Eutanasia ai minori ultimo appello ai legislatori belgi

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di Maria Chiara Biagioni

 

Ancora una veglia di preghiera a Liegi e una manifestazione a Bruxelles. Si preannuncia dunque movimentata la vigilia del voto finale della legge che legalizza l’ampliamento dell’eutanasia ai minori: dopo essere passata con una grande maggioranza di voti in Senato e alla Commissione Giustizia della Camera, sarà discussa oggi pomeriggio in seduta plenaria alla Camera dei deputati e votata domani verso le 19. Se il testo di modifica alla legge sull’eutanasia in vigore dal 2002 dovesse essere approvato, il Belgio diventerebbe il secondo paese europeo, dopo i Paesi Bassi, ad autorizzare l’eutanasia ai minori. Mentre però in Olanda si fissa a 12 anni l’età limite per richiedere l’eutanasia, in Belgio il legislatore non ha indicato alcuna età minima del bambino. I minori che stanno vivendo “sofferenze fisiche insopportabili e inguaribili, in fase terminale”, sono ritenuti dal testo di legge in grado di “discernimento” e dunque capaci di chiedere per sé l’eutanasia. Sull’approvazione del testo di legge da mesi in Belgio si sta discutendo: l’ampliamento della legalizzazione dell’eutanasia ai minori ha suscitato una nota di sdegno anche da parte di un gruppo misto di parlamentari del Consiglio d’Europa. Parere contrario anche di un gruppo di pediatri che l’ha definita “inutile” per mancanza di richieste effettive. Infine ha trovato l’opposizione unanime delle Chiese e delle religioni. In prima linea è sceso in campo l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. André-Joseph Lèonard che ha sempre invocato un “risveglio delle coscienze”. 1.300 persone hanno risposto al suo invito riempiendo giovedì scorso la Basilica del Sacro Cuore a Koekelberg. A fianco dell’arcivescovo erano presenti i Leader delle altre Chiese Cristiane, tra cui mons. Athenagoras Peckstadt, Metropolita del Belgio della Chiesa Ortodossa Greca, il pastore Thienpont, della Chiesa Protestante unita del Belgio, il reverendo Wilkinson, Pastore della Chiesa Anglicana. Quella che si è svolta martedì 11 febbraio a Liegi è dunque solo l’ultima di una lunga serie di veglie di preghiere e giornate di digiuno che nell’ultima settimana si sono organizzate per iniziativa delle diocesi e dei rispettivi vescovi in varie città del Paese: Bruxelles, Lovanio, Tubize e Basse-Wavre.
Veglia di preghiera a Liegi. La diocesi di Liegi ha scelto di organizzare la sua veglia di preghiera l’11 febbraio perché è il giorno in cui la Chiesa celebra la Giornata mondiale dei malati. 500 le persone che hanno aderito all’iniziativa. È stato il vescovo Jean-Pierre Delville a volere questa giornata “per svegliare le coscienze e provocare un ultimo dibattito pubblico nel momento in cui il nostro Paese rischia di darsi una legislazione che estende l’eutanasia ai minori”. Il vescovo ha quindi lanciato un ultimo appello alla Nazione. Molte persone che per professione sono vicine ai bambini – dice il vescovo – attestano che la richiesta di eutanasia da parte loro, è rarissima”. Tra l’altro – fa notare il vescovo – la medicina dispone di cure palliative e sedativi in casi di dolore fortissimo che vengono incontro, come è legittimo fare, all’immensa sofferenza fisica e psicologica delle persone che soffrono e si stanno avvicinando alla morte. Anche se questi mezzi palliativi hanno per conseguenza quella di abbreviare di poco la vita, sono comunque moralmente accettabili”. Il vescovo, nell’omelia, ha poi ricordato il rischio di questa legge: “Invece di stimolare solidarietà attorno alla persona malta e fragile, si rischia di generare sfiducia e rifiuto. Si eutanasizza la solidarietà”.
“Les Dossards Jaunes”. Contro la legge si è schierato anche un gruppo di cittadini che si sono riuniti sotto lo il cartello “Dossards Jaunes”, che si presenta “aconfessionale e apolitico”. Una organizzazione – spiega al Sir Etienne Dujardin, coordinatore del gruppo – “che riunisce cittadini e professionisti, tra cui anche medici”. Sono scesi in place de la Libertè in 300 sotto la pioggia. Ma non è la prima volta che le “Dossards Jaunes” manifesta: era già successo domenica 2 febbraio quando in 400 si sono dati appuntamento con palloncini gialli (in segno di pericolo) e cartellini rossi (in segno di stop) davanti alla sede di Bruxelles della Commissione federale di controllo e valutazione dell’eutanasia. Questa sera, il collettivo “Dossards Jaunes” ha chiamato le telecamere di alcune Tv a farsi riprendere. “Noi diciamo di no all’allargamento dell’eutanasia ai minori perché riteniamo che sia una legge completamente inutile – afferma Dujardin -. Si propone di essere una soluzione a un problema inesistente. Lo confermano gli stessi pediatri che hanno fatto sapere di non essersi mai confrontati con una richiesta di eutanasia proveniente da un minore”. Altro nodo che il collettivo sottolinea è quello della mancanza di controllo. “Numerosi – spiega al Sir il coordinatore Dujardin – sono purtroppo i casi di eutanasia clandestini in Belgio e numerosi i medici che non presentano la dichiarazione obbligatoria richiesta per legge. Per cui noi diciamo che prima di allargare l’eutanasia ai minori occorrerebbe controllare meglio l’eutanasia praticata agli adulti”.

 

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