I giovani della notte e il rapporto con la fede, le interviste di Luisa

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Notte

RIVIERA – Pubblichiamo la quarta intervista ai giovani che frequentano la notte in Riviera.
Questa settimana abbiamo intervistato un ragazzo.
Leggi le prime tre interviste.

– Continua la nostra inchiesta fra i giovani della notte, un’intervista forte e personale

–  Le interviste ai giovani della notte di Luisa

– Terza intervista ai giovani della notte, da leggere per entrare in uno spaccato del mondo giovanile

Quali sono i tuoi sogni?
Fondamentalmente vorrei vivere una vita felice.
Mi piacerebbe che la professione che ho sempre immaginato adatta a me – quella di avvocato – e per cui ho studiato, si riveli tale. Mi piacerebbe incontrare la donna per me, di cui innamorarmi, con cui farmi compagnia per la vita ed eventualmente, se Dio vorrà, avere dei figli. Vorrei continuare ad avere tanti amici e una vita sociale attiva. Comunque sono più attento alla realtà che intento a inseguire i sogni. Sono sicuro che questo mi consenta di vivere una vita piena e felice.

Che lavoro fai/ vorresti fare?
Come accennavo sopra mi piacerebbe fare l’avvocato, sto terminando i miei studi ed ormai sono a un passo dalla verifica della percorribilità di questa strada.

Come vivi il fine settimana? Cosa fai di solito con gli amici?
Non ho un fine settimana standard. Tendenzialmente la mattina mi riposo e aiuto i miei genitori nelle attività di casa (cucina, spesa, giri vari). Il pomeriggio e la sera li passo con i miei amici, praticamente sempre fuori casa, spesso in giro nei dintorni (Marche, Abruzzo, Umbria).

Credi in Cristo? Raccontaci degli episodi / esperienze personali che ti han portato a credere o meno?
Sì, credo in Cristo. All’inizio per l’educazione ricevuta in famiglia, poi ho incontrato il movimento di Comunione e Liberazione. Leggendo le opere di don Giussani, cercando  con i miei amici del Movimento di giudicare ogni circostanza della mia vita,  scopro ogni giorno perché la proposta cristiana è convincente e conveniente.
La fede mi apre gli occhi sulla positività della mia vita e mi dà la forza di stare davanti a situazioni difficili e indesiderabili con serenità.
Senza dover far finta di niente o “tappandosi gli occhi” ma proprio vivendo seriamente, fino alle estreme conseguenze, ogni cosa.
Non ci sono esperienze che mi hanno portato a credere. Credo e trovo conferma di quello in cui credo quotidianamente.
Forse c’è un solo fatto eclatante che non mi permette di rinnegare tutto. È una cosa che mi è accaduta da bambino ed è veramente banale.
Avevo una verruca a un piede che mi stava rovinando la vita perché ogni volta che qualcuno o qualcosa la sfiorava mi faceva malissimo.
Le cure dal dermatologo si protraevano ormai da mesi e niente riusciva a far sparire quella stupida verruca. Un giorno viene a trovarmi mio zio appena tornato da Lourdes e mi dona una bottiglietta di Acqua Santa proveniente dal Santuario. Io chiedo a mia madre “ma se la metto sulla verruca e chiedo alla Madonnina di farla sparire?” e mia madre mi incoraggia. Lo faccio e pronunciato l’amen conclusivo dell’Ave Maria la verruca è sparita lasciando attonita mia madre ed estremamente grato me.
Questo ricordo mi fa ancora venire la pelle d’oca per la semplicità di bambino – quale ero – con cui ho chiesto una grazia e l’immediatezza con cui è arrivata.

Partecipi alla Messa? Motiva la tua risposta
Ecco. Qui giungiamo a un punto dolente della mia esperienza. Diciamo che partecipo saltuariamente perché spesso perdo la pazienza per le lungaggini con cui i sacerdoti sono soliti celebrarla. Diciamo che comunque sono più le volte che ci vado.

Hai altro da aggiungere riguardo il rapporto giovani-fede?
Spesso sento dire che molti credono in Cristo/Dio ma non nella Chiesa. Questo, come si suol dire “ mi urta il sistema nervoso”. Cristo è morto e risorto e il Suo Corpo è ancora presente e vivo sulla Terra nella forma della Chiesa, l’unione dei fedeli. Il fatto che sia fatta di uomini per me è incoraggiante, non frustrante. Il fatto che i sacerdoti, che perfino il Papa, siano liberi di sbagliare e non siano determinati dai loro errori mi fa vivere. Non perché ho una giustificazione per i miei errori, ma perché ho la possibilità di non fermarmi a quelli. Per me la fede cattolica è un’esperienza bella e appagante e spero che tutti vogliano viverla.

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