“Na femmina chi li baffe”, spassosa commedia a Cupra

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Cupra Marittima – Venerdì 7 febbraio, la Compagnia del Sorriso di Basciano ha portato in scena uno spettacolo in vernacolo dal titolo “Na femmine chi il baffe” ( una donna baffuta) di Tonino Ranalli. Ambientata nel 1920, in una casa ricca, si attende l’apertura del testamento, essendo morto il padrone. Gli eredi sono 3 fratelli, una donna e due uomini, di cui uno figlio adottivo. A mettere zizzania e a “caricare” i due figli naturali contro quello adottato è una donna di pochi scrupoli, tale Elisabetta, ex prostituta, che convive con uno dei fratelli ed è interessata ai soldi e al potere della famiglia. Tra l’altro il figlio adottato è capitano di marina e al momento non è in casa. Tra i fratelli c’è però rispetto e amore, anche perché la famiglia dei buoni servitori mette pace, anziché zizzania, essendo devota alla memoria del vecchio padrone defunto e affezionata al figliolo adottato, di nome Matteo. Arriva lo zio Alfonso, fratello del padrone, che all’indomani aprirà il testamento e si dispiace che la signorina Elisabetta tratti male i servitori, inoltre rimprovera i fratelli che pensano ai soldi. Ma ecco che ritorna Matteo, il 3^ fratello adottato, affezionato e disinteressato. Elisabetta quella notte progetta di scassinare la cassaforte e rubare il testamento, per modificarlo, avendo paura che il padrone abbia lasciato tutto proprio al figlio adottivo. Ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, così una serie di gag esilaranti fa sì che quella notte accada di tutto, ma che nessuno riesca ad aprire la cassaforte. L’indomani mattina, finalmente si procede con la lettura del testamento e a sorpresa, si scopre che il fratello adottato è figlio naturale del padrone, avuto con una cameriera, ma purtroppo si scopre anche che le proprietà di famiglia sono state vendute e ipotecate, così pure la casa, in definitiva la famiglia è sul lastrico. A questo punto a salvare la situazione è proprio il servitore, che confessa che anni prima, per salvare il padrone, aveva ricomprato la casa di famiglia, per cui ne era oggi il proprietario . Contestualmente intende continuare ad ospitare gli ex padroni e continuare a servirli come se ancora fosse servo. A questo punto Elisabetta, inferocita, abbandona uno dei fratelli, in quanto il suo interesse era solo quello dei soldi e se ne va. In casa torna l’armonia: Matteo si fidanza con la figlia del servitore e tutti sono felici, senza ne’ servi, ne’ padroni, a vivere cordialmente in quella grande e vecchia casa. Eccellente la recitazione in dialetto abruzzese degli attori Paolo Berardinelli, Laura Vignaiuolo, Nicola Rapone, Enzo D’Angelo, Betti Gianforte, Sandra di Marcantonio, Sandro Paolini, Tonino Ranalli, Asia D’Angelo e Romina Candelori. Il prossimo venerdì 14 febbraio alle ore 21.15 sempre presso il Teatro Margherita sarà la volta del Ctr, Compagnie Tetrali Riunite di Macerata che si esibiranno con “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare. Il costo del biglietto è di 8 euro intero, 6 euro ridotto. Per info, contattare la tabaccheria Massarenti di Cupra Marittima.

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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