Il Saluto del Parroco di Montalto, Don Lorenzo, al Vescovo Bresciani

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MONTALTO DELLE MARCHE – Pubblichiamo il Saluto del Parroco di Montalto, Don Lorenzo Bruni, al Vescovo Carlo Bresciani.

“Eccellenza carissima,
al termine di questa solenne celebrazione, Le voglio esprimere il mio sentito ringraziamento per la Sua Presenza, la Sua Parola, la Sua Attenzione a questa nostra Città e Parrocchia.

I Padri del Concilio vollero esprimersi così riguardo al legame tra i Presbiteri ed il loro Vescovo: “Le relazioni tra il vescovo e i sacerdoti diocesani devono poggiare principalmente sulla base di una carità soprannaturale, affinché l’unità di intenti tra i sacerdoti e il vescovo renda più fruttuosa la loro azione pastorale.” (Christus Dominus, 28b).

Ed altrove: “I presbiteri, dal canto loro, avendo presente la pienezza del sacramento dell’ordine di cui godono i vescovi, venerino in essi l’autorità di Cristo supremo pastore. Siano dunque uniti al loro vescovo con sincera carità e obbedienza. Questa obbedienza sacerdotale, pervasa dallo spirito di collaborazione, si fonda sulla stessa partecipazione del ministero episcopale, conferita ai presbiteri attraverso il sacramento dell’ordine e la missione canonica. L’unione tra i presbiteri e i vescovi è particolarmente necessaria ai nostri giorni, dato che oggi, per diversi motivi, le imprese apostoliche debbono non solo rivestire forme molteplici, ma anche trascendere i limiti di una parrocchia o di una diocesi. Nessun presbitero è quindi in condizione di realizzare a fondo la propria missione se agisce da solo e per proprio conto, senza unire le proprie forze a quelle degli altri presbiteri, sotto la guida di coloro che governano la Chiesa.” (Presbyterorum Ordinis, 66-67).

Questa, Eccellenza, è la Chiesa che noi vogliamo costruire, che vogliamo servire, che vogliamo imparare ad amare sotto la Sua Guida, con il Suo Consiglio, nella Sua Missione.

Ringraziandola, Pastore già amatissimo di questa porzione del Popolo di Dio, che oggi vede raccolta intorno alla Sua Persona, vorrei dirLe che soprattutto nella preghiera ci siamo preparati a questo incontro… pregando quando l’abbiamo conosciuta per nome, continuando a farlo quando i nostri occhi hanno incrociato la prima volta il Suo sguardo paterno e rassicurante, perseverando nel farlo ancora, secondo la Sua richiesta, mentre ci accingevamo a preparare questa Sua odierna venuta in mezzo a noi… e nella preghiera abbiamo affidato alla Madre di Dio, che qui è la vera Padrona di casa, il Suo novello Ministero e la Sua nuova realtà di vita in questo lembo di terra picena.

RingraziandoLa, mi permetta Eccellenza, ho il dovere, ma anche tutto l’onore di ringraziare quanti hanno con me collaborato alla preparazione di questo incontro, dai più piccoli ai più anziani, nessuno escluso: non un elenco di nomi, ma la bellezza di tanti volti che oggi anche Lei ammira, i volti di una Comunità che è senz’altro Sua, irrinunciabilmente nutrita dalla Sua Carità pastorale e indissolubilmente legata al Suo Insegnamento, e da esso sostenuta.

Ringraziandola, nel concludere questo mio saluto, vorrei proporre quanto il Santo Padre Francesco ci ricordava nella recente Festa della Conversione dell’Apostolo San Paolo: “preghiamo il Signore Gesù, che ci ha reso membra vive del suo Corpo, affinché ci mantenga profondamente uniti a Lui, ci aiuti a superare i nostri conflitti, le nostre divisioni, i nostri egoismi; e ricordiamo che l’unità è sempre superiore al conflitto! E ci aiuti ad essere uniti gli uni agli altri da un’unica forza, quella dell’amore, che lo Spirito Santo riversa nei nostri cuori (cfr Rm 5,5).” (Omelia del Santo Padre Francesco, Basilica di San Paolo fuori le Mura, Sabato, 25 gennaio 2014).

Sì, Eccellenza carissima, l’Unità, il Bene supremo per cui abbiamo pregato anche poco fa nel Canone della Messa… ‘rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro Papa

Francesco (ed) il nostro Vescovo Carlo’… ci aiuti a cercarla, a costruirla, a difenderla sempre! E ci doni la Sua Benedizione e la Sua Amicizia! Grazie!

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