiudicare il significato, il ruolo e la fioritura del sacerdozio ministeriale, che sempre deve essere generosamente perseguita anche in ragione della sua insostituibilità.

Paolo VI, per dare attuazione alle indicazioni conciliari, stabilì, con la Lettera apostolica Sacrum diaconatus ordinem (18 giugno 1967),(22) le regole generali per la restaurazione del diaconato permanente nella Chiesa latina. L’anno successivo, con la Costituzione apostolica Pontificalis romani recognitio (18 giugno 1968),(23) approvò il nuovo rito per il conferimento dei sacri ordini dell’episcopato, del presbiterato e del diaconato, definendo altresì la materia e la forma delle medesime ordinazioni, e, finalmente, con la Lettera apostolica Ad pascendum (15 agosto 1972),(24) precisò le condizioni per l’ammissione e l’ordinazione dei candidati al diaconato. Gli elementi essenziali di questa normativa furono recepiti tra le norme del Codice di diritto canonico, promulgato dal papa Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983.(25)

Sulla scia della legislazione universale, molte Conferenze Episcopali procedettero e tuttavia procedono, previa l’approvazione della Santa Sede, alla restaurazione del diaconato permanente nelle loro Nazioni e alla stesura di norme complementari al riguardo.

Tratto dalla Libreria editrice vaticana.

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