Frate Indovino e l’oroscopo, un matrimonio mai avvenuto

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Frate Indovino è nato settant’anni fa come aiuto per i contadini, in un tempo in cui le previsioni meteo e i satelliti, che oggi ci portano in casa previsioni aggiornatissime, erano di là da venire. Era ancora epoca da “Albero degli zoccoli” e si intese offrire una guida alle coltivazioni nell’orto e nei giardini, fra i filari di vite e per i lavori agricoli.
P. Mariangelo da Cerqueto, agli esordi della sua vita in saio, andava a far la questua ricevendo doni in natura per il convento e per i poveri e distribuendo consigli e saggezza. Il frate aveva capito dalle confidenze della gente che c’era una certa ciclicità nel ripetersi di eventi atmosferici; aveva poi rapportato e confrontato il tutto con le cronache dei conventi, che lui puntualmente consultava negli archivi della Curia dei Cappuccini di Assisi. Nacque così il suo metodo, che ha trovato conferme autorevoli nel corso degli anni, al punto che ancor oggi le previsioni di Frate Indovino sono molto considerate e, di più, azzeccate nella misura del 65-70%, che resta una buona media. E furono proprio contadini, sulla base delle previsioni meteo centrate da P. Mariangelo, a distinguerlo dagli altri frate questuanti, chiamandolo “Frate Indovino”. Questa, in sintesi, è la storia dell’origine e del successo del più famoso e diffuso Calendario d’Italia.
“Sull’arco di ormai 70 edizioni, non c’è mai stata – per precisa scelta di fedeltà e di rispetto alla linea della Chiesa – alcuna concessione di spazio agli oroscopi”: Padre Mario Collarini, attuale direttore responsabile di Frate Indovino, vuole sottolineare questo dato preciso e inequivocabile.
Stamattina il frate è sobbalzato sulla sedia, dopo la Messa delle 7,30 in Convento, a Gualdo Tadino, leggendo come fa ogni mattina i quotidiani e imbattendosi in una notizia che è una non-notizia. Alcuni giornali a diffusione nazionale hanno scritto che “Frate Indovino dà l’addio all’oroscopo”, aggiungendo che sarebbe stato “accolto il richiamo di Papa Francesco” e qualcuno s’è anche fatto prendere la mano in commenti del tutto fuori posto. È vero che il Papa ha detto che “maghi e tarocchi non risolvono i problemi”, ma è altrettanto vero che nella tradizione di Frate Indovino non c’è mai stato spazio per oroscopi e simili. Anzi, si è sempre cercato di smontare il troppo credito – con pericoli annessi – che taluni attribuiscono all’oroscopo, facendosi condizionare nei comportamenti.
Con tale preciso intendimento, per anni si sono fatte rubriche all’insegna di una voluta leggerezza così da togliere sussiego ai venditori di facili illusioni: ecco allora “Oroscopo sfasato” (1989), “Oroscopo sgangherato” (1990), poi “Attenti al segno – Oroscopo degli oroscopari” (1991) e avanti di questo passo.
Ad un cero punto è subentrata anche una forma di filastrocca: l’Oroscopo senza oro e senza scopo per canzonare bonariamente in rima i creduloni delle predizioni, con relativo seguito di giro d’affari.
Padre Collarini recupera uno dei moltissimi esempi importati con questo stile sbarazzino e con rime facili per tutti. Pesca dal Calendario del 2005, questa filastrocca:

Pesci 19 febbraio-20 marzo
Sei nato in febbraio?
O fortunato! Dentro l’acquario
dei pesci sei cascato.
Perciò sarai un tipo equilibrato
(beninteso se a galla sei restato).
E non farmi quel viso desolato.
Sei nato in carnevale! L’hai scordato?

Chiunque capisce chiaramente che è un’allegra parodia degli oroscopi. Dal 2009 è sparito del tutto ogni e qualsiasi riferimento al mondo dei segni e degli “oroscopi”, così da sgombrare il campo da ogni possibile equivoco.
“Siamo sempre stati al largo da ogni forma di magia, di astrologia e di predizioni legate ai segni dello zodiaco, proprio per non portare acqua alcuna al mulino di chi specula sulla buona fede dei lettori”, precisa Frate Indovino.
Tra l’altro, è il caso di rilevare che dagli anni del pontificato di Paolo VI è cominciata una bella usanza: quella di andare dal Papa, ogni anno, a presentare il nuovo Calendario. “Sempre siamo ricevuti dai Papi in udienza strettamente privata e in un’atmosfera molto calda e familiare. È da mezzo secolo che i Papi ci incoraggiano a fare del bene con questo “pulpito di carta” appeso alle pareti delle cucine – continua P. Collarini.
E sempre a proposito di previsioni meteo, molto è maturato anche dall’esperienza dei proverbi, che nascono dal vissuto, quindi dalla saggezza popolare.
“I proverbi vengono dalla gente – conclude Frate Indovino – e sono stati collaudati nella pratica. Ce ne sono a bizzeffe e ancor oggi conservano inalterata molta della loro validità”.

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