Il Sindaco Remo Bruni: “Noi oggi l’accogliamo come nuovo Pastore con una fiducia verso il futuro che vede in lei anche la persona che ci possa fare da guida”

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RIPATRANSONE – Il saluto del Sindaco Remo Bruni all’arrivo del Vescovo Bresciani a Ripatransone durante la giornata di domenica 26 gennaio: “La nostra città è stata la sede della Diocesi, è nato come comune rurale libero nel 1205, la storia degli insediamenti nel nostro territorio si perde nella notte dei tempi.
Nel corso della prima metà del 900 ha visto tante famiglie partire in cerca di lavoro, negli anni 50 e 60 abbiamo perso la metà della popolazione.
Negli ultimi 30-40 anni il processo si è invertito, grazie a lavoro di tantissimi figli di ex mezzadri e di tanti cittadini, il nostro paese è cresciuto attraverso insediamenti industriali artigianali e anche attraverso una specializzazione del nostro mondo agricolo che conta oltre 500 aziende agricole.
Anche grazie all’importante produzione dei vini si è invertita la rotta e tutte le aziende presenti del territorio hanno fatto si che ci fosse lavoro per tutti.
Tanto è vero che nelle nostre fabbriche hanno trovato lavoro tante persone della costa e dell’interno.
In questi ultimi tempi la crisi si è fatta sentire anche nel nostro territorio abbiamo tante famiglie che hanno perso lavoro che sono state sfrattate però gli imprenditori hanno tenuto duro e perdere un posto di lavoro è come prendere un membro della propria famiglia.

IMG_7630 (960x641)Grazie alla loro forza e alla loro volontà si sono mantenuti tanti posti di lavoro e tante famiglie continuano ad avere anche in questo momento di crisi una prospettiva per il futuro.
Noi oggi l’accogliamo come nuovo Pastore con una fiducia verso il futuro che vede in lei anche la persona che ci possa fare da guida, non solo attraverso i valori fondanti della nostra comunità, ma anche come guida per riprendere all’interno delle nostre coscienze di tutti noi quei valori che in un momento come questo su cui noi dobbiamo poggiare tutte le nostre forze per dare una prospettiva alle nostre famiglie e ai nostri giovani.
In momenti come questi c’è chi ha paura di non farcela a mantenere il proprio benessere quindi chiude le porte in difesa di quello che ha e c’è chi li apre per accogliere altri per dare aiuto.
Noi abbiamo la fondata certezza che attraverso la sua opera sempre più porte saranno aperte con l’aiuto dei suoi sacerdoti con l’aiuto del clero con la preghiera delle suore che ancora sono presenti nel nostro territorio.

Sempre più porte siano aperte per accogliere per abbracciare e aiutare chi sente di averne il bisogno e per un Sindaco questo è un problema di tutti i giorni.
Io sono sindaco da un anno e mezzo, l’esperienza più forte è quella di ascoltare e cercare di dare aiuto a chi trova nel comune e in me il primo luogo dove prospettare i propri problemi e chiedere aiuto. Questa è un esperienza che mi da la forza per andare avanti perché so che riesco a fare qualche cosa, torno a casa e mi sento migliore.
A lei tutti noi chiediamo questo che forti delle tradizioni, dei valori cristiani che la nostra Ripatransone ha sentito come propri e su cui ha fondato la sua storia si possa con la guida essere più vicini a chi ha bisogno agli anziani, che in una città come questa sono numerosi, che vivono da soli e che sono ospiti della nostra RSA e in questa fase della loro vita hanno bisogno di tutto.

Dobbiamo avere uno sguardo e dobbiamo essergli vicini e che ci sia una tale opera verso i giovani che sono presi talvolta da immagini, da prospettive fasulle da falsi idoli che indotti dal mondo contemporaneo che la loro vita possa essere piena senza fatica e senza lavoro e poi si perdono. Purtroppo hanno modelli sbagliati.
Noi faremo sicuramente che tanti giovani prendano ancora più possesso dei valori della vita che siano consapevole che il loro futuro significa anche lavoro, studio, impegno e avere valori sicuri e certi per il rispetto dell’altro di solidarietà e non di facile ricchezza riprendendo dai modelli proposti dai media.
Vorrei chiudere questo mio intervento con questa mia riflessione. Nella nostra città nei secoli abbiamo avuto tanti ordini religiosi oggi abbiamo ancora aperte 11 chiese negli ultimi tempi ne abbiamo persi due, quello dei frati cappuccini e quelle delle suore di San Vincenzo che erano presenti nel nostro ospedale.
Non vorremo perdere adesso la presenze a cui teniamo tanto e che so che è ancora a rischio di essere spostate in un altro convento, parlo delle suore passioniste che sono un presidio di preghiera e di aiuto spirituale alla nostra comunità a cui noi teniamo tantissimo.
È vero, sono 4 suore molto anziane ma tutt’ora sono molto felici di essere presenti a Ripa e noi vorremo con la sua opera mantenere la loro presenza di cui abbiamo tanto tanto bisogno.
Termino con una piccola considerazione, innanzitutto le voglio ripetere la grande gioia, qui c’è l’intera comunità ad accoglierla per noi è il 45° Vescovo, perché siamo abituati a contare dal primo.

IMG_7672 (960x640)Chiudo con una nota curiosa, lei viene da Brescia, ha nel suo gonfalone comunale il leone (anche nel suo stemma episcopale) anche noi abbiamo il leone come stemma comunale, un leone mansueto che poggia sui 5 colli che regge un giglio franco”.
Quindi sono anche contento di questa cosa curiosa, lei unisce in se, nella sua persona, anche nella simbologia, qualcosa che ci unisce.
Lei appartiene a questa diocesi, appartiene a noi. Noi faremo di tutto per metterla a suo agio e per aiutarla in qualsiasi momento lei ne abbia bisogno”.

IMG_7651 (960x641)Alla fine è stato consegnato un piccolo omaggio dall’intera città.
Il Sindaco Bruni: “Le regaliamo una riproduzione in argento di una stampa antica della città su cui domina e protegge la Madonna di San Giovanni, il cui santuario è all’interno del nostro duomo e non è altro che la Madonna di Loreto che dai noi è chiamata la Madonna di San Giovanni ed è la patrona della nostra Diocesi ed è il santuario della nostra città”.

Vescovo Bresciani: “Ringrazio il Sindaco e tutti voi per questa accoglienza calorosa, grazie per essere qui, ho ascoltato con attenzione quanto il Sindaco ha detto, presentandomi la vostra città i problemi e gli aspetti positivi.
Noto un segno di speranza, il fatto che siamo qui tutti insieme, guardate che le difficoltà si affrontano meglio se le affrontiamo insieme nella solidarietà.
Non saranno superate subito ma se impariamo a capirci di più e ad essere insieme come nostro Signore ci insegna, allora la speranza prende fondamento.
Auguro anche a voi che abbiate a crescere nell’unità e abbiate a crescere in quell’amore alla vostra terra che vi rende tenaci e forti nel non mollare anche nelle difficoltà. In questa tenacia che il Signore vi aiuti e che vi renda sempre più forti”.

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