I giovani della notte e il rapporto con la fede, ne parliamo con Bianca

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Notte

Di Luisa Urbani

Pubblichiamo la quinta intervista ai giovani che frequentano la notte in Riviera.
Questa settimana abbiamo intervistato Bianca.
Leggi le prime quattro interviste.

– Continua la nostra inchiesta fra i giovani della notte, un’intervista forte e personale

–  Le interviste ai giovani della notte di Luisa

– Terza intervista ai giovani della notte, da leggere per entrare in uno spaccato del mondo giovanile

– I giovani della notte e il rapporto con la fede, le interviste di Luisa

RIVIERA – Oggi vi presentiamo Bianca. Ventitreenne, studentessa di giurisprudenza. Ecco cosa ci racconta

Quali sono i tuoi sogni?
Creare un “nido” a mia immagine in cui mi senta davvero me stessa, pieno di tutte quelle cose che amo (cinema, libri, musica); riprendere a suonare; viaggiare. Voi direte che sono hobby e non sogni, e io invece dico che questi sono l’essenza stessa della vita.
Poi sogno di innamorarmi perdutamente e passare il resto dei miei giorni con la persona che mi è destinata, creare il nostro microcosmo: una vita piena di affetto, comprensione e dialogo.

Che lavoro fai/ vorresti fare?
Un lavoro che mi permetta di vivere dignitosamente ed essere di qualche utilità agli altri, in un settore attinente agli studi che ho sostenuto in precedenza. Non sogno la carriera a tutti i costi e non sacrificherei amore e salute per essa.

Come vivi il fine settimana? Cosa fai di solito con gli amici?
Non escludo qualche sporadica serata in discoteca ma preferisco le uscite più tranquille, il cinema o un bicchiere di vino in qualche enoteca. Preferisco uscire in gruppi ristretti per favorire la conversazione: i gruppi troppo numerosi sono dispersivi.

E la fede come và? Credi in Cristo? Raccontaci degli episodi / esperienze personali che ti han portato a credere o meno
Mia madre ha creato quasi un regime del terrore quando eravamo piccoli; ho collezionato esperienze più o meno traumatiche che mi hanno fatto conoscere i lati negativi della religione e di chi la va predicando (razzolando male).
Non glielo dirò mai, ma mi ha insegnato di più con il suo comportamento che con la lettura coattiva del messale ogni giorno (e se non la stavamo a sentire erano sberle).
Perché lei ha l’atteggiamento di chi non si lascia abbattere dalle difficoltà (piccole o grandi) della vita affidandosi sempre a Dio.
Per me la fede è questa: credere fermamente che non siamo nati per caso, che se tutti ci voltano le spalle, se non ci riconosciamo nei nostri simili, se soffriamo… c’è un progetto più grande di cui non siamo al corrente. Per rispondere alla domanda: sì, credo in Cristo.

Partecipi alla Messa?
Sarò presuntuosa ma non lo reputo un momento fondamentale per la propria fede; e un po’ per questo, un po’ per pigrizia, a Messa non ci vado. Ma non escludo di riprendere l’abitudine in futuro!

Hai altro da aggiungere riguardo il rapporto giovani-fede?
Non credo che sia vero ciò che va di moda dire, che i giovani oggi non credono in niente, che la tecnologia ha rovinato l’umanità ecc.
Dipende da una serie di parametri modulati sulla persona stessa.
Se Jung ergeva ad archetipo l’istinto dell’uomo a “crearsi un Dio” figuriamoci se la tecnologia è in grado di estirpare questo inconscio collettivo! Esistono giovani che si dedicano al volontariato; che fanno parte di gruppi religiosi o che vivono la fede a modo loro.

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